Smallville

Smallville

And what are you, man o superman? (Smallville; 1, 1)

Smallville è una serie televisiva statunitense che racconta la vita di Superman prima che diventi il supereroe più famoso al mondo.
Creata da Alfred Gough e Miles Millar, è stata prodotta dalla Smallville Films, Tollin/Robbins Productions e dalla Warner Bros. Television dal 2001 al 2011 e ne sono stati registrati 218 episodi divisi in 10 stagioni.
In America è andata in onda per la prima volta il 16 ottobre 2001 sul canale The WB, mentre in Italia è stata trasmessa da Italia 1 dal 10 dicembre 2002.

Nonostante i suoi oltre 70 anni di storie, prima di Smallville nessun fumetto, film o show televisivo aveva raccontato l’adolescenza di Superman [1]. La serie segue, quindi, le avventure del giovane Clark Kent, prima di diventare un supereroe, nella cittadina immaginaria di Smallville, nel Kansas.
Gough e Millar volevano “spogliare” Superman fino alla sua essenza ed esplorare le ragioni che hanno portato Clark Kent a diventare il supereroe che tutti conosciamo.
Gli autori, dopo aver contrattato con la casa di produzione, sono arrivati alla decisione «No tights, no flights» [2] e per questo motivo vediamo Kent come un ragazzo “normale” che non indossa mai la classica calzamaglia di Superman, anche se spesso l’attore Tom Welling è stato abbigliato con colori che ricordano la sua divisa (principalmente, quindi, il rosso e il blu).
Le prime quattro stagioni si focalizzano su Clark e i suoi amici durante le scuole superiori. Dalla quinta stagione c’è un cambiamento di rotta della serie, con i personaggi cresciuti che si rapportano a situazioni da adulti e più fantastiche; con Clark concentrato sulla carriera al Daily Planet e con l’introduzione di elementi come la «Fortezza della Solitudine» o la «Zona Fantasma» e dell’arrivo di altri supereroi e cattivi della DC Comics.
La vicenda comincia come la storia originale del Superman a fumetti del 1938 di Jerry Siegel e Joe Shuster, attualizzata e spostata in un passato meno remoto. Nell’ottobre 1989, una nave spaziale arriva a Smallville con una pioggia di meteoriti che distrugge parte della città. Nella navicella c’è un bambino di circa tre anni che viene trovato da Jonathan e Martha Kent, i quali decidono di chiamarlo Clark.
Conosciamo poi un Clark adolescente che deve affrontare diverse situazioni come imparare a gestire i propri poteri, i propri sentimenti, i propri amici e nemici. Suo grande antagonista per buona parte della serie è Lex Luthor, il quale, dopo essere stato salvato da Clark, si interessa sempre più ai suoi super-poteri. Col tempo conosceremo altri personaggi molto importanti per il nostro eroe, come il suo padre naturale Jor-El, e Lois Lane, che diverrà sua moglie, e che daranno un taglio molto diverso alla serie (vedi Struttura degli episodi).

Rivolta a un pubblico di giovani e adulti (12-34 anni), la serie è stata accolta positivamente e l’episodio pilota ha battuto il record di ascolti per una serie debuttante su The WB, ricevendo persino il plauso di Christopher Reeve, stella del film Superman del 1978 [3].
Nel corso delle stagioni ha ricevuto ben 111 candidature e ha vinto tre Emmy Awards per il miglior montaggio sonoro nel 2002, 2006 e 2008, un Teen Choice Awards e altri 26 premi tra cui due Saturn Awards.
Smallville ha generato una moltitudine di supporti su altri media: romanzi e fumetti per giovani adulti, in carta o su internet, basati su mini episodi con i personaggi della serie televisiva (come Chloe Cronicles), oltre a uno spin-off, Aquaman (che però non ha visto mai la luce sul piccolo schermo).
Smallville ha avuto il merito di influenzare anche un’altra serie televisiva, la britannica Merlin.
Intorno alla figura di Clark si è sviluppato un floridissimo mercato, che spesso va oltre l’immagine del Superman che risiede nell’immaginario collettivo. Tra i merchandise ricordiamo due album di colonne sonore, libri per ciascuna delle stagioni editi da Titan Books e un gioco di ruolo pubblicato nel 2010.
Nel mese di aprile 2012 la serie ha avuto una prosecuzione in forma di fumetto.

La serie gira tutta intorno alle avventure di un giovane Clark Kent (Tom Welling), colui che diverrà Superman. Nel corso di 10 stagioni ha introdotto vari personaggi eletti provvisoriamente al ruolo di co-protagonisti.
Clark è stato adottato da Jonatahn Kent (John Schneider) e da sua moglie Martha (Annette O’Toole), due contadini che proteggono, aiutano e consigliano il figlio fino all’età adulta.
Gli amici di Clark sono Pete Ross (Samuel Jones III), l’unico a conoscere il segreto, Chloe Sullivan (Allison Mack), giovane giornalista appassionata dei misteri di Smallville, Lana Lang (Kristin Kreuk), la ragazza della porta accanto per la quale Clark ha sempre avuto una cotta e Lois Lane (Erica Durance), apparsa solo dalla quarta stagione ma che si rivelerà molto importante nella vita di Clark.
Vi sono poi gli antagonisti, i multimilionari Lex Luthor (Michael Rosenbaum) e suo padre Lionel (John Glover): il primo instaura inizialmente con Superman una buona amicizia, prima di diventare la nemesi di Clark, mentre il secondo è abile ad apparire gentile e premuroso solo a patto di ottenere qualcosa in cambio.

Smallville è un telefilm con una struttura che si può definire regolare, quasi claustrofobica.
La storyline per tutta la prima stagione si basa quasi esclusivamente sulla verticalità in cui il tema dell’episodio, introdotto da un teaser lungo fino a cinque minuti, è la storia del «cattivo della settimana» con un potere derivante dall’esposizione alla Kryptonite; Clark lo sconfigge e contemporaneamente cerca di fare luce sulle sue origini aliene.
Dopo la prima stagione, la serie si concentra su archi narrativi via via più complessi che interessano ogni personaggio ed esplora sempre più a fondo le origini di Superman. È introdotta anche la voce (e poi la figura) del padre biologico Jor-El: egli comunica a Clark grazie alla sua navicella, ponendo le basi per la realizzazione del destino terreno del protagonista.
Vi è quindi un’orizzontalità che va sempre più radicandosi fino ad arrivare alla decima stagione che ruota tutta intorno alle paure e ai dubbi con cui Clark dovrà confrontarsi per diventare l’eroe che ormai vorrebbe essere.
In ogni episodio di Smallville c’è sempre un’indagine da seguire, ma spesso le investigazioni sono chiuse frettolosamente (forse per esigenze di tempo e di puntate) con Clark giudice del suo antagonista.
Molti, nella serie, sono personaggi attivi con lati ambigui (Chloe, Lex, Lionel) ma il giovane Superman è quello che meglio influenza e modifica la realtà che lo circonda [Casetti – Di Chio 1991]. È l’eroe per eccellenza destinato a diventare mito.
A renderlo umano ci pensano i sentimenti che l’eroe prova, alimentati sul piano della sceneggiatura dalla linea romantica seguita dalla prima stagione, con i primi piccoli problemi di cuore, fino all’ultima, quando si sposa.
A livello di messa in scena è interessante notare i giochi di luce tra il supereroe (solare e luminoso) e il cattivo (circondato dall’oscurità).
Vengono usati anche i flashback e l’effetto rallenty, per mostrare la super-velocità. Numerose sono le scene di combattimento e non mancano gli effetti speciali, non particolarmente curati, dalla manifestazione dei super-poteri alle esplosioni.

Sigla. Per un telefilm come Smallville parlare di sigla non è corretto in quanto, in ognuna delle dieci stagioni, l’open credit subisce modifiche (di natura grafica o contenutistica) che di fatto danno vita a dieci sigle differenti.
Sono solo due gli elementi che restano invariati nonostante le tante versioni: la durata, che si aggira intorno ai cinquanta secondi, e la canzone, Save me, cantata da Remy Zero.
All’interno della sigla è possibile analizzare diversi fattori: il cast, le immagini e la grafica. Seguendo queste tre linee guida, risulta che:

– Nell’ordine di apparizione degli attori l’unica costante è Clark Kent, sempre il primo ad essere presentato. Il resto del cast non ha un ordine d’apparizione fisso e, oltre a Clark, solo il personaggio di Chloe compare in tutte e dieci le sigle. Gli altri personaggi sono inseriti o rimossi dalla sigla a seconda della loro partecipazione. Ad esempio, nella sigla della sesta stagione non compare più tra il cast il padre di Clark, morto nella stagione precedente; Lana Lang, uno dei personaggi più importanti della serie, esce di scena alla fine dell’ottava stagione; mentre nella sigla della quarta compare per la prima volta Lois Lane, che diventerà una costante fino alla fine della serie.

– Le immagini sono l’elemento che subisce maggiori cambiamenti: fin dalla sigla della seconda stagione, infatti, le immagini che contribuiscono alla presentazione del cast sono differenti rispetto alla prima. Anche i finali della varie sigle hanno subito diversi cambiamenti: nelle prime quattro stagioni a chiudere la sigla è un primo piano di Clark; una ripresa della terra dall’alto con Superman che sfreccia chiude le sigle successive fino all’ottava; le ultime due hanno come frame finale l’inquadratura di Clark in cima ad un grattacielo.

I secondi iniziali di tutte e dieci le sigle, invece, sono molto simili: le lettere formano il classico font di Smallville sovrapposto allo sfondo della cittadina ripresa dall’alto, seguite dalle immagini della pioggia di meteoriti che colpì la città nel 1989. L’unico elemento di diversità subentra a partire dalla quinta stagione: la scritta Smallville invece di apparire su sfondo nero è circondata da meteoriti.

– I cambiamenti grafici maggiori si hanno con la quinta stagione e resteranno invariati fino alla fine della serie. Grazie a un montaggio più moderno e grazie a un design più elaborato, meno Smallville e più Metropolis, la nuova sigla ha un impatto visivo estremamente diverso. Anche i titoli di testa hanno un tema nuovo, che comunica forza e grinta, un tema più innovativo in linea con la nuova struttura.

Smallville ha la peculiarità di inserirsi perfettamente in due generi: il teen drama e il telefilm fantastico. Le caratteristiche che fanno rientrare questa serie in un teen drama sono diverse: l’età media dei protagonisti, il loro modo di vivere l’amicizia e i primi amori, i conflitti con gli adulti e, infine, l’importante fil rouge della scuola, luogo di crescita, di maturazione, ma anche di frustrazione e di sconfitte. Ma Smallville ha anche un lato fantastico legato alla doppia condizione del protagonista di «Man and Superman». Clark, a Smallville, si sente un diverso: fisicamente è un bel ragazzo, ma la timidezza, l’insicurezza e la consapevolezza di non essere come gli altri lo frenano nei rapporti. I suoi super-poteri potrebbero garantirgli una vita nuova fatta di trionfi, di potere e di fama, una vita nella quale non sarebbe un semplice ragazzo ma il padrone del mondo. Clark, invece, darebbe tutto quello che ha “per essere normale”. Ad esempio, vorrebbe giocare a football come i ragazzi della sua età, ma i genitori (soprattutto il padre) cercano di fargli capire che, a causa dei suoi poteri, potrebbe fare male a qualcuno.
Smallville è per Clark Kent una sorta di anticamera nella quale prepararsi a diventare Superman, un supereroe che avrà il compito di vegliare sulla Terra. Ma affinché ciò accada è necessario che il giovane Clark capisca il potenziale che ha tra le mani e, soprattutto, è necessario che sia in grado di controllare tale potere. In questo verrà aiutato da suo padre, Jonathan Kent, un uomo di sani principi, un padre e un marito affettuoso.
Il forte legame tra Clark e suo padre si scontra con un’altra coppia padre/figlio, Lionel e Lex Luthor. Le due coppie sono agli antipodi: uniti, umili e portatori di sani principi i primi, in conflitto, superbi e senza scrupoli i secondi. Fin dalla prima stagione, tra Clark e Lex s’instaura un rapporto di sincera amicizia, nonostante la contrarietà di Jonathan che giudica Lex sulla base del comportamento del padre. Nel corso delle stagioni però quest’amicizia verrà più volte messa alla prova: l’ossessione di Lex per Clark, per la sua famiglia e per il suo segreto minerà profondamente il loro rapporto.
Oltre a quello appena analizzato, nel telefilm sono presenti altri dualismi, altri elementi di contrasto: ad esempio, quello tra i due luoghi simbolo della storia, Smallville, che appare come una cittadina tranquilla, sempre soleggiata e circondata dalla natura e, di contro, la città di Metropolis, dall’animo cupo, dove i grattacieli la fanno da padrone e spesso le scene sono girate in modo da far risaltare i colori freddi. Un altro dualismo è riscontrabile nelle storie amorose di Clark: la prima storia del nostro supereroe è con Lana Lang, vicina di casa e compagna di liceo. I due vivono un amore tipicamente giovanile, fatto di desideri, di paure e di ripensamenti. Nella storia con Lois Lane, invece, Clark è più maturo, ha preso pieno possesso dei suoi poteri e per questo raggiunge un equilibrio che lo condurrà a sposare Lois.
Analizzando Smallville ci si rende conto di che importanza abbiano i social setting: Clark e la sua famiglia rappresentano in pieno quella che è la classica famiglia americana nella quale i genitori sono orgogliosi del figlio e il figlio è grato ai genitori per averlo cresciuto con sani principi. L’aspetto valoriale è centrale in questa serie perché è rappresenta una sorta di filtro: Clark potrebbe utilizzare i suoi poteri per conquistare il mondo e, invece, avendo ricevuto un’educazione sana, preferisce metterli a disposizione del bene comune. Un ragazzo come Clark cresciuto da un uomo come Lionel Luthor non sarebbe diventato un supereroe, ma un pericolo per l’umanità.

 

Daniele Alessandro Calò, Alessandra Ciraci

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