Revenge

Revenge

Quando ero piccola mio padre fu incastrato per un crimine che non aveva commesso.
Amanda Clarke non esiste più.
Prima di morire mi ha lasciato una mappa per vendicarmi delle persone che ci hanno distrutto la vita.
(Incipit di ogni episodio)

Revenge è una serie televisiva statunitense liberamente ispirata al romanzo Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Ideata da Mike Kelley, la serie è trasmessa a partire dal 21 settembre 2011 negli Stati uniti d’America sul canale ABC. Nel novembre dello stesso anno, la serie arriva in Italia ed è trasmessa su Fox Life. La messa in onda della serie è terminata nel 2015, dopo quattro stagioni e 89 episodi.

Attorno alla metà del XIX secolo, il prolifico romanziere Alexandre Dumas scrisse e pubblicò in diciotto parti il suo capolavoro Il Conte di Montecristo. Questo romanzo suscita l’interesse del produttore televisivo Mike Kelley, che scrive, appunto, Revenge.
Liberamente ispirato al romanzo, Revenge è una storia che punta alla vendetta come primo obiettivo, moltiplica all’ennesima potenza la polpa vendicativa del romanzo al quale è ispirato, con una storia intricata. Lo sceneggiatore Mike Kelley sostiene di essersi ispirato al celebre romanzo per la scrittura della serie ma di aver poi lasciato campo libero alla fantasia. Pertanto, il conte dumasiano si trasforma, qui, in una giovane donna assetata di vendetta, con l’unico scopo la distruggere tutti coloro che sono stati causa del suo male.
Ci troviamo negli Hamptons, luogo di villeggiatura marina vicino a New York, dimora indiscussa di cittadini ricchi e privilegiati. È estate, la bella e giovane Amanda Clarke alias Emily Thorn acquista un cottage sulla spiaggia vicino la dimora dei Grayson, una famiglia di miliardari titolari della “Grayson Global”, le cui sorti mondane (e non solo quelle) sono nelle mani di Victoria.
Emily si trasferisce negli Hamptons, dove aveva passato la sua infanzia con il padre David Clark, un ricco uomo d’affari ingiustamente accusato di terrorismo e riciclaggio di denaro per l’Americon, organizzazione terroristica mandataria di un efferato attentato aereo. Diventato il capro espiatorio dei Grayson, David Clarck, innocente ma giudicato colpevole, è stato incarcerato e, in seguito, accoltellato nel corso di una rissa nel penitenziario. La figlia Amanda, rimasta sola, è stata, poi, rimpallata tra diverse famiglie affidatarie e, infine, rinchiusa in un carcere minorile fino alla maturità. Uscita dal carcere, è accolta nella società di Nolan Ross, fidato amico del padre, il quale consegna ad Amanda una scatola contenente tutti i diari di David. Leggendoli, Amanda scopre la vera storia del padre e da questo momento in poi cambierà la sua identità con quella dell’amica Emily Thorn. Dopo anni di preparazione, durante i quali è addestrata sia fisicamente sia psicologicamente da professionisti, comincia il suo lungo cammino di vendetta. Suo amico fidato sarà Nolan, multimilionario e genio informatico, unico a conoscere la sua vera identità fin dall’inizio.
Con i suoi modi affabili e la sua bellezza, Emily non fatica a inserirsi nell’alta società degli Hemptons, cominciando a frequentare il discendente dei Grayson, Daniel.
Emily vive una doppia vita, in apparenza molto bella e ingenua, dentro spietata e priva di scrupoli, abile burattinaia, il cui scopo è far crollare, pezzo dopo pezzo, la corrotta architettura di potere di quanti hanno coltivato i propri interessi ai danni di suo padre [http://m.everyeye.it/mobile/articolo/revenge-stagione1-recensione].
Emily comincerà a insinuarsi nella vita delle sue prede, manomettendo la realtà, interferendo nei loro piani, e sconvolgendo loro la vita in modo indiretto e astuto.
Presto, tutta la storia si complicherà, portando la protagonista a fronteggiare ostacoli sempre più insidiosi.

La protagonista è Emily Thorn, interpretata da Emily VanCamp (Emily bambina è interpretata da Emily Alyn Lind). Emily, in realtà, è Amanda Clarke, una ragazza che torna negli Hamptons dopo 17 anni, con l’unico obiettivo di vendicare suo padre, David Clarke. Emily è giovane, bella e determinata e ha una doppia identità: apparentemente si mostra una ragazza bella e ricca dedita alla beneficenza, dentro, invece, si cela una donna senza scrupoli, il cui obiettivo è quello di vendetta nei confronti dei Grayson e di tutti coloro che hanno contribuito a incastrare il padre.
L’antagonista è Victoria Grayson, interpretata da Madaleine Stowe, (Victoria giovane è interpretata da Grace Fulton). Personaggio cardine, è una donna ricca e potente degli Hampton, la regina indiscussa della scena sociale, moglie di Conrad Grayson, madre di Daniel e Charlotte e amante di David Clarke. Victoria è il principale obiettivo della vendetta di Emily, in quanto colpevole di aver tradito e incastrato suo padre David. Sembra avere una vita perfetta e invidiabile, ma, in realtà, nasconde segreti e bugie. È sospettosa nei confronti di Emily ed è disposta a lottare pur di mantenere la vita agiata che si è costruita.
Nolan Ross, interpretato da Gabriel Mann, è l’amico fidato di Emily, brillante genio informatico, fondatore e proprietario della Nolcorp, compagnia fondata con l’aiuto di David Clarke. Tra i due si crea un rapporto di reciproca stima: David, infatti, dopo essere stato condannato a morte, chiede a Nolan di proteggere Emily appena raggiunta la maggiore età. Ha un carattere stravagante e introverso, resterà sempre fedele a Emily, dimostrando di avere un cuore molto grande [http://m.foxlife.it/tutte-le-serie/revenge/cast/nolan-leslie-ross].
Jack Porter, interpretato da Nick Wechster, è un amico d’infanzia di Amanda, vive negli Hampton da sempre e lavora nel locale del padre, lo Stowaway, il bar del porto, insieme al fratello minore Declan. Jack è un uomo semplice e genuino, lontano dai giochi di potere e dagli intrighi dell’alta società. S’innamora di Emily ma, in seguito ad alcune vicende, perderà fiducia nei confronti della giovane.
Conrad Grayson, interpretato da Henry Czemy, è il marito di Victoria, un uomo ricco e di successo, con pochi scrupoli morali. Mandante dell’incidente aereo per cui era stato condannato Davide Clarke, la sua unica preoccupazione è evitare scandali che possano rovinare la sua famiglia e il suo impero.
Daniel Grayson, interpretato da Joshua Bowman, è il figlio di Victoria e Conrad. Ragazzo dal passato burrascoso, si fidanzerà con Emily, fino a chiederle di sposarlo. Unico erede, i genitori nutrono molte aspettative su di lui, ma queste saranno deluse dalla relazione instaurata con Emily.
Completano il cast diversi personaggi secondari e ricorrenti.

Revenge segue le regole del genere drammatico, con personaggi non stereotipati ma psicologicamente analizzabili: ognuno di loro, infatti, ha un profilo psicologico ben delineato, con tratti intriganti e misteriosi; lo stesso personaggio di Emily Thorn presenta una doppia personalità, una influenzata dal suo passato e dal desiderio di vendetta, l’altra dal perbenismo che caratterizza il contesto sociale in cui è inserita.La serie, inoltre, presenta dei tratti tipicamente thriller, in quanto tenta di provocare nello spettatore suspance e, talvolta, tensione emotiva.
Il pilot si apre con un flashforward, che introduce il tragico evento della morte di Daniel, episodio che sarà chiarito solo nel susseguirsi delle puntate. Ogni episodio si apre con un breve riassunto di 30 secondi della puntata precedente, preceduto da una frase incisiva di Emily: “Quando ero piccola mio padre fu incastrato per un crimine che non aveva commesso. Amanda Clarke non esiste più. Prima di morire mi ha lasciato una mappa per vendicarmi delle persone che ci hanno distrutto la vita”. Da questo incipit si evincono le motivazioni che sono alla base del suo progetto di vendetta e la sua volontà di costruirsi una nuova identità al fine di realizzare il suo scopo.
Subito dopo il riassunto e alla fine di ogni episodio, sono presenti delle riflessioni personali della protagonista, che tendono ad alleggerire e quasi giustificare il peso delle sue azioni.

Sigla. La sigla non è collocata all’inizio; dopo qualche minuto, appaiono in scorrimento i titoli di testa con i nomi degli attori. Al settimo minuto, su sfondo nero, appare il titolo Revenge di colore grigio con sfumature rosse: la “g” è totalmente rossa ed è tracciata con il segno dell’infinito, posto verticalmente, simbolo del legame di Amanda/Emily con il padre. Quasi a ricordare che la vendetta è una scheggia velenosa penetrata e radicata nel carattere della protagonista, il suo cognome è Thorn, ossia “spina”, e indica metaforicamente che ogni rosa ha le sue spine, proprio come questa bella donna che in realtà è una subdola combattente.
Dopo la scritta Revenge, appare subito il nome dell’ideatore Mike Kelley.

La sceneggiatura segue una struttura verticale; ciò che comincia, si svolge e si conclude all’interno di un singolo episodio. La regia è attenta e sicura, le inquadrature ravvicinate sono capaci di costruire suspance anche quando un personaggio sta solo fissando un monitor, dandoci la possibilità, in tal modo, di vedere in semi-soggettiva scene che ci sarebbero precluse; molto spesso, infatti, vediamo Emily spiare i suoi nemici con una telecamera nascosta.
Un altro dato caratteristico dell’uso dell’inquadratura è il primo piano su volto, collo e spalle del personaggio, che permette di visualizzare bene le espressioni, in modo da tracciarne lo stato d’animo e la psicologia. L’illuminazione è neutra, attenta alla riconoscibilità degli oggetti inquadrati e all’effetto realtà, con l’ausilio dei rumori che rendono più verosimile la situazione audiovisiva. È molto frequente l’uso dei flashback, funzionali perché ricostruiscono il passato dei personaggi.
Revenge è una serie ben realizzata, ma è evidente come la tensione drammatica sia esclusivamente sostenuta dal personaggio di Emily e dalla sua antagonista Victoria, mentre il resto del cast fa da sfondo alle azioni crudeli della protagonista. Con l’evolversi della serie, è inserito l’elemento romance, la storia d’amore tra Emily e Daniel, che, oltre a complicare la vicenda della protagonista, rende la visione più intrigante.

La caratterizzazione linguistica della serie è dovuta a un insieme di elementi che vanno a delineare il quadro della situazione. I dialoghi sono veloci e arguti.
Il primo elemento che balza agli occhi è l’ambientazione, il contesto sociale dell’alta società in cui si trovano i personaggi. A rimarcare quest’aspetto c’è la scenografia, curata nei minimi dettagli, che non è solo una cornice, ma anche parte integrante della narrazione, il cui fulcro è il sentimento di vendetta nella sua autonomia, un sentimento coltivato dalla protagonista ma anche da tutti i personaggi. Al centro della vicenda ci sono i ricchi esponenti della società moderna e tutti i loro torbidi segreti. La protagonista arriva alla vendetta poco a poco, facendo fuori un personaggio alla volta.
I primi due episodi mandati in onda hanno avuto una simile costruzione, cioè l’avvicinamento al traditore, la sua rovina e la successiva illustrazione allo spettatore del modus operandi con il quale Emily arriva a distruggere la reputazione della sua vittima. Nel plot c’è l’introduzione di Victoria, l’antagonista per eccellenza. Emily, fingendo di non conoscere nessuno, decide di partecipare a una festa organizzata da Victoria ed è qui che avviene il loro primo incontro.

[Ashley] Signora Grayson, mi scusi tanto per l’interruzione, ma le vorrei presentare una mia carissima amica. Victoria Grayson, Emily Tohr.

[Emily] Piacere, Signora Grayson.

[Victoria]  Oh, signorina Tohr, ecco chi è l’ultima aggiunta alla lista degli invitati.

[Ashley]  Emily è nuova negli Hampton, ma desiderava partecipare alla sua raccolta fondi.

[Victoria]  Come vi siete conosciute?

[Ashley] Facendo volontariato insieme al Mett, questo inverno; a quanto pare essere una generosa mecenate non basta, Emily.

[Emily] Beh, cerco di donare ciò che mi è possibile. Lidia, salve.

[Victoria] Non dirmi che hai fatto volontariato al Mett anche tu, ti prego.

[Lidia] Emily ha preso in affitto la mia casa estiva. Ci siamo incontrate sulla spiaggia.

[Emily] E anche ieri al South Fork Inn, spero che suo marito si sia ripreso.

(Episodio 1,1 Il dominio della vendetta)

 

Ed è proprio con quest’ ultima affermazione che Emily fa scoprire a Victoria la relazione del marito, Conrad Grayson, con Lidia. Quest’ultima è solo la prima di una lunga serie.
Emily possiede una foto che ritrae il padre in compagnia delle persone responsabili della sua morte. Ogni puntata è una vendetta portata a segno e, alla fine di ogni episodio, la ragazza disegna una croce sul viso del malcapitato di turno che vent’anni prima aveva preso parte all’incriminazione del padre. Per evitare di mandare lo spettatore in confusione, gli autori inseriscono i flashback quasi in ogni puntata. Prevalentemente si tratta di flashback soggettivo: la rievocazione del passato, cioè, si affida al ricordo o al racconto di uno dei personaggi. Il flashback viene riconosciuto attraverso una serie di elementi linguistici ricorrenti: ad esempio, quando il flashback è associato a uno dei personaggi, la macchina da presa si avvicina al volto e una dissolvenza introduce la visualizzazione del ricordo.
Un altro espediente utilizzato è quello di sfumare i margini dell’inquadratura e caratterizzare la fotografia delle scene del ricordo con colori diversi, in prevalenza bianco e nero o seppia. Tramite queste soluzioni, lo spettatore è in grado di riconoscere l’anacronia e di ricomporre la successione logico-temporale dei fatti.
In molte puntate, grazie all’uso dei flashback, sono presenti dialoghi con il padre di Emily/Amanda bambina.

[Amanda] Papà!

[Clarke] Ciao piccolina, ti sei divertita a esplorare?

[Amanda] È vero che staremo qui tutta l’estate?

[Clarke] Anche tutte le estati che verranno, che ne pensi?

[Amanda] Alla mamma sarebbe piaciuto.

[Clarke] Ehi, lo sai quanto ti voglio bene, Amanda?

[Amanda] All’infinito.

[Clarke] Beh, all’infinito moltiplicato per infinito.

(Episodio 1,1 Il dominio della vendetta)

 

Revenge è una serie che non punta sulla complessità dei dialoghi, non ci sono battute profonde e particolarmente lunghe. Le conversazioni sono formate da affermazioni cui seguono altre affermazioni o scambi di domande e risposte. Questo tipo di struttura rende la comunicazione dinamica. Inoltre, la voce narrante di Emily all’inizio e alla fine della puntata cerca di appassionare il più possibile lo spettatore.

 

Valentina Calabrese (autore), Alessandra Ciraci (revisore)

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