Ringer

Ringer

Nessuno è sincero al 100%. La completa sincerità rende vulnerabili, e questo ci spaventa (Ringer; 1, 7)

Ringer è una serie televisiva statunitense, mandata in onda in prima visione negli Stati Uniti da The CW il 13 settembre 2011. Circa un mese dopo, il 12 ottobre, The CW ha deciso di trasmettere la stagione completa della serie, composta da 22 episodi. Successivamente, l’11 maggio 2012, il network ha comunicato che la serie sarebbe stata cancellata al termine della prima stagione.
Nel dicembre del 2011, la Rai ne ha acquisito i diritti e dal 27 maggio al 22 luglio 2012 la serie è stata trasmessa su Rai 2. La scelta editoriale della Rai differisce da quella statunitense in quanto la tv italiana ha concepito la stagione come un unico film, motivo per il quale non abbiamo la traduzione dei titoli dei singoli episodi.

Bridget Kelly, spogliarellista tossicodipendente, è l’unica testimone oculare dell’omicidio di una sua amica, commesso dal malavitoso, nonché suo aguzzino, Bodaway Macawi. Bridget si rende disponibile a testimoniare contro l’assassino e, per tale motivo, viene messa sotto la protezione dell’agente dell’FBI Victor Machado. Tuttavia Bridget, non sentendosi al sicuro ed avendo paura per la sua vita, decide di fuggire a New York per ritrovare la serenità, ospite della ricca sorella gemella Siobhan, la quale non ha mai rivelato a nessuno l’esistenza di questa sorella assai ingombrante dal punto di vista sociale. Immediatamente dopo l’arrivo della protagonista nella Grande Mela, la sua gemella Siobhan scompare durante una gita in barca alla quale entrambe hanno preso parte.
Bridget, a quel punto, vedendo la sua vita sbriciolarsi tra le mani, decide di assumere l’identità di Siobhan, cercando di integrarsi nel miglior modo possibile nella sua vita a “5 stelle” e facendo credere a tutti di essere sua sorella: al marito Andrew, alla figliastra Juliet, alla sua migliore amica Gemma e al marito di lei, nonché amante di Siobhan, Henry. L’unico ad essere a conoscenza di ciò che sta accadendo è Malcolm Ward, sponsor di Bridget.
Per ironia della sorte, però, Bridget scopre presto di essere tornata al punto di partenza, esattamente nella stessa situazione dalla quale stava cercando di scappare. Si rende conto, infatti, di come la sorella scomparsa avesse diversi scheletri nell’armadio e viene a conoscenza di segreti che minacciano di metterla nuovamente in pericolo.

La serie è incentrata sulle vite della spogliarellista tossicodipendente Bridget Kelly e della sua gemella Siobhan.
Bridget (Sarah Michelle Gellar) è un personaggio complesso e dinamico. È una ragazza scontrosa, diffidente, che conduce una vita alquanto burrascosa e discutibile. È il bersaglio del suo aguzzino Macawi ma, nel dipanarsi della trama, diventerà anche quello di qualcun altro. È, inoltre, legata al suo sponsor Malcolm, per il quale nutre un profondo affetto.
Siobhan (Sarah Michelle Gellar) è anch’essa un personaggio a tutto tondo. Al contrario delle apparenze, la sua vita è tutt’altro che perfetta. Una vita ricca di colpi di scena e segreti che condivide con l’amante Henry, marito della sua migliore amica. Ha un pessimo rapporto con la figliastra Juliet e detesta condividere la stessa casa con il marito Andrew, il quale le consente di condurre una vita molto agiata, ma per il quale Siobhan non prova alcun sentimento.
Henry Butler (Kristoffer Polaha) è il marito della migliore amica di Siobhan, ma è soprattutto il suo amante. Personaggio molto impulsivo e diretto, al punto da risultare, talvolta, invadente.
Andrew Martin (Ioann Gruffudd) è il marito di Siobhan. La sua vita ruota attorno agli affari e alla sua compagnia, la “Martin-Charles”. Non gode dell’affetto di nessuno, né della moglie né tanto meno della figlia, con la quale ha un rapporto burrascoso, costellato di litigi e di scontri generazionali. Personaggio autoritario e rigoroso, dedito unicamente al lavoro e sentimentalmente arido.
L’Agente Speciale dell’FBI Victor Machado (Nestor Carbonell) è uno dei pochi poliziotti onesti e non corrotti del suo distretto. Ha Bridget sotto la sua protezione e, per questo motivo, quando fugge le tiene il fiato sul collo. È un personaggio molto determinato, con il desiderio di portare a termine ciò che ha iniziato.
Malcolm Ward (Mike Colter) è lo sponsor di Bridget Kelly, per la quale nutre un profondo affetto, ricambiato. La aiuterà ad uscire dalla sua dipendenza e a renderla una persona migliore.
Juliet Martin (Zoey Deutch) è figliastra di Siobhan e figlia legittima di Andrew Martin. Ha un pessimo rapporto con entrambi i genitori e con la matrigna. Conduce una vita simile a quella di Bridget, sregolata e pericolosamente orientata alla tossicodipendenza e all’alcolismo. Con l’arrivo di Bridget Kelly molte cose cambieranno, compreso il suo atteggiamento.

La serie è caratterizzata da una forte orizzontalità, in quanto ogni puntata è lo sviluppo di quella precedente. Tralasciando le primissime, per ovvie ragioni, quasi ogni puntata si apre con un prologo, in questo caso un riassunto delle precedenti puntate. All’inizio del prologo si ripete sempre una scena in cui le due sorelle si riuniscono, sotto il segno della frase “This is the story of two sisters, who share the same face” (‘Questa è la storia di due sorelle, che condividono lo stesso viso’), seguita dalla presentazione di Bridget.
Intorno al quarto minuto comincia la sigla, al termine della quale appaiono i titoli di testa.

Sigla. Le sigle sono due, alternate tra loro apparentemente senza alcun criterio. In alcune puntate, soprattutto nelle prime, la sigla riporta la presentazione del logo e i volti dei personaggi principali, mentre sullo sfondo è possibile intravedere la città di New York, luogo in cui si svolge la maggior parte delle scene. In altre puntate, nella sigla compare soltanto il logo. I personaggi e la città scompaiono, lasciando intravedere solo uno sfondo nero, colore che lascia intuire la tetraggine della serie. Durante lo scorrimento del logo, quindi della parola Ringer, la lettera N si modifica in una sorta di sdoppiamento del carattere grafico, richiamando così la caratteristica principale delle protagoniste: l’essere perfettamente gemelle, interscambiabili tra loro.
La sigla, molto breve, ha una durata di soli 6 secondi.

In molte puntate abbonda la tecnica del flashback, utile per chiarire molti elementi inizialmente poco comprensibili. È, inoltre, ricorrente l’associazione per contrasto: la scena cambia con durezza senza alcuna sfumatura, per rendere più chiaro il cambiamento. Attraverso il montaggio, si cerca di dare una visione complessiva della scena, senza soffermarsi sui dettagli.
Altro elemento fondamentale è la colonna sonora, di solito off screen, costituita da canzoni famose, che fanno da sottofondo alle scene principali.

Il linguaggio di Bridget, nel prologo della narrazione, quando faceva la spogliarellista, è chiaramente adeguato all’ambiente in cui si muove, diretto, gergale e non esattamente raffinato. Bridget si trova, però, ad essere proiettata di colpo in un mondo che non è il suo, il mondo patinato in cui si muove Siobhan la quale, essendo la moglie di un capitano d’industria, intrattiene rapporti sociali con persone appartenenti alla upper class, il cui modo di esprimersi è assai più sofisticato, spesso ellittico e punteggiato di sottintesi e riferimenti a fatti e persone di una cerchia elitaria. Dal linguaggio di Bridget, a quel punto, scompaiono velocemente le espressioni gergali e, pur con qualche difficoltà iniziale, il suo lessico si arricchisce con rapidità di espressioni che denotano una discreta cultura generale.
Il tema del doppio è costantemente presente nella serie:

Nessuno è sincero al 100%. La completa sincerità rende vulnerabili e questo ci spaventa.” (Ep. 1, 7)

“Ma come riesci ad aiutare qualcuno se non riesci ad essere onesta neanche con te stessa?” (Ep. 1, 7)

In un contesto così incentrato sulla doppiezza, sulle mezze verità, quando non sulle menzogne a tutto tondo, è naturale che il linguaggio dei personaggi, soprattutto quelli che, come Bridget e Siobhan, conducono un’esistenza doppia (o addirittura tripla, quando i due personaggi si sovrappongono), sia caratterizzato dall’ambiguità e da un ampio uso di sottintesi volti a mascherare la propria posizione o il proprio pensiero.
I personaggi interagiscono in maniera diversa tra loro a seconda dell’articolazione dei reciproci rapporti, e il linguaggio utilizzato da ciascuno è la conseguenza della condizione del singolo personaggio e del rapporto che ha con l’interlocutore. Ad esempio, il linguaggio utilizzato da Juliet nel rapporto con Siobhan risente soprattutto della differenza di età e della volontà di aggressione/autodifesa da parte della ragazza. Juliet è una ragazzina che si confronta con Siobhan, una donna gretta e arrivista che ha messo radici in casa sua a spese dell’integrità della sua famiglia originaria. Ne deriva, dunque, una “presa di distanza” dovuta all’appartenenza a generazioni diverse, aggravata dalla volontà di esclusione dell’altra dalla propria vita. Si intuisce senza sforzo una sotterranea ostilità da parte di Juliet, che la spinge ad esprimersi facendo uso di un linguaggio aggressivo e sarcastico, sia nei confronti di Siobhan che in quelli di Andrew, e che scaturisce, appunto, da uno stato di perenne frustrazione per la convivenza forzata con la matrigna, la quale a parer suo è stata la causa della rottura tra i suoi genitori, e perciò meritevole di profonda antipatia.
Nel corso degli eventi narrati, il linguaggio di Juliet si addolcisce progressivamente in funzione del miglioramento dei suoi rapporti con Siobhan (in realtà Bridget sotto mentite spoglie), e perde un po’ alla volta quel velo di sarcasmo che lo caratterizzava inizialmente.
Ha un grande rilievo anche la modalità che Andrew ha di relazionarsi con Siobhan: la loro storia “d’amore” è fondata sull’interesse e non concede spazio ad alcuna forma di affetto o sentimento reciproco. Questo stato di cose li porta a utilizzare, fra loro, un linguaggio secco e talvolta eccessivamente formale, quando non apertamente ostile. Sono una coppia sbagliata, tenuta insieme dalla volontà di salvare le apparenze, e comunicano solo per stretta necessità. Tale situazione iniziale evolve positivamente in seguito all’entrata in scena di Bridget, la quale, pur impersonando la sorella, imprime ai rapporti con i familiari un netto miglioramento. Il linguaggio di Andrew si fa meno secco, man mano che il rapporto con la “moglie” si fa più aperto e sincero, e la gradualità di tale evoluzione è motivata principalmente da un’iniziale diffidenza.

 

Serena Vergine (autore), Tatiana Puce (revisore)

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