Walker Texas Ranger

Walker Texas Ranger

Quando sei in Texas guardati le spalle, perché è lì che i rangers saranno. (Walker Texas Ranger; sigla)

Walker Texas Ranger è una serie statunitense nata nell’anno 1993 dall’idea di Chuck Norris (che è anche il protagonista), Albert S. Ruddy (famoso collaboratore di altre produzioni importanti come Il Padrino), Christopher Canaan e Paul Haggis (sceneggiatore che nel 2006 ha vinto il Premio Oscar per la Miglior sceneggiatura originale, con il film Crash – contatto fisico). Nomi di un certo livello che giustificano a pieno il grande successo della serie che può vantare ben 9 stagioni, per un totale di 203 episodi. La serie è stata trasmessa in più di 100 stati nel mondo; in Italia è arrivata tre anni dopo l’esordio sugli schermi americani, ovvero nel 1996 su Canale 5, per poi essere spostata su Italia 1, ottenendo buoni risultati di audience anche il sabato sera in prima serata, e concludere la sua programmazione su Rete 4 nella fascia oraria preserale.
Non è mancata, tuttavia, anche qualche critica. Più di qualche voce, infatti, ha definito la serie come “trash”, per il suo carattere più che grottesco in molte scene di lotta, in cui il protagonista riesce sempre a cavarsela, pur essendo spesso in inferiorità numerica e pur trovandosi di fronte gente armata. Con le giuste proporzioni, potremmo quasi dire che, agli occhi di tali critici, simili scene devono essere sembrate un po’ come appare a noi un film  della coppia Bud Spencer e Terence Hill, con la differenza che nei film di questi ultimi tutto ruota proprio intorno al comico, mentre negli episodi di Walker Texas Ranger gli scopi sono ben altri.
Altri ancora, al contrario, criticano la serie per la troppa violenza mostrata e per la crudezza di alcune scene. A tutte queste lamentele, comunque, ha voluto rispondere lo stesso Chuck Norris, attore, sceneggiatore e co-produttore della serie che lo vede come protagonista, affermando che ogni singola puntata al suo interno nasconde (ma neanche troppo) una morale fondata sui valori più importanti dell’uomo.

È difficile riuscire a racchiudere Walker Texas Ranger in un genere seriale ben definito, in quanto la serie si presenta certamente come un poliziesco (basti pensare che i protagonisti sono appunto dei ranger) , ma con numerosi elementi appartenenti anche al genere d’azione e a quello d’avventura, come per esempio il marcato contrasto tra personaggi buoni (e che non possono essere altrimenti) e personaggi cattivi, così come il fatto chei protagonisti lottano insieme per un unico obiettivo dall’alto valore morale, come il salvataggio di altre persone o la cattura di un criminale pericoloso. E si può fare riferimento ancora alle numerose scene in cui è necessaria, da parte dei personaggi, una grande prestanza fisica, in quanto impegnati spesso in lotte e combattimenti di ogni genere, inseguimenti e acrobazie. Ed è proprio per queste ultime che forse il personaggio Cordell Walker è diventato più famoso. Chuck Norris, infatti, campione di karate più volte nella vita reale, spesso nella serie risolve le situazioni più intricate proprio a suon di schiaffi, pugni e “ calci rotanti”, aiutato dal suo collega, il ranger Trivette, dal vice procuratore distrettuale Alexandra Cahill, e da una serie di altri personaggi minori come C.D. Parker, ex ranger e loro caro amico, proprietario di un locale dove i protagonisti molto spesso festeggiano il lieto fine di ogni puntata. Pur differenziandosi per situazioni rappresentate e contesti descritti, ogni episodio presenta degli elementi fondamentali fissi: un contrasto da risolvere prima di tutto, che può essere un omicidio, un traffico illecito da fermare, un criminale da incastrare. Tutta la serie si fonda, comunque, sul concetto che il bene vince sempre sul male, grazie a quei valori che i protagonisti in primis si impegnano a trasmettere: la lealtà, l’aiuto reciproco, la fiducia nella legge e nella giustizia. Dopo una serie di peripezie, indagini, false piste, imboscate e scontri violenti, la verità viene sempre a galla, grazie all’astuzia e alla grande intuitività di Walker. Oltre agli eventi “verticali” che trovano conclusione alla fine dell’episodio, una trama orizzontale attraversa tutta la serie, raccontando nel corso del tempo l’evolversi delle vite private dei personaggi. Un elemento di orizzontalità importante è certamente la relazione tra Walker e Alex, così come il ciclico ritorno di alcuni criminali in lotta con i ranger, che con i loro intrighi restano costantemente nella narrazione generale.
Il carattere forte del ranger Walker, e soprattutto la sua grande abilità nelle arti marziali, hanno fatto diventare il personaggio e lo stesso attore, Chuck Norris, un fenomeno mondiale. Soprattutto con lo sviluppo delle piattaforme social, si è diffusa una sorta di Chuck Norris mania, riguardante aneddoti seri ma soprattutto scherzosi e ironici sulle sue azioni eroiche, sui suoi calci e sui suoi pugni, su frasi ipotetiche ed esilaranti che egli avrebbe detto in diverse situazioni di pericolo. Insomma, tutto ciò ha fatto sì che nascesse e si costituisse un vero e proprio stereotipo norrisiano, quello di uomo invincibile, indistruttibile, quasi immortale, che non ha bisogno di niente se non della sua forza e agilità. Quindi, una specie di supereroe. Giusto per dare un assaggio, prendiamo un esempio trovato sul web, sul sito Nonciclopedia, una variante ironica e satirica della più famosa Wikipedia. È riportato, in maniera divertente, un riassunto dei contenuti generali della serie sotto forma di lista, tema affrontato proprio in questa sezione:

“Questo è ciò che accade frequentemente nelle puntate:

  • 100%: Walker pesta qualcuno
  • 95%: Walker e Trivette rissano in una bettola
  • 70%: la bettola è un ritrovo di motociclisti
  • 60%: la bettola è un ritrovo di irlandesi
  • 90%: Alex viene rapita, picchiata, minacciata o molestata
  • 80%: da un maniaco innamorato di lei
  • 100%: che poi riceve un calcio in faccia da Walker
  • 90%: Walker o Trivette procedono a un’operazione non autorizzata
  • 80%: Walker e Trivette irrompono da soli in un magazzino colmo di sgherri armati
  • 60%: i quali gettano le pistole e attaccano i rangers con spranghe o a mani nude
  • 100%: venendone puntualmente massacrati
  • 85%: alla fine della puntata Walker, Alex e C.D. fanno uno scherzo del cazzo a Trivette
  • 80%: Capo Aquila Bianca blatera proverbi Cherokee incomprensibili che solo Walker capisce
  • 75%: un gruppo di ragazzi sfigati finisce in un giro di Mafia
  • 75%:Walker entra in scena all’ultimo sfondando una porta o una finestra
  • 60%: i cattivi uccidono un loro complice
  • 40%: che se rimasto ancora vivo collabora con i rangers prima di tirare definitivamente le cuoia
  • 50%: C.D. riceve un proiettile o viene pestato e va in rianimazione
  • 10%: dove muore momentaneamente per rincarnarsi in un nuovo identico corpo!
  • 20%: ragazzo o ragazza o entrambi con problemi mentali o fisici o entrambi riscattano grazie a Walker una vita di soprusi o angherie o entrambi.
  • 30%: Walker viene ferito
  • 85%: in mezzo a una foresta
  • 100%: dove si guarisce con delle erbe curative
  • 15%: Walker usa i poteri sciamanici Cherokee
  • 0%: Walker sbaglia
  • 0%: Walker passa al Partito Democratico
  • 90%: una banda di alcolizzati di quartiere coinvolge dei ragazzi integerrimi
  • 100%: un’odiosa musichetta electronic rap fa da sfondo all’entrata in scena delle bande
  • -2000000%: Walker muore”.

Cordell Walker (Chuck Norris), protagonista indiscusso della serie, che infatti porta il suo stesso nome, è un personaggio forte e carismatico, segnato da un’infanzia difficile in seguito all’uccisione, davanti ai suoi occhi, dei suoi genitori da parte di alcuni malviventi, quando era solo un bambino. Divenuto orfano, il piccolo Walker cresce in una riserva Cherokee insieme allo zio. Questo gli permette di conoscere diversi personaggi come Aquila Bianca, che rimarrà per lui una guida anche negli anni successivi. Imparate le diverse arti e tecniche cherokee, Walker si arruola nei Marines durante la guerra del Vietnam. Esperienza che lo segna molto e fa crescere in lui una sete di giustizia che lo porterà, terminato il conflitto, a fare parte del corpo dei Texas Rangers. La sua vita privata, segnata da tanti dolori, tra i quali anche la morte di Ellen, sua fidanzata storica e futura sposa, si rasserena e si addolcisce anche grazie alla relazione che si sviluppa a partire dalla quarta stagione con la sua collega e amica Alexandra Cahill, che alla fine sposerà e dalla quale avrà una bellissima bambina, Angela. Walker rappresenta la figura del ranger integerrimo, incorruttibile e dedito al suo lavoro. È particolarmente amato dal pubblico soprattutto per la sua abilità nelle arti marziali, con le quali spesso risolve i conflitti che si sviluppano all’interno degli episodi.
Alex Cahill (Sheree J. Wilson) è una vice procuratrice distrettuale. Una donna testarda, decisa e determinata, portatrice di alti valori per i quali si batte incessantemente. Particolarmente attivo è il suo interesse per i diritti delle donne, avendo anch’essa subito in gioventù delle violenze, e per la difesa e la tutela dei minori. Spesso è nei guai, dovuti a criminali da lei incastrati, oppure perché sfruttata come esca per poter sorprendere Walker, che però, puntualmente, la salva e la libera. È proprio il suo rapporto con Walker che si sviluppa all’interno delle varie stagioni fino alla travagliata proposta di matrimonio avvenuta nell’ottava serie, e al matrimonio vero e proprio nell’ultima. Ama i cavalli e crede molto nella giustizia.
James Trivette (Clarence Jilyard) rappresenta il classico “personaggio spalla”. Abile nelle arti marziali e nell’uso di armi da fuoco ed esperto nell’ambito informatico, è comunque sempre secondo a Walker. Sono molto rare le occasioni in cui si trova ad agire da solo, senza il suo angelo custode. Trivette, o Jimmy, come più spesso viene nominato nella serie, ha un carattere affabile e disponibile, anche se leggermente permaloso. Questo lo fa diventare oggetto di scherno da parte dei suoi amici che si divertono a stuzzicarlo. Rimane single per tutte le stagioni, solo nel finale riscopre un vecchio amore.
C.D. Parker (Gailard Santain – Noble Willingham) è l’unico personaggio che ha subìto un cambio di attore, per esigenze della produzione. Nella prima stagione, infatti, non era ancora il più famoso Willingham ad interpretare il ruolo (lo farà dalla seconda stagione in poi), bensì Gailard Santain. C.D. è un Ranger in pensione, che si diletta spesso nei racconti delle sue antiche gesta, offrendo consigli e suggerimenti ai rangers ancora in attività. Gestisce un locale dove spesso i protagonisti si recano per brindare il lieto fine di un’impresa. Amato da tutti, muore improvvisamente nel corso dell’ultima stagione, lasciando un grande vuoto soprattutto in Trivette, suo migliore amico.
Sydney Cooke e Francis Gage – (Nia Peeples e Judson Mills) sono personaggi aggiunti nel corso della serie per poter fornire elementi di novità ai produttori e agli spettatori. Sydney e Francis sono due rangers che si uniscono alla squadra di Walker a partire dall’episodio Conto alla rovescia. Entrambi molto abili nei combattimenti, si caratterizzano per un grande senso di orgoglio nell’appartenere ai ranger e per un grande coraggio. Il rapporto tra i due è sempre stato ambiguo, si intuisce una certa attrazione, che rimane soffocata e quasi mai dichiarata, se non in brevi e rari momenti suggellati anche da qualche bacio fugace.
Emil Lavocat e Victor La Rue (Marshall R.Teague e Wayne Père) sono senza dubbio i più cattivi tra i tanti nemici che Walker affronta nella serie. E soprattutto sono nemici che ritornano spesso nelle avventure del ranger. Spietati, a capo di bande di criminali che obbediscono ad ogni loro ordine, si macchiano di azioni indicibili. Lavocat, per esempio, tra le tante angherie commesse, si scopre essere il responsabile della morte del tanto amato C.D., e La Rue è responsabile di un trauma profondo nella vita di Alex. In una puntata ad inizio della serie, infatti, l’ha violentata dopo averla fatta ostaggio. Costituiscono parte di quella trama orizzontale che si dipana per le nove stagioni. Entrambi fanno una brutta fine, in quanto, come si sa, il bene vince sempre sul male.

Walker Texas Ranger si presenta come una serie essenzialmente verticale, con un caso di puntata da risolvere per ogni episodio, pur mantenendo una certa orizzontalità di sottofondo, attraverso la quale si sviluppano le vicende private dei personaggi.Sigla. L’episodio pilota della serie non aveva una sigla, bensì semplicemente alcuni titoli di testa. Nella prima e nella seconda stagione, invece, si ebbe una sigla solo strumentale, grazie alla quale si realizzava la presentazione del cast attraverso immagini prese direttamente dal telefilm, e quindi anche del logo e del tema principale. Si possono osservare, quindi, scene di azione, di sparatorie, di combattimenti e acrobazie a cavallo. I titoli di testa presentano i personaggi principali con i loro interpreti. Ad eccezione di Trivette, che compare in un frammento di sigla, Cordell Walker è il protagonista assoluto. La sigla, infatti, è costituita solo da scene in cui egli è presente ed impegnato in qualche eroica azione. La durata è di 23 secondi.
A partire dalla terza stagione, la serie è mandata in onda con la sigla certamente più famosa e più conosciuta. Tale sigla ha la durata di 40 secondi e si costruisce sulla canzone The eyes of the ranger di George McAnthony, cantata, per l’occasione, dallo stesso Chuck Norris. Anche in questo caso abbiamo una successione di immagini prese direttamente da scene del film, ma a differenza della sigla precedente, più striminzita, vediamo comparire, oltre al protagonista Cordell Walker, anche gli altri personaggi, con sotto scritti i nomi dei relativi interpreti. In ordine di apparizione abbiamo quindi Walker, Trivette, C.D. e Alex; Chuck Norris mantiene comunque una posizione di rilievo, infatti la sigla inizia con la sua figura stoica che si impone sulla città di Dallas sullo sfondo in pieno giorno, e termina con la stessa scena ambientata al momento del tramonto. Una scelta, ovviamente non casuale, ma fortemente simbolica, che sembra voler dire che non si può scappare dall’attenzione di un Ranger, e cioè dalla legge, né di giorno, né di notte. Tutto ciò è confermato dal testo stesso della canzone che accompagna le immagini, di cui riportiamo uno stralcio:

In the eyes of a ranger,

The unsuspecting stranger

Had better know the truth of wrong from right.

Cause the eyes of a ranger are uponyou,

Any wrong you do, he’s gonna see.

When you’re in Texas, look behind you,

Because that’s where the rangers gonna be.

[Agli occhi di un ranger,

Lo straniero fiducioso

È meglio che sappia distinguere il giusto dallo sbagliato.

Perché gli occhi di un ranger sono su di te,

Ogni cosa sbagliata che fai, lui la vede.

Quando sei in Texas, guardati le spalle,

Perché è lì che i ranger saranno.]

La regia della serie si è alternata tra Michael Preece, che ha diretto ben 70 episodi, Tony Mordente, che ne ha diretti 38, e altri registi che si sono impegnati nella direzione dei restanti episodi, tra cui anche Mike e Aaron Norris, rispettivamente figlio e fratello del più famoso Chuck.
All’interno degli episodi si possono ritrovare le diverse tecniche narrative tipiche del genere, come quella del flashback. Ne sono un esempio le scene dei ricordi di Walker, così come quelle di Alex, di cui evidenziamo particolarmente quello della violenza subìta dal suo ex marito. Ma anche  quelle scene che per presentare i “cattivi” di turno vanno a mostrare precedenti malefatte e violenze di questi ultimi. Particolarmente  entusiasmante è l’episodio in cui tutti gli eventi narrati, alcuni  dei quali molto, molto sorprendenti, si scoprono essere, sul finale, nient’altro che un sogno di Alex, creando quindi una finzione narrativa innovativa nella serie.
Un ulteriore elemento degno di nota sono le storie di Cooper, un Texas Ranger dei tempi del Far West, di cui Walker a volte narra le vicende o legge le memorie. Un artificio importante, una sorta di  meta-narrazione che vede Walker immedesimarsi in lui. Cooper, infatti, appare col suo volto, ma con i capelli più lunghi e un cappotto di pelle sfrangiata.
Anche gli altri personaggi fanno parte di queste storie secondarie, creando per lo spettatore situazioni innovative e simpatiche nelle quali poter vedere i protagonisti in altre vesti, talvolta anche di criminali e nemici da combattere. Tutto ciò fa si che la serie, in episodi di questo tipo, riprenda e aderisca perfettamente anche al genere western. Oltre che ritrovare, infatti, un’ambientazione tipica del vecchio West (grandi praterie, riserve indiane, villaggi e saloon), le situazioni descritte pullulano di piccoli dettagli che aiutano a rendere veritiera la situazione. Basti pensare alle armi usate dai protagonisti, come la mitica Colt, divenuta un must del genere, così come il fucile Winchester. Ma anche il modo di vestire dei personaggi, la presenza di cavalli e carretti come mezzi di locomozione; il tutto accompagnato da un filtro color seppia, quasi a voler rimarcare l’antichità del racconto.
A livello di tecniche di montaggio, ricorre spesso il cambio scena attraverso l’inquadratura del  luogo dove si andrà a realizzare poi la scena successiva. Ne sono un esempio lampante le riprese del prospetto del dipartimento, dove ci sono gli uffici in cui i Ranger lavorano; e il bar di C.D., visto dall’esterno, dove i protagonisti spesso si ritrovano. Va notato, in ogni caso, che Walker Texas Ranger, grazie alla grande varietà di generi che sviluppa, si caratterizza per un sapiente uso delle diverse inquadrature. Si passa da un campo lungo (la città, un tramonto)  ad un primissimo piano (per esempio gli sguardi minacciosi dei criminali prima di scendere in lotta con Walker). Senza dimenticare il frequente uso di zoom e carrellate (per esempio durante le scene di inseguimenti in auto) e addirittura di gru e dolly per le riprese dall’alto e particolarmente dinamiche.
Un elemento importante che talvolta si ritrova anche in questa serie è il teaser, ovvero una sorta di anticipazione, una presentazione di quello che avverrà poi durante lo svolgimento della puntata, con una successione si scene che può avere una durata anche più lunga dei dieci minuti, prima della sigla.
Un momento immancabile di ogni episodio sappiamo essere quello della lotta. Proprio in queste scene giocano un ruolo fondamentale gli effetti sonori, ovvero il rumore di schiaffi, pugni e calci, oltre che le urla di dolore dei malcapitati, e addirittura il sibilo dello spostamento d’aria provocato dal movimento degli arti. Tutto accompagnato da musiche in sottofondo che contribuiscono a conferire dinamicità all’azione. Spesso questo momento è reso particolarmente catartico da un’alternanza veloce di campi medi e primissimi piani, e da un rallentamento delle immagini, una sorta di slow motion, per rendere ancora più epico il momento.
Può accadere anche di assistere al fenomeno del cosiddetto “montaggio alternato”. Esso consiste nel mostrare azioni che si stanno svolgendo nello stesso momento, in maniera alternata. Come nel caso della lotta finale dell’episodio L’ombra del dragone, in cui tutti e quattro i ranger protagonisti (Walker, Trivette, Francis e Sydney) nello stesso momento sono impegnati a lottare con un criminale e, quasi per magia, tutti riescono a mettere al tappeto il nemico quasi nello stesso istante.
Inoltre, appartenendo al genere d’azione, non può non fare uso in diverse occasioni della tecnica del cliffhanger, che consiste nel bloccare la narrazione proprio nel momento di tensione più alto della storia, con l’intento di creare aspettativa nei telespettatori e un’acuta suspence che li fidelizza sempre più.  Due esempi rivelatori sono due cliffhanger addirittura non di puntata ma di stagione. Il primo avviene tra la sesta e la settima stagione, con gli episodi Il matrimonio 1 e Il matrimonio 2.  Qui, durante, appunto, il matrimonio di un’amica, Alex viene ferita gravemente da alcuni criminali che intendevano vendicarsi di lei e solo nella prima puntata della stagione successiva si scopre che la vice procuratore distrettuale finisce in coma in uno stato gravissimo. Ovviamente riuscirà poi a riprendersi. Il secondo avviene, invece, tra la settima e l’ottava stagione, con gli episodi Mister O 1 e Mister O 2. In questo caso, in pericolo sono Walker e Alex, che precipitano in un lago con l’aereo su cui stavano viaggiando, a causa dei colpi subiti dalle armi da fuoco di un militare corrotto. Solo dopo una lunga attesa, e cioè nella prima puntata dell’ottava stagione, la storia continua e riprende dal punto in cui si era interrotta, e si scopre che i due protagonisti riescono a salvarsi nuotando fino a riva.

Originariamente in lingua inglese-americana, la serie è stata trasmessa in numerosi stati, subendo così il doppiaggio nelle varie lingue. Sappiamo bene quanto il timbro della voce di un personaggio possa dire molto sul personaggio stesso, sulla sua personalità ed il suo modo d’essere. Non è un caso, quindi, che Cordell Walker, nell’edizione italiana, abbia la voce di Rodolfo Bianchi, che può vantare nel suo curriculum altri doppiaggi di attori di un certo livello come Gerard Depardieu, James Caan e Jeremy Irons, oltre ad essere l’inconfondibile ispettore Zenigata in Lupin III. Una voce calda, decisa e virile, proprio come si presenta il ranger Walker. Stesso discorso per gli altri doppiatori italiani scelti per il resto del cast, voci di un certo rilievo che sicuramente hanno contribuito al successo che la serie ha avuto anche nel nostro Paese. Basti pensare ad Andrea Ward (nei panni di Trivette) appartenente, potremmo dire, ad una “ dinastia” di doppiatori, e Fabrizia Castagnoli (nei panni di Alex).
Ma al di là del timbro più o meno accattivante, nell’analisi della lingua bisogna assolutamente soffermarsi proprio su quale tipologia di linguaggio usato deriva dal doppiaggio. Walker Texas Ranger si caratterizza, come d’altronde gran parte delle serie straniere riportate in italiano, per una lingua senza dubbio perfettamente chiara e comprensibile, il doppiaggese: una lingua senza particolari accenti o regionalismi. Tutti i protagonisti, comprese le comparse, parlano, per così dire, un italiano standard, purificato da ogni regionalismo e cadenza, tanto da apparire in diverse occasioni alquanto innaturale e impostato, poiché i personaggi si esprimono tramite termini e locuzioni  tipiche di una finzione cinematografica ma che raramente trovano riscontro nella vita reale. Tutto ciò deriva anche dall’esigenza di riportare, in una lingua diversa dall’originale, modalità e tempi di pronuncia delle varie frasi. Una parola in inglese-americano che prevede una particolare apertura della bocca, per esempio, per poter avere un buon risultato di doppiaggio, obbliga a trovare una parola o un modo di dire, che abbia lo stesso significato ma che segua anche e soprattutto il movimento delle labbra e del volto degli attori. Ecco perché un absolutely, doppiato in Italia, si riporta con assolutamente sì, laddove il serve a disambiguare rispetto all’uso (peraltro scorretto) di assolutamente come avverbio negativo in italiano dell’uso medio.
La serie non si rivolge essenzialmente ad un pubblico critico, bensì a quel che potremmo definire “spettatore medio”, che, tornato a casa dopo una giornata di lavoro, portando con sé tensioni e rancori della vita quotidiana, non aspetta altro che immedesimarsi nel protagonista tanto amato, e dare sfogo, attraverso i suoi calci rotanti alla propria fame di giustizia e ordine. Questo è il motivo per cui stati d’animo e pensieri dei personaggi sono resi molto espliciti dai dialoghi, che si susseguono in maniera chiara senza creare troppi dubbi e ambiguità, senza puntare minimamente all’approfondimento psicologico. Questi, infatti, all’interno della serie, spesso si costruiscono su strutture stabili, ripetendosi quasi allo stesso modo. Nelle scene in cui Cordell Walker parla con i suoi antagonisti troviamo sempre frasi veloci e decise, spesso di avvertimento o minaccia, sia da una parte che dall’altra, ma anche brevi pensieri “a voce alta”. Ciclicamente ritornano anche le scene in cui Walker, Trivette, Alex e talvolta anche C.D. discutono fra di loro sulla strategia migliore da usare e si organizzano sul da farsi. In questo caso si assiste a periodi concitati, con la presenza a volte di qualche termine più specialistico, adoperato da Trivette relativamente alla sua conoscenza e abilità informatica, da Walker per tutti i rimandi ad armi, esplosivi ed arnesi da guerra, da Alex per tutto ciò che riguarda il discorso giuridico che spesso compare nella serie a causa della sua occupazione. E, in ultimo, si possono notare tutti gli scambi di battute simpatiche ed ironiche nel momento in cui i personaggi scherzano fra di loro (Trivette è il personaggio preso più di mira), e quando alla fine dell’episodio, risolto ogni problema, essi si ritrovano a brindare sereni al bar di C.D.

 

Mario Seclì

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