Underemployed - Generazione in saldo

Underemployed - Generazione in saldo

Più di ogni altra generazione noi abbiamo la chance di andarcene da qui e cambiare il mondo!
Sì. Come no…
(Underemployed; 1, 1)

Underemployed – Generazione in saldo è un teen drama statunitense (Underemployed) creato da Craig Wright, affermato sceneggiatore televisivo, autore e collaboratore di Six Feet Under, Lost, Orientamento, Storia di Kate, Brothers & Sisters – Segreti di famiglia e Dirty Sexy Money, nella sua prima ed unica produzione per MTV. La serie consta di una sola stagione andata in onda negli Stati Uniti dal 16 ottobre 2012  al 13 gennaio 2013. In Italia, invece, è stata trasmessa in anteprima su MTV on demand  l’11 luglio 2013, mentre sulle reti tv italiane, sul canale 8 del digitale terrestre,  il 18 luglio dello stesso anno.
La serie è un ritratto realistico della vita post-universitaria di cinque giovani neolaureati, che si  aspettavano qualcosa di totalmente diverso. Il teen drama, composto da 12 episodi della durata di 42 minuti ciascuno, è stato chiuso per un calo sensibile degli ascolti, meno di un milione di persone a puntata. Troppo pochi per un rinnovo della serie, che è stata, perciò, cancellata.
Come i sogni dei protagonisti, anche quello di uno show che puntava a rappresentare la storia dei giovani della generazione 2.0 è andato mestamente in frantumi [1].

Il telefilm racconta le tragicomiche avventure di cinque giovani personaggi, Sofia, Daphne, Lou, Raviva e Miles (Michelle Ang, Sarah Habel, Jared Kusnitz, Inbar Lavi e Diego Boneta) che, dopo essersi laureati, si promettono di incontrarsi di nuovo, a patto che i loro sogni si siano concretizzati. Tuttavia, un anno dopo aver conseguito la laurea, si trovano faccia a faccia con la realtà. Accantonati i propri sogni di gloria, vedono dinanzi ai loro occhi svanire pian piano tutte le speranze di riuscita delle loro, alquanto ambiziose, aspirazioni. I sogni adolescenziali moderni, per quanto banali e scontati, ci sono tutti: la cantante, la scrittrice, l’ambientalista, la manager in carriera, l’attore/modello.
Miles, il belloccio della serie, vuole diventare  un famoso modello di biancheria intima; Lou sogna di diventare un designer attento all’ambiente; Raviva vuole fare la rock star, ma un evento inaspettato stravolgerà i suoi piani; Daphne aspira a diventare un pezzo grosso in campo pubblicitario; Sofia lavora come commessa in un negozio di ciambelle e nei ritagli di tempo si dedica alla sua passione, la scrittura, sperando quanto prima di pubblicare il suo primo romanzo.
Underemployed, che tradotto in italiano significa ‘sottoccupati’, secondo l’idea di Wright, aveva  il compito di raccontare al meglio le difficoltà della generazione dei giovani d’oggi, che si accontenta spesso di umili posti lavoro che possano permettere loro almeno di pagare le bollette, mentre, nel frattempo, aspira ad obiettivi più nobili. L’ambientazione di Chicago e la grafica fanno ricordare un altro telefilm, Shameless; mentre gli intrecci, le paranoie e le problematiche richiamano quello di Girls.
Il punto forte della serie è il cast
: i cinque protagonisti sono giovani, freschi, belli, dalla faccia pulita, perfetti per i ruoli loro assegnati.
Per chi ha trent’anni o poco meno, Underemployed sarà un simpatico passatempo: la leggerezza e la semplicità con cui sono affrontati i seri problemi della crisi odierna, che tiene svegli la notte tanti trentenni in tutto l’Occidente, non turba la visione degli episodi. Per chi, invece, ha vent’anni, Underemployed sarà una piacevole fiaba americana ambientata nel secondo decennio del 2000, in cui, al posto di principesse da salvare, ci sono desideri da realizzare e mille ostacoli da superare. L’immedesimazione sarà tale che lo spettatore prenderà a cuore ogni singola storia. Il pubblico sarà così ansioso di sapere cosa accadrà a Miles, Daphne e co. che entrerà nel tunnel del binge watching, divorando i 12 episodi uno dopo l’altro [2].

I cinque giovani disoccupati concorrono, ognuno con le proprie avventure e disavventure, a definire la trama della storia. Tutti i personaggi sono dinamici e contrastanti; col passare delle puntate si assisterà a un’evoluzione, alla crescita dei cinque ragazzi che, da collegiali, entreranno a pieno titolo nel mondo degli adulti. Spiccano nel gruppo i due bellocci: Daphne e Miles, a cui seguono tutti gli altri neolaureati: Raviva, Lou e Sophia.
Daphne, interpretata da Sarah Habel, è bella, un po’ ingenua, e per alcuni tratti richiama alla memoria Rebecca Bloomwood, la protagonista del celeberrimo film I Love Shopping. Al contrario di quest’ultima, che sogna scarpe, borsette e un posto come giornalista nella redazione di Vogue, Daphne sogna di diventare una manager in carriera con un ufficio tutto suo, ma  si ritrova a vivere a casa col padre e a lavorare come stagista non retribuita.
L’attrice Sarah Habel ha dichiarato in un’intervista per MTV: «Lei è effervescente, solare, si è laureata al college con la speranza di diventare un dirigente pubblicitario e sogna in grande, ma  finisce per accettare uno stage non retribuito, che all’inizio doveva durare solo per un paio di mesi e poi finisce col ritrovarsi un anno dopo a lavorare ancora presso quell’ufficio. Lei, dunque, convive con questa sfida: pagare i suoi debiti per ottenere il rispetto che merita. Infatti, lei è una ragazza moderna alla ricerca di un po’ di rispetto e  pronta a vincere le sue sfide, ma i problemi si mettono in mezzo. Innamorata dell’amore è decisa ad innamorarsi. È la sua cosa preferita.» [3].
Miles, interpretato dal cantante messicano Diego Andrés González Boneta, è un aspirante modello di biancheria intima, che punta ad essere il “volto” per Calvin Klein, ma, nel frattempo, si arrangia facendo lavoretti saltuari come cameriere. Simpatico e con lo sguardo affascinante, è il sex symbol della serie. Quando si innamorerà davvero, però, la sua vita si stravolgerà completamente.
Raviva, interpretata da Inbar Lavi, è un’aspirante rock star, da anni fidanzata con Lou, che dovrà bruscamente interrompere la sua corsa verso il successo a causa della sua inaspettata maternità. L’attrice, in un’intervista, parlando di Raviva, ha affermato: «Deve affrontare tre lotte principali nella prima stagione di “Undermployed”. Lotta n° 1: lei è perdutamente innamorata di questo uomo che la guiderà in un modo totalmente folle. Lotta n° 2: lei è distrutta, ma non solo lei è distrutta, ma si rifiuta di fare qualsiasi lavoro che non è completamente legato a quello che vuole fare ovvero sia essere una rock star. La terza lotta, la più bella di tutte, è Rosemary. Diventa madre, e penso che la maternità non sia facile per nessuno, ma la maternità inattesa è ancora più difficile».
Il personaggio di Lou, a cui presta il volto Jared Kusnitz (attore statunitense televisivo e cinematografico), è stato ispirato dal figlio del creatore e produttore esecutivo della serie, David Writing. Deciso a cambiare il mondo dopo l’università, impiega tutte le sue energie in manifestazioni ambientaliste, ma la nascita di sua figlia stravolgerà tutti i suoi piani. «Il mio personaggio Lou è un importante designer ambientale, che fresco di scuola vorrebbe subito cambiare il mondo o almeno così pensa – ha detto Kusnitz – Bene, Mondo, stavi aspettando me. Io sono qui adesso. È questo: partire ora. E se non è ora, si riparte di nuovo da zero».
Sophia, interpretata da Michelle Ang (attrice neozelandese), incarna il prototipo della perfetta secchiona, la prima della classe che aspira a diventare un’affermata scrittrice, la cui strada, però, è tutta in salita: per vivere sarà costretta a lavorare in un negozio di ciambelle tipicamente statunitense. Questo, tuttavia, non le impedisce di scrivere un libro vagamente autobiografico, nel quale fa un resoconto di tutte le esperienze vissute, non solo da lei, ma anche dai suoi compagni di sventura. «In questa stagione gli spettatori saranno in grado di guardare Sophia come una sfidante di se stessa che imparerà molto di più su chi è e su come vede il mondo e quindi tenterà di scrivere sulla sua avventura soprattutto per se stessa».

Underemployed è una serie priva di una sigla vera e propria. I creatori, infatti, hanno preferito introdurre il telespettatore direttamente nella narrazione già dal primo episodio, raccontando l’antefatto, il punto in cui si erano separati i personaggi e dove tutto ha avuto inizio. Dal secondo episodio, il racconto viene anticipato dal riepilogo delle puntate precedenti, accompagnato da una musica di sottofondo off screen, che cambierà per ogni episodio dei restanti 11; sono, inoltre, presenti effetti sonori diegetici che tra una scena e l’altra scandiscono le varie vicende riassunte. Tra le prime immagini dell’episodio compare il logo della serie, all’interno dalla frase «negli episodi precedenti di Underemployed».
L’episodio entra nel vivo dopo un campo lungo nel quale viene solitamente ripreso un paesaggio o un’ambientazione cittadina che richiama la scena che di lì a poco verrà mostrata, come ad esempio il palazzo visto dall’esterno in cui si trova l’appartamento di Daphne. Durante i primi 30 secondi della puntata, la musica cambia: si sentirà non più un jingle strumentale, ma una canzone vera e propria che, seppur diversa da quella del riassunto, la ricorda ritmicamente.
L’episodio si chiude con una struttura molto simile a quella iniziale. Dopo la scena conclusiva, inizia un breve sunto delle vicende dell’episodio successivo, le immagini sono accompagnate da una musica prettamente strumentale e nei primi fotogrammi appare la frase «nel prossimo episodio di Underemployed». I titoli di coda sono accompagnati, come nella struttura del prologo, da una canzone molto simile a quella trasmessa poco prima.
Il  montaggio è principalmente di due tipi: montaggio alternato, che alterna inquadrature di due o più eventi che si svolgono in ambienti diversi, ma che sono destinati a convergere in uno stesso spazio, e montaggio parallelo, simile al  montaggio alternato, tranne per il fatto che gli eventi e i personaggi procederanno sempre lungo strade parallele senza mai convergere in uno stesso spazio [4].
Le diverse scene sono inframmezzate da momenti di buio o esterni ponte, da suoni diegetici e dal cambio dell’accompagnamento musicale. Una caratteristica costante della serie è la presenza dei flashback, spesso incastonati nel dialogo di uno dei personaggi; si interrompe bruscamente la narrazione per pochi secondi, poi riprende normalmente subito dopo seguendo il corso della storia.
Undermployed è una serie tv fortemente orizzontale. In ogni puntata, infatti, si aggiunge un tassello importante affinché lo spettatore possa lentamente incamminarsi verso la conclusione.
I colori sono i grandi protagonisti della serie. Possiamo affermare che ad ogni colore corrisponde un personaggio: ad esempio, per Daphne sia i costumi che le ambientazioni saranno piene di colore e molto luminose, e ciò rispecchia il suo animo sbarazzino e solare; mentre per Raviva, dall’animo più indie, i colori saranno più caldi e cupi.
Le disavventure, i tradimenti, i giri di coppie e i vari problemi sono scanditi da un ritmo veloce e incalzante. Il montaggio delle immagini è prevalentemente per contrasto: vengono associati elementi nettamente diversi tra loro, la cui differenza diventa, però, fonte di connessione. Il susseguirsi di vicende strettamente collegate tra loro e la trama molto vicina al target di pubblico a cui è indirizzata la serie terranno l’attenzione dello spettatore sempre molto alta. Nonostante il frenetico susseguirsi di scene, colori e ambientazioni diverse, l’episodio, nel complesso, appare molto rilassante e per nulla caotico. La regia, di solito, predilige inquadrature a camera fissa: la maggior parte delle vicende si svolge in ambienti chiusi, come appartamenti, uffici o bar.
La colonna sonora, elemento non di poco conto per un teen drama, è ben presente; le musiche adolescenziali e moderne, soprattutto indie e pop-rock, oltre ad essere usate come sottofondo alla scena, spesso vengono impiegate in mondo naturalistico, cioè con la presenza della fonte on screen (la radio, lo stereo, concerti live o la chitarra di Raviva).

Uno dei primi aspetti che appare subito evidente guardando Undermployed  è una serrata divisione in social setting nei dialoghi. Già dalle prime puntate, il gap generazionale e, soprattutto, professionale tra i cinque giovani protagonisti e i personaggi adulti, come i datori di lavoro, è lampante; da loro, infatti, i protagonisti subiranno beffe e scherni.
Di seguito alcuni esempi:

[Sophia] Non abbiamo ciambelle allo sciroppo d’acero e bacon.

[Cliente del negozio di donuts]: Come “non abbiamo ciambelle allo sciroppo d’acero e bacon”, stronzetta?!

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[Lou] Io voglio un lavoro.

[Padre di Lou] Da un grande inquinatore. Da colui che è l’unico responsabile di c-com’era?! Delle rane a due teste, dell’autismo tra le civette. Guardami. Non sarà mica una missione sottocopertura di un abbraccia alberi che vuole provare a fottermi.

[Lou] No… Raviva è incinta.

[Padre di Lou] Che stupida testa di cazzo.

Diametralmente opposti sono i dialoghi tra i cinque giovani disoccupati. Lo slang è quello tipicamente giovanile. Nella serie, sono presenti riferimenti a cartoon e film, come nel dialogo riportato sotto. In questo frammento, traspare, inoltre, il legame profondo fra i ragazzi e come, a differenza dei loro genitori, sperano, nonostante tutto, in un futuro migliore per loro e per i lori figli, poiché credono fermamente che solo restando uniti tutto si risolverà per il meglio.

[Sophia] Nessun altra coppia ha degli amici così.

[Miles] No… non così.

[Raviva] I miei non ne avevano.

[Daphne] Nemmeno i miei…

[Lou] Vorrei che i miei avessero avuto degli amici così fichi e pronti ad aiutarli [si interrompe con un flashback del primo bagnetto alla piccola Rosemary]… magari starebbero ancora insieme!

[Daphne] Anche i miei.

[Raviva] Anche i miei…

[Daphne] Facciamo un patto! [si alza] Stabiliamo un supremo “Bat segnale”! Quando avremo dei figli e ci servirà aiuto, noi non faremo altro che schiuuuu accendere il “Bat segnale”! E al di là di quello che staremo facendo… molleremo tutto per aiutarci! D’accordo?! E questo sarebbe molto meglio di come siamo cresciuti noi! Andata?!

[Sophia] Andata!

[Lou] Andata!

[Miles] Andata!

[Raviva] Andata!

Le grottesche vicende di Sophia e dei suoi amici sembreranno, come per incanto, molto vicine ai telespettatori: provini imbarazzanti, prime volte, problemi di coppia, continui e disastrosi colloqui di lavoro, delusioni e grandi sogni.
I protagonisti di Underemployed, “giovani, belli e disoccupati”, si faranno portavoce dei sogni di gloria di ogni spettatore, che sarà felicemente trasportato nella paradossale vita di Chicago in cui si noterà che, con un pizzico di coraggio, anche un futuro che si prospetta nero può essere guardato con un altro punto di vista, differente e intriso d’ottimismo.

[Sophia] Se la nostra vita è solo lavorare e fare soldi, la nostra generazione è fregata. Ma se la vita è vivere, allora nessuno dei miei amici è sottoccupato!

 

Adriana Cantore (autore), Marialucia Magazzino (revisore)

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