Merlin

Merlin

In una mitica terra, in un’epoca dominata dalla magia, il destino di un grande regno poggia sulle spalle di un giovane. Il suo nome: Merlino. (Voice over d’apertura di ogni episodio)

Liberamente ispirata alle leggende del ciclo arturiano, Merlin è una serie televisiva inglese di genere fantastico-avventuroso-drammatico ideata da Julian Jones, Jake Michie, Johnny Capps e Julian Murphy, prodotta dalla compagnia indipendente Shine Limited. Ha debuttato il 20 settembre 2008 sul canale BBC One ed è stata trasmessa in Italia a partire dal 15 dicembre su Italia 1 (dalla prima alla quarta stagione) e su Joi (per la quinta stagione). Comprende 65 episodi della durata di circa 45 minuti l’uno, suddivisi in 5 stagioni ormai concluse.

La serie ha inizio con l’arrivo a Camelot di un mago dotato di poteri straordinari. In un regno popolato da draghi, stregoni, druidi ed altre creature magiche, Merlino giungerà, su consiglio della madre, alla reggia di re Uther Pendragon, padre di Artù, dove, sotto la guida del medico di corte Gaius, imparerà a dominare i suoi poteri e scoprire cosa il fato abbia in serbo per lui. A Camelot, tuttavia, il re ha vietato severamente l’utilizzo della magia, pena la morte, e Merlino sarà quindi costretto ad esercitarla di nascosto, divenendo in seguito servo di Artù e salvandogli la vita in più occasioni. Le vicende che impegneranno il giovane mago s’intrecceranno inevitabilmente alle avventure di Artù: tra i due s’instaurerà un profondo rapporto d’amicizia comunque costellato da incomprensioni e contrasti, dovuti ai caratteri essenzialmente opposti dei due protagonisti.
Merlin rispecchia a suo modo personaggi e miti del ciclo bretone dando vita ad una narrazione propria ed originale: viene difatti proposto il “prima” di ciò che già si conosce di questo classico dell’high fantasy inglese, ritraendo i protagonisti in età giovanile. Merlino non è un uomo anziano con barba e lunghi capelli bianchi, ma un ragazzetto impacciato e di buon cuore, non ancora conscio della sua grandezza. Il nucleo centrale della serie ruota, quindi, attorno alla vita del famoso mago, sotto le vesti di un semplice domestico al servizio del principe Artù. Il destino di Merlino è infatti quello di preservare la vita del giovane Pendragon per favorirne la salita al trono, garantendo la nascita di un nuovo regno di pace dove la magia possa tornare ad essere libera e praticabile alla luce del sole.
Merlin è una serie che gestisce al meglio le relazioni tra i protagonisti e la loro crescita nel prosieguo della storia. Sono per lo più personaggi a tutto tondo e in continua evoluzione, basti pensare a Morgana, animata da un’ambiguità di fondo che genera in lei un cambiamento inaspettato, dettato dalla sua grande emotività, e l’insperato rivelarsi dei suoi poteri magici, inaccettabili agli occhi del padre.
Merlin è stata influenzata dalla serie televisiva statunitense Smallville, che illustra le vicende di Clark Kent prima ancora di diventare Superman. Merlino vive, infatti, nella Camelot che esisteva prima della sua epoca d’oro e Johnny Capps, uno dei produttori, afferma che «Proprio come in Smallville, abbiamo voluto sovvertire le aspettative. Camelot è una terra dove la magia è vietata, e Merlino è un ragazzo che lavora al servizio di Artù e deve nascondere la sua abilità per la salvaguardia di Camelot». [1]
La serie si ispira, come si è già detto, al ciclo bretone e alle leggende arturiane. Le vicende sono, quindi, ambientate nel Medioevo anglosassone, contraddistinto da avidità e potere ma anche dalla magia che sottende Camelot, dove incantesimi ed esseri mitologici la fanno da padrone. La serie, tuttavia, differisce dal mito per diversi aspetti, come l’età dei protagonisti e il rapporto che intercorre tra essi. Di seguito alcuni esempi: nella serie Merlino è figlio di un Signore dei Draghi, mentre secondo le leggende era figlio di un demonio; secondo il mito fu Artù a costruire Camelot, nella serie, invece, il regno esiste già ben prima della sua nascita; nel mito Merlino è molto più anziano di Artù e gli fa da mentore ed insegnante, mentre nella serie sono entrambi dei ragazzi; secondo la leggenda originaria Uther non vieta la magia, anzi se ne serve, e, inoltre, Artù non conosce mai il padre, in quanto viene dato in affidamento a dei cavalieri. [2]
Nonostante le evidenti incongruenze che differenziano la produzione della BBC One dal mito originario (e forse proprio in favore di esse), la serie ha riscosso un grande successo di pubblico, trattandosi di un adattamento unico e speciale, rivolto soprattutto ad un pubblico più giovane ma apprezzabile da chiunque. I protagonisti sono interpretati da attori esordienti che hanno saputo caratterizzare al meglio i rispettivi personaggi: Colin Morgan (Merlino), vincitore del National Television Award per la migliore interpretazione drammatica maschile in Merlin, Bradley James (Artù) e Angel Coulby (Ginevra). Tra gli altri interpreti anche Santiago Cabrera (Lancillotto) che in Heroes rivestiva i panni di Isaac Mendez, e Anthony Head (re Uther), il noto Giles di Buffy.

Merlino (Colin Morgan) è il protagonista indiscusso della serie. Mago dai poteri straordinari, è estremamente umile ed altruista, rivelandosi al contempo coraggioso ed intraprendente, sempre pronto a battersi in nome della giustizia e per difendere i più deboli. Scopre ben presto che il suo destino è legato indissolubilmente a quello di Artù, del quale diverrà grande amico oltre che fedele servitore.
Artù Pendragon (Bradley James) è il principe di Camelot e, secondo la profezia, destinato a divenire “il futuro grande re che unirà la terra di Albione”. Presentandosi inizialmente come sbruffone ed arrogante, nel corso della serie darà prova della sua reale bontà d’animo e di un sincero interesse per il bene del regno e della sua gente, essendo finanche disposto a sacrificare la sua stessa vita per il popolo ed il suo onore.
Morgana Pendragon (Katie McGrath) è la sorellastra di Artù e figlia di re Uther. Un personaggio piuttosto controverso, che vivrà all’interno della serie un forte conflitto col padre dovuto ai suoi pregiudizi nei confronti della magia, decidendo di fuggire da Camelot dopo aver scoperto di essere in realtà una strega. Inizia, quindi, a complottare contro il re per usurpare il trono ad Artù divenendo una delle più pericolose minacce per il regno.
Ginevra (Angel Coulby) è, in origine, la serva di Morgana. Ragazza semplice e modesta ma dotata di una grande forza d’animo, si dimostrerà un’alleata fedele alla corona di Camelot. Contribuirà in maniera rilevante nel definire le sorti del regno e aiuterà lo stesso Artù a comprendere al meglio le necessità e il volere del popolo, ricambiando in seguito il suo amore per lei.
Gaius (Richard Wilson) è il medico di corte, uno dei più stretti consiglieri del re e tutore di Merlino. Un tempo praticava con destrezza le arti magiche, abbandonandole però con la salita al trono di Uther. Insegnerà a Merlino a controllare i suoi poteri, promuovendone di continuo i talenti ed arrivando a considerarlo al pari di un figlio.
Kilgharrah il Grande Drago (voce di John Hurt) è l’ultimo della sua specie, imprigionato da re Uther in una caverna sotterranea al castello. Fonte di immensa saggezza, riconosce fin da subito le potenzialità di Merlino, e sarà per lui un fondamentale punto di riferimento per meglio comprendere il suo ruolo a Camelot e l’importanza che rivestirà al fianco di Artù.

Ogni puntata ha inizio con una brevissima sequenza introduttiva della durata di quattordici secondi, aprendo l’episodio con l’inquadratura di una piatta distesa d’acqua che sfuma poi al delinearsi della figura a mezzo busto di Merlino, completamente oscurata, che spicca in quanto immerso in un ambiente ovattato, quasi fuori fuoco, con il tono dominante dell’azzurro del cielo, rendendo l’idea della caratteristica aura magica tipica di una serie fantasy. Questa ripresa a camera fissa lascia poi spazio ad un movimento frenetico della telecamera che si sposta improvvisamente sul viso di Merlino, rendendo l’immagine più nitida tramite un primo piano sugli occhi, ed in particolare l’iride cangiante del mago che diviene giallastro quando pratica degli incantesimi. Seguirà, poi, il titolo della serie (mostrato col caratteristico font del logo) su uno sfondo nero. Queste scene sono accompagnate dalla narrazione del drago Kilgharrah (John Hurt) che ripropone, ad ogni episodio, l’allusiva frase introduttiva “In una mitica terra, in un’epoca dominata dalla magia, il destino di un grande regno poggia sulle spalle di un giovane. Il suo nome: Merlino”.
Segue, poi, un teaser, di una lunghezza variabile da una quarantina di secondi fino a un massimo di cinque minuti, che preannuncia il tema portante dell’episodio. Al suo termine parte la sigla.

Sigla. La sigla ha una durata di trentuno secondi e il motivo melodico, intitolato “The call of destiny” è stato composto appositamente per la serie, una partitura orchestrale epica curata da Rohan Stevenson e Rob Lane. Il video si apre con un’inquadratura della spada Excalibur che giace al fondo di un lago. La telecamera sembra poi spostarsi verso l’alto emergendo dal fondo e mostrando un primo piano del volto di Merlino. Seguono poi delle scene tratte dagli stessi episodi della saga, raffiguranti per lo più cavalieri, combattimenti ed alcuni mostri e magiche creature del reame, che si alternano ad immagini che illustrano la mappa del regno. La sigla si conclude con la visione del drago Kilgharrah travolgere la telecamera e “infuocare” il logo della serie, che appare sullo sfondo di un’immagine del castello di Camelot. Il cast e i nomi dei produttori ed ideatori della serie vengono presentati gradualmente nel corso della sigla mediante scritte di un giallo lucente.

La struttura degli episodi è piuttosto regolare. Si segue, infatti, una linea narrativa orizzontale ben precisa relativa all’evoluzione delle relazioni tra i vari personaggi principali, soprattutto in riferimento al rapporto d’amicizia tra Merlino ed Artù, ed in seguito alla relazione tra Artù e Ginevra. Tuttavia, è ravvisabile comunque una certa verticalità che caratterizza la trama, poiché la storyline di ogni episodio ruota essenzialmente attorno all’antagonista di turno che cercherà di sovvertire l’ordine vigente a Camelot, o di attentare alla vita di Artù. Puntualmente, sarà proprio Merlino a risolvere la situazione per difendere il regno ma soprattutto il suo principe, ricorrendo sistematicamente ai consigli del Grande Drago Kilgharrah e agendo nell’ombra, occultando la sua vera identità. A partire dalla terza stagione, l’antagonista principale sarà, invece, Morgana, ora acerrima nemica di Merlino, senza dimenticare l’importanza sempre maggiore assunta dai cavalieri di Camelot che ricopriranno un ruolo importante all’interno della serie al fianco di Artù, modificando le dinamiche ricorrenti relative allo svolgimento degli episodi.
Tipiche della serie sono anche le frequenti gag tra Merlino ed Artù che ritroviamo in ogni episodio, battibecchi ed innocenti litigi tra i due accompagnati da uno spiccato umorismo, capaci di inscenare divertenti scenette comiche, allentando così la tensione anche in momenti particolarmente intensi o drammatici.
Non mancano le scene di combattimento e duelli tra cavalieri cariche di suspense, e frequente è l’utilizzo di effetti speciali nella rappresentazione di creature magiche ed eventuali spettacolari incantesimi, resi nella maggior parte dei casi attraverso la tecnica di CGI.
Molto utilizzati sono poi i flash-forward mascherati dai sogni premonitori di Morgana e Merlino, oppure dalle visioni create dai druidi per comunicare con il giovane mago. Ricorrenti sono gli effetti di slow motion impiegati durante scene particolarmente significative, come l’incoronazione di Ginevra o alcuni momenti di battaglia.
Le riprese sono avvenute in Galles e in Francia, in particolare nel Castello di Pierrefonds, dove sono state girate le scene della reggia di Camelot.

Un importante nodo testuale della serie è rappresentato dal percorso di crescita interiore compiuto da Merlino che, da ingenuo e sprovveduto come poteva apparire inizialmente, diverrà consapevole dei propri talenti dando prova di un incredibile coraggio e saggezza. A tal proposito, emblematiche sono le parole del Grande Drago che introducono il primo episodio della prima stagione:

[Narratore – Kilgharrah] Nessun giovane, per quanto straordinario, può conoscere il proprio destino. Non può prevedere che parte avrà nella magnifica storia che sta per essere narrata. Come tutti, deve vivere per imparare, e così sarà per il giovane mago che sta arrivando alle porte di Camelot. Un ragazzo che, nel tempo, darà vita ad una leggenda.

Il narratore è omodiegetico, impersonificato dal drago Kilgharrah. Tuttavia, non racconta la storia puntata per puntata, introducendo solo il primo episodio della prima stagione e l’ultimo della quinta, a conclusione della serie e del percorso compiuto dallo stesso Merlino.
Ritroviamo poi tecnicismi legati al frequente utilizzo di formule ed incantesimi proferiti dalle più disparate creature magiche. Tale linguaggio deriva da forme proprie dell’inglese antico, poi accuratamente riadattate ai dialoghi della serie.
Il registro linguistico varia a seconda degli interlocutori e della classe sociale d’appartenenza: nell’ambito della corte reale, luogo ricercato e formale, il linguaggio e i relativi dialoghi risentiranno di questa necessità di formalità e rigore, specie in presenza di figure di rilievo come possono essere re, principi e cavalieri. Alle volte, in particolar modo nel corso delle ultime stagioni, quando nel rapporto tra Merlino ed Artù è ormai radicato un profondo affetto, il protagonista si rivolge al suo amico con espressioni anche molto poco consone alla loro differenza di rango, come ad esempio “imbecille”, “testa quadra” o semplicemente “Artù”, manifestando, quindi, un tono confidenziale ed ironico tipico dei battibecchi tra i due, seppur conservando nei comportamenti l’atteggiamento di riverenza nei confronti dell’autorità del principe.

[Merlino] Siete un somaro.

[Artù Pendragon] Sta zitto, Merlino!

Frequente è poi il ricorso a metafore o indovinelli scanditi dal linguaggio profetico impiegato dal drago Kilgharrah per consigliare Merlino in momenti di difficoltà.
Merlin è nel complesso una serie che, senza particolari pretese, è riuscita ad appassionare un ampio e fedele pubblico, proponendo un’interessante rivisitazione di un grande classico del fantasy com’è il ciclo bretone, inerente la Camelot del leggendario re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. La sinossi, affiancata da svariate sottotrame ed intrighi che le permettono di mantenere un ottimo ritmo senza mai annoiare lo spettatore, è permeata da un’atmosfera spensierata e leggera, risaltata dalla peculiare ironia che contraddistingue molti personaggi e che, proprio in favore di queste sue caratteristiche, colpisce il pubblico in maniera quasi inaspettata, seppur piacevole, per la trattazione di tematiche alle volte più intense o drammatiche, alle quali viene, comunque, dato un certo spessore anche grazie alla messa in scena di dialoghi in grado di emozionare e coinvolgere intimamente lo spettatore. Merlin permette, quindi, ad un pubblico affezionato di immergersi nel magico mondo di Camelot, rievocando mistici personaggi delle leggende arturiane e romantiche battaglie in nome dell’onore, con una trama che evolve brillantemente nel corso delle varie stagioni, così come i suoi protagonisti.

 

Luigi Cosimo Rizzo (autore), Sofia Terzi (revisione)

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