Orange is the new black

Orange is the new black

Forse non ti è chiaro, ma ci sono delle regole in questo posto. La più importante delle quali è che nel momento in cui ti mostri debole significa che lo sei. (Orange is the new black; 1, 2)

Orange is the new black (o più comunemente OITNB) è una serie televisiva statunitense trasmessa per la prima volta l’11 luglio del 2013 da Netflix. La serie, ideata dalla sceneggiatrice e produttrice televisiva statunitense Jenji Leslie Kohan, è stata prodotta dalla Tilted Productions  in associazione con la Lionsgat Television [1] ed è ispirata dal libro di Piper Kerman, che ha pubblicato, nel 2010, Orange Is the New Black: My Year in a Women’s Prison (New York, Spiegel & Grau), una raccolta di memorie della sua detenzione per una condanna per riciclaggio di denaro sporco scontata presso l’Istituto di Correzione Federale (FCI) a Danbury, in Connecticut (USA).
La serie, andata in onda in Italia un anno dopo l’uscita, nel 2014, sul canale Infinity, comincia narrando la storia della trentenne borghese Piper Chapman (interpretata da Taylor Schilling) che viene condannata a scontare quindici mesi al carcere federale femminile di Litchfield per aver trasportato, dieci anni prima, una valigia piena di soldi di provenienza illecita per Alex Vause (Laura Prepon), una trafficante di droga internazionale al tempo legata a Piper da una folle storia d’amore.
Nel carcere, inaspettatamente, Piper e Alex si rincontrano: da qui, lo spettatore sarà avvolto da una gradevole sete di curiosità ampiamente saziata attraverso le intriganti vicende delle tantissime donne recluse, accomunate da un passato tutt’altro che principesco; e sono tutti elementi che hanno reso questa serie più che avvincente agli occhi della critica e del pubblico.
Il successo ottenuto ha permesso alla serie di perdurare nel tempo giungendo alla quarta stagione; una quinta è disponibile su Netflix dal 6 giugno 2017 e ancora una sesta e settima stagione sono state confermate a febbraio 2017 dal rinnovo da parte di Netflix di OITNB per 3 anni: è garantita una stagione nuova all’anno fino al 2019.

Orange is the new black narra la storia di Piper Chapman, la donna protagonista della serie, proveniente dal Connecticut, condannata a scontare 15 mesi presso la prigione federale di Litchfield per aver trasportato una valigia piena di soldi per conto di Alex Vause, una trafficante di droga internazionale, al tempo sua amante.
Quando tutto sembra procedere meravigliosamente nella vita ormai agiata di Piper, rispettosa della legge, compagna di Larry Bloom con il quale condivide una casa nell’ambiente dell’alta borghesia newyorkese, qualcosa – il passato, nascosto minuziosamente ai suoi cari – prorompe come un fiume in piena portando alla creazione di nuovi e incresciosi eventi che cambieranno totalmente la perfetta figura delineata all’inizio.
Tra vari flashback, utilizzati per chiarire importanti dettagli per la narrazione, verranno svelati vari dubbi che attanagliavano Piper, tra cui le circostanze del suo arresto. Piper scoprirà, infatti, che Alex avrebbe fatto il suo nome durante il suo processo, ma, nonostante ciò, durante gli episodi, si assisterà ad un riavvicinamento molto forte dalle due detenute, legate da ricordi che le propongono con vesti diverse: giovani, folli e innamoratissime.
Si entra nel vivo della narrazione con il racconto delle dinamiche della vita carceraria. Ognuno dei personaggi si intreccia con la protagonista che, all’inizio della prima stagione, avrà un rapporto spiacevole con la veterana della prigione Red, matriarca russa responsabile della cucina. Con lei Piper avrà un battibecco dovuto ad una banale offesa, e Red, successivamente, le offrirà come vendetta un assorbente sudicio, caso esemplare del comportamento rigido e vendicativo di tutte le detenute presenti in prigione.
Se Piper all’inizio della sua detenzione si sente un pesce fuor d’acqua rispetto alle altre prigioniere, che hanno avuto pene maggiori della sua, con il trascorrere del tempo la situazione si ribalterà completamente, fino ad arrivare ad alcuni episodi in cui la vediamo protagonista di alcuni misfatti che la rendono ancor più severa e vendicativa delle altre. La si vedrà, infatti, picchiare violentemente una sua compagna di cella, o ideare dal nulla una sorta di attività clandestina all’interno del carcere per guadagnare qualche spicciolo, azione che le darà maggiore credibilità nel gruppo delle detenute.
Oltre a Piper, Red e Alex, in carcere convivono tante altre donne-recluse, le cui storie vengono raccontate tramite il costante utilizzo di rimandi al passato, e uomini, guardie carcerarie e dirigenti convinti detentori di potere, lo stesso potere che in molte occasioni verrà quasi debellato dalla persistenza, caparbietà e autorità delle detenute.
Dopo aver vinto il Critics’ Choice Television Award come migliore serie comica, Orange is the new black, in tutte le sue prime quattro stagioni, ha ottenuto svariate nomination agli Emmy Awards, tra cui miglior commedia, migliore attrice protagonista a Taylor Schilling, migliore attrice non protagonista per Kate Mulgrew (la russa Red) e Uzo Aduba (alias Occhi pazzi “Crazy eyes”) presente anche tra le migliori guest con Natasha Lyonne (l’ex tossica Nicky) e Laverne Cox (la transessuale Sophie).
La serie televisiva è stata notata dai critici televisivi per le sue straordinarie caratteristiche: “Attraverso Piper, veniamo iniziati ai riti del carcere (ad esempio, si fa riferimento a se stessi solo col cognome), la sua cultura (compreso la razziale auto-segregazione di molti detenuti), i suoi pericoli (dove s’impara rapidamente a non offendere il cuoco della prigione), e le sue umiliazioni (i detenuti devono pulire le loro celle con maxi assorbenti)” (James Poniewozik, citato attraverso Stefania Fabri, Avvertenze per geni, 25 luglio 2104 blog online pubblicato da https:// avvertenze.wordpress.com).

Le donne e detenute dall’arancio divisa nonché protagoniste indiscusse della serie Orange is the new black sono Piper Chapman e Alex Vause, rispettivamente Taylor Shilling e Laura Prepon, entrambe attrici di origine statunitense.
Piper Elizabeth Chapman, borghese americana, nata e cresciuta in una realtà perbenista, ha l’aria di essere un personaggio “innocente”, quasi un pesce fuor d’acqua, tutti dettagli che vedremo durante la prima stagione, in cui sarà costretta ad adattarsi ad un ambiente che non è il suo e che difficilmente riuscirà a comprendere.
Durante la sua permanenza presso il carcere di Litchfield, Piper si sforzerà con tutta se stessa di comprendere le regole che governano nel carcere; si impegnerà quotidianamente a tenere e conservare la migliore condotta possibile con ognuna delle detenute, tenterà di seguire regole e consigli che le vengono dati, a volte “imposti”, per poi entrare successivamente anche lei nel meccanismo e circolo vizioso da cui non si esce mai indenni del piccolo grande e insidioso mondo del carcere, comprendendo e facendo proprio il modus vivendi, unica soluzione per sopravvivere. Abituatasi, Piper si stravolgerà, verrà a conoscenza di tutti i suoi lati oscuri che le faranno compiere un cambio drastico: dalla raffinata, schizzinosa e ricca donna borghese all’astuta, calcolatrice e a volte violenta detenuta che farà della sua detenzione perfino un vero e proprio commercio.
Coprotagonista nonché compagna d’avventura ed ex-fidanzata di Piper è Alex Vause (interpretata dalla regista e attrice statunitense Laura Prepon), ex trafficante di droga a livello internazionale, un personaggio manipolatore, irascibile, che ha imparato l’arte di arrangiarsi durante la sua infanzia difficile, data la posizione disagiata della madre e un padre rock-star che ha conosciuto solo alla maggiore età.
Figura materna del carcere è Galina Reznikov comunemente chiamata Red (interpretata da Kate Kiernan Mulgrew), cuoca presso la cucina del carcere, donna molto forte e anche tremendamente vendicativa, iperprotettiva soprattutto verso le detenute tossicodipendenti tra cui Nicky Nichols (interpretata dall’attrice americana Natasha Lyonne), ex eroinomane, proveniente da una famiglia alto-borghese, condannata e incarcerata per possesso di droga, che riuscirà a superare la sua dipendenza dalla droga proprio grazie all’aiuto, la vicinanza e l’affetto di “mamma” Red.
Compagna di cella di Piper è Miss Claudette Pelage (interpretata da Michelle Hurst), una delle detenute più anziane, una donna molto solitaria, maniaca dell’ordine e della pulizia, qualità che le hanno permesso di possedere una ditta di pulizia, escamotage per nascondere la sua vera attività: permettere l’ingresso di minorenni clandestini negli Stati Uniti, mansione che la portava a conoscere svariati ragazzini tra cui una che sarà molestata e picchiata da un uomo che lei stessa ucciderà, azione che la porterà all’arresto.
La vicinanza di Piper, come si vedrà durante le vicende della serie tv, le faranno uscire fuori lati accuratamente nascosti che la renderanno più tardi dolce, materna e premurosa: proprio la donna forte e coraggiosa che in passato si era incaricata di vendicare una violenza fisica e sessuale su una creatura indifesa che ha pensato di difendere a costo di finire la vita in cella.
Suzanne Warren, detta Occhi pazzi, ruolo perfettamente interpretato dall’attrice Uzo Aduba, è un personaggio dalla personalità instabile ma dal carattere molto dolce, la quale svilupperà sin da subito un’ossessione per Piper, che puntualmente rifiuterà. Vedremo Suzanne, in carcere per aver ucciso la vicina di casa, compiere anch’essa dei cambiamenti: presso il carcere, infatti, diverrà persino scrittrice di racconti un po’ erotici e un po’ fantasiosi che seguiranno e leggeranno con forte interesse e profonda attenzione le varie detenute della prigione di Litchfield.
Tiffany Doggett, detta Pennsatucky, interpretata da Taryn Manning, dipendente da crack e metamfetamine, in carcere per aver ucciso un’infermiera che l’aveva offesa, è un personaggio violento e omofobo che all’interno del carcere sviluppa una devozione irrazionale verso Dio che crede agisca attraverso il suo corpo.
Tasha Jefferson o Taystee, interpretata da Danielle Brooks, è la rappresentante del gruppo delle nere, si occupa della biblioteca del carcere e dimostra di essere la più divertente e intelligente tra tutte le detenute presenti nel carcere.
Dayanara Diaz, detta Daya, interpretata da Dascha Polanco, è un’ispanica che viene incarcerata a causa degli affari della madre Aleida Diaz, interpretata da Elizabeth Rodriguez. In carcere intraprende  una relazione con la guardia John Bennett (interpretato da Matt McGorry), ex soldato, dettaglio che si evince dalla sua protesi che gli sostituisce la gamba persa in qualche azione militare.
Tra gli altri personaggi maschili spiccano: Larry Bloom, interpretato da Jason Biggs, che è il fidanzato-scrittore di Piper e che cercherà in tutti i modi di mantenere viva la loro relazione anche dietro le sbarre, e Sam Healy, interpretato da Michael J. Harney, la guardia carceraria a cui Piper fa riferimento. Inizialmente comprensivo e gentile, dopo cambierà il suo atteggiamento nei suoi confronti.
George Mendez, detto Pornobaffo, interpretato da Pablo Schreiber, uno degli agenti del carcere più impavidi e violenti, ha atteggiamenti molesti nei confronti di tutte detenute, tranne con una ragazza di cui si innamorerà e che lo coinvolgerà in spiacevoli situazioni.

Orange is the new black è una serie tv di taglio orizzontale, la cui trama si sviluppa e si arricchisce volta per volta, episodio dopo episodio. Ogni episodio della serie comincia con la sigla dell’artista statunitense con origini russe Regina Spektor, ad esclusione del pilot della prima stagione che ha inizio con un fermo immagine in cui è inserito il nome della casa di produzione “Netflix Production”, seguito poi dal teaser iniziale e una voce narrante che anticipa l’episodio compiendo un salto nel passato e ponendo le fondamenta della successiva narrazione. Tutti gli altri episodi della stagione, invece, si aprono direttamente con la sigla e si chiudono attraverso un fermo immagine di colore arancione seguito dai titoli di coda.

Sigla. Dalla durata di ben un minuto e undici secondi, la sigla, perfettamente incastonata con la colonna sonora intitolata “You’ve got time(Tu hai tempo) di Regina Spektor, consiste in un insieme di primissimi piani di varie ex-detenute e di oggetti e luoghi ricollegabili al fastidioso e a volte insopportabile mondo carcerario. Bocche tatuate, piercing, occhi impenetrabili, a volte dai tratti felici e a volte profondamente tristi, sorrisi vissuti ma pur sempre smaglianti, mani di una donna ammanettata che racchiudono il nome di Taylor Schilling, impronte digitali che accompagnano il nome di Laura Prepon, un metà busto di donna con la divisa arancione sul cui petto vi è il nome di Michael J. Harney, perfette inquadrature che permettono allo spettatore di comprendere con poco il complesso mondo dietro le sbarre.
Si prosegue con un semplice fermo immagine dell’esterno del carcere, il cancello, le sbarre, l’usurato cartello dell’orario delle visite con il nome di Michelle Hurst, e poi si passa di nuovo all’interno del carcere, tre telefoni disposti in fila che rappresentano l’unico legame che tiene uniti due mondi completamenti opposti (forse), il mondo libero e il mondo soffocato/soffocante, il carcere.
E ancora bocche inquadrate, alcune truccate, una torre di controllo, altri occhi, altri visi, tutti diversi, fotogrammi che termineranno esattamente con la fine della colonna sonora, quasi un urlo liberatorio che coincide con la comparsa del logo Orange is the new black contenente un nero e angoscioso filo spinato, il nome dell’ideatrice Jenji Kohan e un cielo nuvoloso ma pur sempre azzurro.

La colonna sonora, ideata e scritta nel 2013 specificamente per la serie da Regina Spektor con il titolo You’ve Got Time, è un inno di forza e coraggio per le detenute di Litchfield. Perfettamente connessa con la serie, riesce a dar voce alla sigla in quanto anch’essa consta di molti sentimenti ed emozioni contrastanti: dalla solitudine alla speranza, dalla morte alla gioia.
La struttura degli episodi è un misto di orizzontalità e verticalità. Generalmente la puntata è articolata i due atti: il primo narra l’intreccio dell’intera serie e il secondo isola gli eventi legati con l’uso del flashback che rievoca le vite e i ricordi delle donne prima della detenzione. I salti nel passato sono spesso ripetuti in ogni episodio, data la fondamentale importanza di ciò che è già accaduto per apprendere in maggior misura le diverse personalità e peculiarità di ogni detenuta.
Le inquadrature, quasi sempre le stesse, mettono in risalto l’elemento umano rispetto allo sfondo: vedremo panoramiche, campi medi, campi lunghi (un esempio è quando le detenute sono presso i campi a svolgere attività all’aperto), primi piani (ne è piena la serie) e mezzi primi piani (tipica è l’inquadratura delle ragazze nelle loro celle).
Il tipo di montaggio è quello ellittico, una tipologia in cui viene effettuata una contrazione temporale: tramite l’uso di flashback, che solitamente vengono innescati dall’ascolto di una parola chiave, i personaggi della serie permettono al telespettatore di conoscere la loro storia e quindi di svelare perché quel ritorno al passato ha avuto luogo.
Le situazioni descritte sono fortemente realistiche, i personaggi psicologicamente complessi e a volte, durante la narrazione, si ricorre a elementi comici, come battute nel corso dei dialoghi, per alleggerire la drammaticità degli eventi che vengono resi così più accettabili.
Per quanto riguarda la fotografia, la scelta di usare colori contrastanti e contrapposti fra loro (la divisa color arancio, gli ambienti bianco sporco, alcuni luoghi del carcere completamente al buio, come la cella di isolamento) è dovuta alla sottolineatura della drammaticità della serie; il tutto è minuziosamente studiato nei dettagli per rendere le varie azioni e vicissitudini il più veritiere possibili.

Durante qualsiasi dialogo all’interno della serie tv potremo accorgerci delle parole forti, dure, consone all’ambiente carcerario, ma anche di quelle amorevoli e piene di speranza, tutte insieme perfette nel sottolineare le dinamiche di vita una volta dietro le sbarre.
La sceneggiatura di Orange is the new Black è, inoltre, ricca di riferimenti all’attualità, al mondo del cinema, della musica e della letteratura. Si tratta di una serie particolarmente ricca di citazioni del mondo “reale”, come se si cercassero nella vita di prima risposte e appigli che nel mondo chiuso del carcere sono precluse.

[Alex]: Il patteggiamento me l’hanno offerto all’ultimo momento e mi hanno promesso che lo avrebbero rinchiuso per sempre!

[Piper]: Ma io sono stata condannata per aver detto il falso e tu sei libera!

[Alex]: Pensavo che tu avessi detto la verità!

[Piper]: E io che tu avresti mentito!

[Alex]: Cristo, sembra un fottuto romanzo di O. Henry! [Orange is the new black; 2, 13]

La direttrice del carcere, assistendo alla scena della detenute truccate e adornate con alcuni gioielli, si paragona al bambino visionario de Il Sesto Senso, sentendosi come in un film di M. Night Shyamalan. In un’altra occasione, Lorna Morello parla di una esperienza d’infanzia citando un famoso cartone animato mentre accompagna Rosa ad una delle sue sedute di chemioterapia [Orange is the new black; 2, 13]:

[Lorna Morello]: Quando ero bambina ero convinta che ci fossero delle persone dentro alla radio. Degli esserini che si erano arrampicati nella radio che suonavano i loro minuscoli strumenti e che cantavano nei loro microfonini!

[Guardia carceraria]: Che stupidaggine!

[Miss Rosa]: Io mettevo il nastro adesivo attorno alle mie bambole per capire se si muovevano quando dormivo. Non si sono mai mosse e quando mi svegliavo mi chiedevo se fossero così furbe da sciogliersi e poi tornare come le avevo lasciate legandosi da sole con il nastro così non me ne sarei accorta.

[Lorna Morello]: Ehi, avete mai visto quel film… quello in cui c’è un cowboy che comanda come fosse il re del castello e poi arriva un astronauta dello spazio che vuole prendere il suo posto e allora il cowboy cerca di ucciderlo, ma – non ci crederete – l’astronauta viene preso in ostaggio da un cattivo e malvagio psicopatico e il cowboy deve andare a salvarlo e alla fine del film i due diventano grandi amici.

[Miss Rosa]: Toy Story?

[Lorna Morello]: Oh, mio, Dio! Toy Story! Esatto, sì, è quello! Io adoro quel film!

[Miss Rosa]: Hai una visione del mondo bella incasinata, tesoro.

[Lorna Morello]: Sì, me lo dicono in tanti. Anche per questo sono stata rinchiusa in prigione.

[Miss Rosa]: No. Questo è quello che ti rende speciale.

[Lorna Morello]: Grazie, Rosa.

E ancora altri riferimenti sono nel dialogo che si svolge tra Taystee e Poussey (sua cara amica) presso la biblioteca del penitenziario [Orange is the new black; 1, 4]:

“Vuoi un libro per leggere o per salirci sopra? Perché ti avverto, non si sale sul Calice di fuoco. Non scherzare con Harry Potter! Se vuoi puoi salire su… Ulisse. Tutti dicono che è così geniale ma per me è una bella stronzata. Nessuno vuole leggersi quei discorsi sconnessi! Nessuno ha tanto tempo!”.

Una serie di dialoghi presenta un certo carico di emotività: ne sono esempi il discorso in cui Poussey dichiara il suo amore per Taystee, il discorso di Occhi pazzi che, durante la terza stagione, difende a spada tratta la “mamma” di Taystee (Vee) o quello in cui Piper, appena arrivata, è in completa crisi e incontra Yoga Jones, che le propone un nuovo punto di vista per vedere il presente e il futuro che le si presenterà dinanzi a lei di lì a poco [Orange is the new black; 1, 1]:

[Yoga Jones]: Tu sai che cos’è un mandala?

[Piper]: Ehm…è una forma d’arte buddista.

[Yoga Jones]: I monaci tibetani li fanno con la sabbia colorata e compongono dei disegni bellissimi, grandi. E quando hanno finito, dopo giorni o settimane di lavoro, distruggono tutto quanto.

[Piper]: Wow… è sconvolgente.

[Yoga Jones]: Cerca di vedere la tua esperienza qui come un mandala, Chapman. Lavora sodo per trasformarla in qualcosa di significativo e bellissimo e quando uscirai ricomincia la tua vita. E ricorda che era tutto temporaneo. Devi tenerlo sempre in mente: è tutto temporaneo.

[Piper]: È tutto temporaneo.

Il senso del tempo e dello spazio e la loro negazione sono una parte importantissima dell’universo carcerario. Ecco il botta e risposta emblematico tra Piper e Miss Claudette, in cui quest’ultima rivela una parte della sua vita che nessuno in quel carcere credeva avesse [Orange is the new black; 1, 8]:

[Miss Claudette]: Questo tuo fidanzato… come e quando viene a trovarti?

[Piper]: È bello. È strano. Certe volte ti sembra di non avere abbastanza tempo. E poi, invece, altre volte hai la sensazione di averne troppo.

[Miss Claudette]: Che vuoi dire con questo?

[Piper]: Non c’è nessun menù, né il cestino del pane sul tavolo o la tv da guardare. Siamo solo noi, che ci guardiamo. E può essere bello. Dovrebbe esserlo.

[Piper]: Però a volte vorrei distogliere lo sguardo. Qualcuno mi ha detto che tu non hai mai ricevuto visite. Posso chiederti perché?

[Miss Claudette]: Credo di aver distolto lo sguardo.

Ed ecco, ancora a proposito di senso del tempo, una considerazione metacarceraria  sull’annullamento dell’essenza stessa dell’essere umano [Orange is the new black; 1, 9]:

“Tengono sempre la luce accesa per farti perdere la cognizione del tempo. Non è più vita. Insomma sì, continui a respirare ma non sei più una persona. È terribile. Cominci a vedere cose che non ci sono. Cominci a sentire le voci. Ti tengono qui finché non ti spezzano”.

Prorompenti e sempre presenti sono temi come il lavoro, la diversità, che coinvolge gran parte delle detenute e il loro passato, i dolori accumulati nella vita precedente, che non lasciano le nostre detenute in nessun momento; anzi, è proprio in carcere che alcune di esse trovano paradossalmente una via d’uscita dal loro infernale e stringente dolore.

 

Marialucia Magazzino

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