La vita secondo Jim

La vita secondo Jim

Devo dire che ne hai imparate di cose da Jim: tutte sbagliate! Però tante! (La vita secondo Jim; 4, 4)

La vita secondo Jim (titolo originale: According to Jim) è una sitcom ideata da Tracy Newman e da Jonathan Stark e prodotta dalla ABC Studios dal 2001 al 2009. Il telefilm racconta le avventure di Jim, un padre di famiglia immaturo e combina guai. Sono stati girati 182 episodi, della durata di 20 minuti ciascuno, divisi in 8 stagioni. Negli Stati Uniti la sitcom è stata trasmessa dalla ABC per la prima volta il 3 ottobre 2001; in Italia è andata in onda per la prima volta nel 2003 sulla pay tv (Disney Channel), mentre in chiaro è stata trasmessa da Italia 1 a partire dal 29 agosto 2005.

La vita secondo Jim incarna molti stereotipi delle situation comedy americane. In un sobborgo di Chicago, ambientato tra le mura domestiche, troviamo il marito, maschilista, pigro e a tratti infantile e la moglie, attraente, precisina e vero collante della famiglia. Lei è una casalinga impeccabile che occupa le sue giornate badando alla casa e ai figli, lui, invece, lavora nella sua impresa di costruzioni, trascorre le sue giornate oziando, mangiando, bevendo, suonando l’armonica nel suo gruppo blues ed escogitando stratagemmi che spesso finiscono per coinvolgere e danneggiare la moglie. Proprio questo stile di vita porta Jim a cacciarsi sempre nei guai: è a questo punto che interviene Cheryl, che con un’enorme dose di pazienza ed infinito amore, trova sempre il modo di toglierlo dai guai e di trovare la forza per perdonarlo.
In La vita secondo Jim si ha sempre l’impressione un po’ fiabesca che con l’amore si possa superare tutto: il matrimonio di Jim e Cheryl è un costante tentativo di imporre la propria supremazia e la propria autorità sul partner. E anche se Jim sembra avere la meglio, è sempre la bionda Cheryl che chiude un occhio dando ragione al marito, perché la cosa importante non è vincere, bensì la riaffermazione di una visione comune da avere come coppia: anche se il matrimonio è un continuo braccio di ferro, il partner è sempre una costante fonte di confronto e di crescita.
A fare da contorno alle vicende di Jim e Cheryl ci sono i fratelli della donna: Andy e Dana. Andy lavora come architetto nella ditta di Jim, del quale è anche il migliore amico: insieme, infatti, escogitano i piani per eludere il “controllo” di Cheryl e Andy sa dimostrarsi un buon amico specialmente quando, suo malgrado, si trova coinvolto nei guai causati dal cognato.
Dana è la sorella di Cheryl e tra lei e Jim non scorre buon sangue: i due, infatti, trascorrono diversi momenti insieme, punzecchiandosi continuamente. È una donna in carriera, single per buona parte degli episodi ed è sempre lei ad aiutare Cheryl a smascherare i misfatti del marito.
La serie, come si evince, è totalmente incentrata sulla figura e sul carisma di Jim, il classico american boy cresciuto ad hamburger e patatine, ma simpaticissimo, con un cuore enorme e sempre pronto a tutto per la sua famiglia.
Non è un concept particolarmente nuovo, ma ripropone tematiche e problematiche familiari sempre attuali, in una chiave costruttiva e divertente. Secondo le intenzioni degli autori infatti, Jim, pigro, buona forchetta e padre sui generis, è una sorta di personificazione di Homer Simpson; Cheryl, casalinga, madre e moglie affettuosa, è l’alter ego di Marge; Dana potrebbe interpretare le sorelle Bouvier, Patty e Selma; e, infine, Andy ricoprirebbe alla perfezione il ruolo di Barney, l’amico sovrappeso di Homer che, in fondo, è l’unico capace di capire il suo mondo [1].
Numerose sono le guest star che hanno affiancato i personaggi e tra queste troviamo Dan Aykroyd, che aveva affiancato John Belushi – il compianto fratello di James – in Blues Brother (1980); Cindy Crawford, Hugh Hefner, Bo Didley, Erik Estrada, Kevin Sorbo e tanti altri.

La serie, come appare chiaro sin dal titolo, è modellata sulla figura di Jim (James Belushi), un uomo di circa quarant’anni, testardo e affettuoso, che non rinuncia al divertimento e alla spontaneità. Sposato con Cheryl (Courtney Thorne-Smith), una sorta di suo doppio femminile, insieme sono la dimostrazione che gli opposti si attraggono. Cheryl è una bella donna che toglie sempre il marito dai guai e a fine episodio trova sempre la forza di perdonarlo, anche se lui le ha mentito. Hanno tre figli: Ruby (Taylor Atelian), la maggiore, molto diligente, Gracie (Billi Bruno), la disobbediente, e Kyle (interpretato dai gemelli Connor e Garret Sullivan), l’unico maschietto e, per questo, coccolato da Jim.

Gli altri personaggi principali sono i fratelli di Cheryl, Andy (LarryJoe Campbell) e Dana (Kimberly Williams-Paisley). Andy è anche il miglior amico di Jim e spesso suo complice, mentre Dana è la sorella minore carina e intraprendente, spesso in disaccordo con lo stile di vita di Jim. Completa il cast dalla quarta stagione il fidanzato e poi marito di Dana, Ryan Gibson (Mitch Rouse), schierato a metà tra la sudditanza verso la moglie e l’ammirazione verso Jim.

La vita secondo Jim è il “classico” telefim con episodi auto-conclusivi, fruibile da chiunque in qualsiasi momento della serie e che strappa facilmente qualche sorriso.
Ha una struttura totalmente verticale e abbastanza statica.
L’episodio si apre con un teaser che solitamente comprende un danno causato da Jim e che spesso costituisce l’input iniziale dell’episodio, anche se non è raro che il teaser sia una gag che si discosta dal resto della puntata.

Sigla. La sigla del telefilm ha quattro diverse varianti: una per le prime due stagioni, una per la terza, una per le stagioni dalla quarta alla settima e una per l’ottava. Gli unici due elementi che fanno da filo conduttore in tutte e quattro le sigle sono il tema musicale, scritto ed eseguito dallo stesso Jim Belushi con Glen Clark [2], e la completa assenza dei titoli di testa.
La prima sigla, dalla durata di appena cinque secondi, ritrae Jim seduto su una poltrona rossa e con la gambe distese su un poggia piedi mentre legge il giornale.
La camera rimane fissa su Jim e, a turno, prima le due bambine Ruby e Gracie e poi Cheryl, con in braccio il piccolo Kyle, entrano nell’inquadratura. Sia le bambine sia Cheryl entrano in scena e ne escono con la tecnica del time-lapse. Nel frame finale, Jim rimane da solo seduto sulla sua poltrona e, in alto a destra, compare il titolo della serie.
Anche la sigla della terza stagione è girata con una camera fissa. Jim, Cheryl, Andy, Dana e le due bambine sono in posa per una foto con l’autoscatto (in primo piano è visibile la macchina fotografica con il cavalletto), ma Kyle, il piccolo di casa, non vuole proprio stare fermo e così Jim lo rincorre: proprio in questo momento, la macchina scatta la foto. La sigla si chiude con il titolo della serie.
La struttura della terza sigla è impostata su continui cambi d’immagine attraverso la tecnica della transizione a tendina. I quattro protagonisti principali (Jim, Cheryl, Andy e Dana) vengono presentati con immagini girate appositamente per la sigla e non, come accade di solito, con spezzoni tratti dalla varie puntante. La sigla è collocata in uno spazio creato dai continui movimenti delle tendine che, con passaggi molto dinamici, cambiano spesso l’impostazione grafica. Il nero, l’arancio, il bianco e il rosso sono stati utilizzati per dare colore alle immagini, mentre le figure dei protagonisti sono in bianco e nero.
La sigla dell’ottava stagione è strutturalmente identica a quella appena descritta, l’unico cambiamento riguarda le immagini dei protagonisti: non essendoci più Dana nel cast, sono state eliminate le scene nelle quali era presente e ne sono state girate delle altre. Le ultime due sigle terminano entrambe con il titolo della serie su sfondo arancione e con, in primo piano, l’immagine di Jim e Cheryl in bianco e nero.

Dopo la sigla, la scena si apre direttamente nelle mura domestiche e la musica si abbassa per lasciare spazio ai dialoghi. Normalmente, la trama a questo punto prevede che Jim combini qualche pasticcio e Cheryl arrabbiata/delusa/curiosa si sfoghi con lui. «Queste complicazioni narrative sono l’esito di una perenne e sotterranea sfida tra i coniugi, dovuta quasi sempre alla diversità dei rispettivi metodi nell’organizzazione della vita familiare e nell’educazione dei figli (più permissiva quella di Jim, più rigida quella di Cheryl)». Questo momento coincide con il blocco pubblicitario.
Al ritorno, l’immagine iniziale è sempre quella dell’esterno della casa, per dare l’idea che a breve l’azione si svolgerà nuovamente all’interno dell’abitazione. Dopo altri sketch, sembrerà che Jim abbia risolto i problemi che egli stesso ha causato, ma anche questo sarà solo agli occhi della moglie. Ci troviamo intorno al diciottesimo minuto, quando Cheryl realizzerà l’inganno a cui seguiranno la vera soluzione da parte del marito e un rapido finale, sempre a lieto fine.
Gli ultimi secondi sono dedicati a un siparietto conclusivo comico, che la maggior parte delle volte coinvolge Andy o Dana.
La serie è ricca di suoni extradiegetici tipici delle sitcom dagli anni ’80 in poi.
Ottima la fotografia, che è valsa la nomination agli Emmy nel 2007, 2008 e 2009.
Particolarmente attinente la colonna sonora, curata dallo stesso James Belushi, a carattere blues, e le musiche degli episodi sono suonate da lui stesso insieme alla sua band musicale, i Sacred Heats [3].

La vita secondo Jim è una sitcom e, come tale, non può prescindere da alcuni elementi caratteristici di questo genere. Innanzitutto ha una durata breve (venti minuti netti), è girato in ambienti interni (la casa di Jim e il suo ufficio sono gli ambienti principali, ma non mancano altre location, come la scuola di Ruby, il bowling), i tempi comici sono scanditi dalle classiche risate registrate, e la rappresentazione delle vicende riguarda un numero ristretto di personaggi.
I dialoghi della serie rispecchiano perfettamente le dinamiche presenti all’interno di questa famiglia. Sin dalla prima puntata è chiaro che tra Jim e Dana c’è un rapporto conflittuale e infatti la maggior parte delle loro conversazioni è costruita dai loro continui punzecchiamenti. Eccone alcuni esempi [4]:

[Jim rivolgendosi a Dana] Sono stato carino con te per due minuti, adesso basta! Scusami ma sento il bisogno di insultarti!

[Jim] Io sono un cacciatore, sono un cacciatore nato! Sono una specie d’uomo delle caverne. Potreste anche abbandonarmi nel bel mezzo dell’Antartide e io riuscirei a sopravvivere!

[Dana rivolgendosi a Cheryl] Conosco uno che potrebbe portarcelo!

Frequenti sono inoltre i casi in cui è Cheryl a dover “sopportare” la sorella Dana, che non perde occasione per denigrare Jim:

[Cheryl] Jim crede che io non mi sforzi abbastanza.

[Dana] Su cosa?

[Cheryl] Diciamo, vestirmi bene, fare la romantica, piacere…

[Dana] Ma Cheryl, ti preoccupi del parere di uno che si pulisce i denti con le sue chiavi?

[Cheryl] Mi sono sentita il terzo incomodo, capisci? Credi che voglia mio marito?

[Dana] Io trovo già incredibile che TU voglia tuo marito!

Sono rintracciabili all’interno della serie due tormentoni che Jim ripete molto spesso: uno è «bene, bene, bene» e l’altro «accidentaccio». Usa la prima frase quando si rende conto di aver ragione, mentre la seconda quando vengono svelate le sue bravate.
La vita secondo Jim, pur essendo una sitcom, non rinuncia a trattare temi seri ed importanti. Emerge in maniera netta che il perno su cui gira tutta la serie sono la famiglia, i problemi di coppia e l’educazione dei figli, il tutto condito con ironia.
Spesso è Jim, con il suo “cattivo esempio”, a sollecitare la pazienza di Cheryl: compra con un dollaro il silenzio della piccola Ruby quando, senza consultare sua moglie, decide di cambiarle asilo; dice parolacce che vengono imparate e ripetute da Gracie; è molto più permissivo con i bambini rispetto a Cheryl e spesso sovrasta le sue decisioni.
Nonostante questo, la fine di ogni episodio ha una morale, implicita o esplicita, che tranquillizza lo spettatore: egli è consapevole che qualsiasi ostacolo si presenti durante la puntata, i protagonisti riusciranno a superarlo. La comprensione, il dialogo, il perdono e il saper chiedere scusa sono tutti elementi molto presenti nella sitcom e, in parte, il successo di La vita secondo Jim è da rintracciare in questa doppia funzione dell’educare facendo ridere.

 

Daniele Alessandro Calò, Alessandra Ciraci

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