Il commissario Manara

Il commissario Manara

Ginevra: Manara… Manara come quello dei fumetti erotici? Lo sai che a casa ho tutta la collezione? Insegnano cose molto… carine. Li hai mai letti?
Luca Manara: No io leggo Topolino, Minnie… ‘ste cose qua!

Il commissario Manara (2009, due stagioni da 12 episodi ciascuna, Raiuno) è uno spin-off di sei puntate del 2005, Una famiglia in giallo. Per i dati generali si rinvia alla scheda di Wikipedia. La serie non manca di freschezza e di equilibrio tra gli aspetti investigativi e quelli tipici della commedia sentimentale.

Il commissario Luca Manara (interpretato da Guido Caprino) presenta un aspetto giovanilistico e ammiccante (e probabilmente, già nel nome, si avverte un omaggio al Maestro del fumetto erotico contemporaneo), con muscoli in mostra, canottiere aderenti, basettoni e pizzetto, capelli folti, passeggiate e avvinghiamenti in spiaggia e sulla moto con la sua bella, una collega d’ufficio altrettanto vistosa, l’ispettore Lara Rubino (Roberta Giarrusso).

La scuola di Montalbano, più quello televisivo che quello camilleriano, si sente, nonostante l’ambientazione lontana dalla Sicilia, in Maremma; ed è visibile soprattutto nell’esibizione di un anticonformismo un po’ manierato. Come il suo illustre antecedente, Manara liquida al telefono i superiori che gli consigliano prudenza e volta loro le spalle nel mezzo di un colloquio sibilando «arrivederci», in perfetto stile montalbaniano, e in più (ma qui torniamo al giovanilismo) si siede scompostamente sul tavolo, usa costrutti fortemente mimetici del parlato reale come «Mi sta sulle scatole questo da morire», con inversione enfatica, forma tabuizzata e iperbole; inoltre è, almeno apparentemente, burbero anche con i collaboratori («Omicidio? … Lo so, prima devi fare l’autopsia e poi mi fai sapere, però sbrigati a farla, eh?», «Andiamo al dunque, signora», «Portati ‘sti cani, va’, prima che venga la mortuaria»). Di suo la costruzione del personaggio e della sua lingua hanno qualche diradato tecnicismo, come «società off-shore», un sintagma reso popolare dalle vicende giudiziarie di un ex Presidente del Consiglio, e qualche tecnicismo della psicologia, come «mitomania monomaniacale», accompagnato da una lettura un po’ ironica dei profili psicologici di indagati e testimoni, con molta enfasi portata sulla parola «complesso» e le sue varie specificazioni (di Elettra, ecc.; vengono poi tutti accuratamente glossati per non compromettere la comprensione degli spettatori). Per il resto, abbiamo la consueta mescidanza dell’italiano regionale di varie regioni per i poliziotti del commissariato, con prevalenza del siciliano e del romanesco, come c’è da aspettarsi, e la presenza di qualche accento non troppo consueto come il torinese di Bruno Gambacorta, esibito attraverso la forma bandiera neh. Altrettanto attesa è la pronuncia standard di altre categorie, come i bancari.

 

Debora De Fazio

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