I Robinson

I Robinson

Niente ferma l’homo sapiens quando perde la sapiens. (Cliff Robinson)

I Robinson (titolo originale The Cosby Show) è una nota sitcom americana a cura di Bill Cosby, Ed Weinberger e Michael J.Leeson, andata in onda sul canale NBC dal 20 settembre 1984 al 30 aprile 1992. La serie è composta da 8 stagioni, per un totale di 201 episodi dalla durata media di 25 minuti l’uno. Approdò in Italia nel 1986 e fu trasmessa in chiaro per la prima volta da Canale 5, sulla rete Mediaset.
Se negli Stati Uniti la famiglia era conosciuta dal pubblico come gli “Huxtable”, in Italia il cognome venne cambiato in “Robinson” per facilitarne la pronuncia, e fu scelto in onore di Jackie Robinson, il primo giocatore afro-americano della Major League Baseball.
La serie, oltre ad aver raggiunto grandi livelli di audience sia negli Stati Uniti che oltreoceano, è considerata uno dei più importanti show televisivi degli anni Ottanta.

I Robinson racconta le vicende di una tipica famiglia afroamericana degli anni Ottanta all’interno della quale la figura del padre rappresenta la chiave di lettura di tutti gli episodi: egli è protagonista assoluto dello show, ricco di classiche gag famigliari in cui l’ironia ben si sposa con i temi affrontati nelle vicende domestiche.
La famiglia, residente nella città di New York nel noto quartiere di Brooklyn, è composta dal padre Heathcliff “Cliff” Robinson, ginecologo, dalla madre Claire, avvocato, e dai cinque figli: Sandra, Denise, Theodore “Theo”, Vanessa e Rudith “Rudy”, a cui si aggiungeranno successivamente Olivia (figlia di Martin e della sua ex-moglie), i gemelli Winnie e Nelson (figli di Alvin e Sandra) e Pamela “Pam” (cugina di Claire).
I personaggi principali si basano su quelli reali della famiglia di Cosby; inizialmente si pensò di incentrare la serie su una famiglia di ceto medio-basso, ma in seguito i produttori scelsero un livello sociale più elevato, quello alto-borghese.
La serie verte sulla figura chiave del padre che, da solo (grazie al talento unico di Bill Cosby), definisce lo spirito divertente e al contempo educativo della sitcom. Difatti, i temi trattati sono quelli tipici dell’ambiente famigliare, legati quindi alla crescita dei figli e ai momenti di tensione e ai contrasti tipici della quotidianità, ma anche a tematiche profonde come quelle delle gravidanze adolescenziali e l’uso delle droghe, alleggerite, però, dall’atmosfera genuina che condisce ogni gag e dal carisma carico di ottimismo e amore di Bill Cosby, che riesce sempre a sdrammatizzare finemente e nei momenti più opportuni, regalando al telespettatore più di un sorriso a puntata.
Si può dire che I Robinson abbia dato il via alla categoria delle sitcom con protagonisti afroamericani come Willy il Principe di Bel Air e In Living Color, e, a differenza dei suoi predecessori I Jefferson, non si finisce quasi mai in tematiche e problematiche razziali, dando così al genere un’impronta culturale più moderna.

Nella serie de I Robinson il protagonista assoluto dello show è senza ombra di dubbio il padre di famiglia, Cliff (Bill Cosby), di professione ginecologo, uomo nato con la battuta pronta e dotato di un carisma eccezionale oltre che di una smisurata ironia. Dietro i suoi comportamenti e atteggiamenti giocherelloni, però, nasconde un cuore tenero carico di amore e ottimismo. Il che lo rende un padre e un marito amorevole, cortese e disponibile con la sua famiglia e in grado di sdrammatizzare nei momenti più opportuni.
Ma dietro un grande uomo vi è sempre una grande donna ed è il caso della moglie Claire (Phylicia Rashād), una donna di una eleganza e di una classe unica, eloquente nei suoi modi di fare e dotata di un’ironia raffinata. Se nella maggior parte dei casi il suo ruolo è quello di tenere a bada suo marito, spesso e volentieri è proprio grazie all’effervescente simpatia di Cliff che riesce a ritrovare il sorriso anche nelle più tragiche delle giornate, stressata sia dal lavoro di avvocatessa che da quello di mamma.
Anche perché a movimentare le giornate di casa Robinson ci pensano ben cinque figli, ognuno con tratti distinti: Sandra (Sabrina LeBeauf), la più grande, ma anche la meno presente nella famiglia a causa dei suoi impegni con l’università, Denise (Lisa Bonet), una ragazza energica e dallo spirito ribelle, Theo (Malcolm-Jamal Warner), amante delle belle ragazze e dei motori più che dello studio, Vanessa (Tempestt Bledsoe), grande appassionata di gossip e sempre pronta a ficcare il naso nelle faccende altrui, soprattutto in quelle della piccola Rudy (Keshia Knight Pulliam), con cui non si stanca mai di litigare.
Altri personaggi degni di nota sono Alvin (Geoffrey Owens) e Martin (Joseph C. Phillips), fidanzati e futuri mariti rispettivamente di Sandra e Denise.

L’intera famiglia si ispira a quella reale di Bill Cosby e così, ad esempio, Theo soffre di dislessia proprio come il vero figlio di Bill, Claire fa di cognome Hanks come la sua vera moglie e sua madre si chiama Annie esattamente come nella realtà. [1]
Nel corso delle stagioni la crescita dei figli avverrà in maniera direttamente proporzionale a quella dei loro interpreti, rendendo il tutto ancora più naturale e realistico, e facendo sì che gli spettatori si affezionino ai personaggi.

Lungo il corso delle otto stagioni, hanno registrato un’apparizione molte star, più o meno famose o che sono state addirittura lanciate dallo stesso show. Tra le tante, figurano Placido Domingo nella parte di Alberto Santiago nell’episodio “Come eravamo” (stagione 5), Naomi Campbell nei panni di Julia negli episodi “Tutti in sala party” e “Ragazze du du” (stagione 5), una piccolissima Alicia Keys di appena 4 anni vestita da maschiaccio e con i capelli ricci che gioca con Cosby e si diverte a salire a cavalcioni sulle sue gambe, B. B. King nella parte di Riley Jackson nell’episodio “Rapsodia in Blues” (stagione 6)  e il senatore Bill Bradley come compagno di squadra di Cliff nella stagione 5.

I Robinson è una tipica sitcom americana ad episodi auto-conclusivi e caratterizzata da una struttura puramente verticale.
Nella serie non vi sono teaser di alcun tipo, ma esiste ovviamente una sigla a precedere l’inizio di ogni episodio.

Sigla. La sigla italiana de I Robinson ha tre diverse varianti: una per la prima stagione, una per le stagioni che vanno dalla seconda alla quarta, e una per il resto delle ultime quattro stagioni.
In tutte e tre le sigle notiamo degli elementi in comune: la presenza dei titoli di testa e lo scenario, che non cambia mai e si riduce ad un semplicissimo spazio neutro monocolore, la cui tonalità è quella del grigio, e nel quale una luce da faretto che punta sul pavimento è l’unico elemento scenico particolare.
– La prima sigla (stagione 1) è caratterizzata per tutta la sua durata (37 secondi) da un sottofondo jazz, e parte con un primissimo piano su Cliff, il quale si defila dalla camera per far spazio alla scritta centrale Bill Cosby in seguita a sua volta dal logo ufficiale de I Robinson. Da qui si succederanno tutti i componenti del cast, o meglio, della famiglia, ripresi uno alla volta (in primo piano) mentre si destreggiano in improvvisati balletti o semplicemente in pose simpatiche, sempre al fianco di Cliff che li accompagna divertito insieme, in basso, al nome dei loro interpreti (nell’ordine Phylicia Ayers-Allen, Sabrina Le Beauf, Lisa Bonet, Malcolm-Jamal Warner, Tempestt Bledsoe e Keshia Knight Pulliam). Dopodiché viene ripresa la figura intera di Cliff e, mentre lui balla a ritmo della musica in sottofondo, in basso si susseguono i nomi dei produttori e si termina con un primissimo piano sul suo viso che coincide con la fine del tema musicale.
– Nella seconda sigla (stagioni 2-3-4), la cui durata stavolta è di 57 secondi, la struttura rimane pressoché la stessa. Cambia solo la canzone di sottofondo, sempre di genere jazz ma con sfumature decisamente più latine, e il numero di inquadrature. Quando vengono presentati i vari componenti del cast nell’intermezzo, infatti, per ognuno di loro, mentre ballano, si ha sempre un primo piano seguito, poi, da una ripresa a figura intera. Lo stesso accade nella scena finale del balletto di Cliff, a cui segue il solito stacco in primissimo piano sulla sua faccia.
I titoli di scena, qui, però, si protraggono anche nei primi secondi dell’episodio, accompagnati da un breve sottofondo musicale, che si abbassa per far spazio ai dialoghi. Centralmente, leggermente in basso, si leggono, quindi, i nomi degli autori, degli sceneggiatori e dei direttori.
– La terza e ultima sigla (stagioni 5-6-7-8) viene compressa e ridotta all’ultima scena, quella del primissimo piano sul viso di Cliff, e compare solo il titolo dell’episodio. Dura quindi pochissimo, appena 3 secondi. Anche in questo caso, nei primi secondi dell’episodio, compaiono alcuni titoli di testa accompagnati da un sottofondo musicale jazz.

Gli episodi non sono caratterizzati da una particolare struttura narrativa, ma il più delle volte il tutto ha inizio fra le mura di casa e la scena finale coincide spesso con una particolare battuta ad effetto o un siparietto comico.
Sono presenti suoni extra-diegetici tipici delle sitcom di quel periodo, che si traducono principalmente in musiche o risate di sottofondo.
Il montaggio e la fotografia sono quanto di più semplice ci si possa aspettare, ma proprio in questa loro semplicità costiuiscono uno stile che negli anni successivi ha fatto scuola nel mondo delle sitcom e per il quale I Robinson andrebbe considerata una delle maggiori fonti di ispirazione nel panorama delle serie tv odierne.
Per quanto concerne la colonna sonora, la musica ebbe un ruolo fondamentale, sempre grazie alla presenza di Bill Cosby. Proprio lui, grande appassionato di jazz, approfittò della popolarità della sitcom per far conoscere al mondo il meglio della musica black: artisti come Jacob Lawrence, Miles Davis, B.B. King, Stevie Wonder, Sammy Davis Jr. e Miriam Makeba.

I dialoghi sono strettamente collegati con i tratti caratteriali che aiutano a distinguere un personaggio da un altro.
Ed è così che ci rendiamo conto, ad esempio, del rapporto speciale che vi è tra Cliff e Claire, fatto di continue e tipiche discussioni tra marito e moglie in cui vigono l’ironia e l’ambizione di averla sempre vinta. Eccone un esempio che li ritrae in una simpatica contesa per decidere chi dei due dovrà svegliare e far vestire i propri figli durante la mattina del primo giorno di scuola:

[Claire] Io vado a preparare la colazione e tu li fai vestire.
[Cliff] No, io mi sono già prenotato per la colazione, quindi tocca a te farli vestire. Io so perché vuoi scambiare le parti, furbacchiona, lo sai benissimo che è un’impresa titanica far alzare un figlio il primo giorno di scuola.
[Claire] Tocca a te, io li ho fatti alzare l’ultimo giorno di scuola.
[Cliff] L’ultimo giorno di scuola? Non hai fatto altro che andare nel corridoio e dire “ultimo giorno di scuola!!!” e anche i bambini della casa accanto saltavano dal letto per andare a scuola.

Un classico sono anche le giustificazioni inutili di Theo riguardo la scuola e i suoi brutti voti:

[Theo] Sai com’è, gli insegnanti ti giudicano in base a strani criteri…
[Denise] Interrogazioni e compiti in classe.
[Theo] Sì…

Senza parlare della traballante relazione amorosa tra Sandra e il suo fidanzato Alvin, che finisce per coinvolgere anche tutto il resto della famiglia:

[Alvin] Voglio scusarmi con lei.
[Cliff] Un’altra volta?
[Alvin] Un’altra volta. E dirle che da oggi le cose cambieranno.
[Cliff] Un’altra volta?
[Alvin] Sì, un’altra volta.
[Claire] Chi è arrivato?
[Alvin] Buongiorno, signora Robinson!
[Claire] Ehi, Alvin!
[Cliff] Alvin ha portato dei fiori per Sandra, cara.
[Claire] Un’altra volta?
[Cliff] Un’altra volta.

Frequenti sono inoltre i momenti di tenera innocenza della piccola Rudy, che spiazza sempre tutti con le sue risposte. Qui discute amorevolmente con sua madre che sta tentando in tutti i modi di farle capire che i cinque anni sono un’età meravigliosa e da non sottovalutare:

[Claire] Come dicono allo stadio quando segna il 5?
[Rudy] Yeeeh forza 5!!!
[Claire] Yeeeh forza 5!
[Rudy] Mammina, senti, quanti anni hai tu?
[Claire] Troppi…
[Rudy] Yeeeh forza troppi!!!

Ancora più frequenti, invece, i continui punzecchiamenti e litigi tra Vanessa e Rudy, come in questo caso:

[Rudy] Vaaneessaaaa! … Vaneeessaaa!!!
[Vanessa] Mamma, puoi dire a Rudy di smetterla di chiamarmi?
[Claire] Cliff…
[Cliff] Ha detto “mamma”, io non c’entro.

E, infine, i buffi momenti di ingenuità di Denise, come quando cerca goffamente di far capire ai suoi il motivo per cui vorrebbe rinunciare agli studi universitari:

[Denise] Beh, veniamo al dunque, ecco quello che voglio dire… ehm… oggi, com’è organizzata la società? Un esempio: tu hai preso 30? “Ehi, hai preso 30, vai pure in paradiso!”. Invece, tu hai preso 18? “No, no, allora vai all’inferno!”. Voglio dire, perchè non possiamo essere tutti una… numerazione felice?
[Claire e Cliff]
[Denise] Ecco… io la vedo così, già…

Nella sitcom, nonostante l’atmosfera densa di ironia, non mancano comunque tematiche molto serie come quelle dell’alcolismo, delle droghe o delle gravidanze adolescenziali. Ma è proprio qui che entra in gioco il carisma di Bill Cosby e la sua grande capacità di educare facendo ridere.

Il doppiaggio italiano è ottimo, ben curato e addirittura ricco di re-interpretazioni rispetto all’originale. Oltre che all’ormai celebre cambiamento del cognome originale della famiglia (da Huxtable a Robinson) per motivi fonetici, infatti, verso la fine del primo episodio, in un momento di intimità, a letto, tra Cliff e sua moglie Claire, il dialogo è questo:

[Claire] Nel caso te lo fossi dimenticato, questo è il sistema più efficace per aumentare l’indice di ascolto.
[Cliff] … Buonanotte.
… Ma sì, facciamo contento Berlusconi!

Oppure, nel quarto episodio della prima stagione, mentre Claire tenta di far capire a Rudy il privilegio e la fortuna di avere 5 anni, si sente esattamente questo:

[Rudy] Ora ne ho 5, vero?
[Claire] Sì, come i 5 sensi, la cinquina, Canale 5…

È chiara, quindi, la volontà dei doppiatori di dare spazio a frequenti riferimenti alla rete televisiva per cui lavoravano.

Altra curiosità riguardo il doppiaggio: Ferruccio Amendola e Alessia Amendola, doppiatori di Cliff e di sua figlia Rudy (quest’ultima nella settima e ottava stagione), nella realtà erano nonno e nipote.

 

Giuseppe Barreca, Leonardo Carrieri, Christian Perrone (autori); revisione a cura di Andrea Martina e Francesca Sammarco

Cerca la serie tv

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *