I Cesaroni

I Cesaroni

Giulio: I tuoi amici sono miei amici, Rudi! Come sta Burino?
Rudi: Budino.
Giulio: Va bè, Burino, Budino, me sta molto simpatico! E quell’altro cinese che invece chiamate Charlie come se chiama davvero?
Rudi: Ciung.
Giulio: Tciung! Eheheh, come ‘o starnuto! Lo potevate chiama’ “salute”!”
(I Cesaroni; 1, 5)

I Cesaroni è una serie televisiva italiana di grande successo prodotta a partire dal 2006 dalla Publispei di Carlo Bixio e da R.T.I. sul modello del format spagnolo Los Serrano. Mandata in onda sulla rete Mediaset Canale 5, la serie è giunta alla quinta stagione: ad oggi sono state girate 130 puntate con episodi che variano dai cinquanta ai settanta minuti. La serie è giunta alla sesta stagione: ad oggi sono state girate 142 puntate con episodi che variano dai cinquanta agli ottanta minuti. Per il momento non è stata confermata una settima stagione. 

La fiction, interamente girata a Roma e ambientata nel quartiere popolare la Garbatella,«prende le mosse dall’improvvisa creazione di una nuova famiglia che proviene dall’unione di due tronconi di famiglie precedenti, quella tutta maschile, ruspante e “romana de Roma” del padre Giulio (con tre figli maschi) e quella della madre Lucia (con due figlie trasferite da Milano). I problemi di adattamento alla nuova convivenza a sette, compresi gli sviluppi scolastici, costituiscono il riuscito pretesto per l’adattamento della serie televisiva al modello della commedia all’italiana» [Aprile – De Fazio 2010: 144-145].

La serie, incentrata su quelli che sono gli argomenti più cari allo spettatore medio – la famiglia, l’amore, l’educazione dei figli – incarna molti stereotipi della situation comedy italiana: una simpatica famiglia medio-borghese che vive in una grande casa sempre aperta ad amici e parenti, nella quale tutte le situazioni, anche le più difficili, trovano una serena conclusione grazie all’unità della famiglia.

Non si tratta di un concept particolarmente nuovo, ma ripropone, in una chiave costruttiva e divertente, tematiche e problematiche familiari sempre attuali e vicine a molti.

Ed è proprio grazie a questa capacità di coinvolgere in ogni episodio almeno tre generazioni differenti che I Cesaroni ha conquistato un’ampia fetta di pubblico e diversi riconoscimenti: nel 2007 la fiction è premiata con il Telegatto come miglior telefilm dell’anno; stesso riconoscimento vinto con l’Oscar TV della RAI e il Nickelodeon Kids’ Choice Awards nel 2008; nel 2009 al Roma Fiction Fest i lettori di TV Sorrisi e Canzoni consacrano nuovamente I Cesaroni come miglior fiction e Alessandra Mastronardi come migliore attrice [1].

Il successo della serie, che soprattutto nelle prime stagioni ha fatto riscontrare ascolti molto alti, si percepisce anche dalle numerose guest star nazionali che hanno lasciato un cameo durante le cinque stagioni: personaggi sportivi come Ciccio Graziani, Max Biaggi, Francesco Totti e altri calciatori della Roma; personaggi televisivi come Maria de Filippi, le Iene Giulio Golia ed Enrico Lucci e attori del calibro di Francesco Pannofino, Enrico Brignano, Raoul Bova, Alessandro Gassman e Gigi Proietti.

Un plauso va fatto anche al sito ufficiale della fiction, curato nei minimi dettagli, facilmente navigabile, pieno di link e di spazi rivolti esplicitamente al target più giovane della serie.

La serie è incentrata sulle vicende della famiglia Cesaroni.

Giulio Cesaroni (Claudio Amendola), il minore di tre fratelli, è il prototipo del “burino”, tifoso della Roma e caratterizzato dai tatuaggi del Colosseo e della Lupa capitolina. Ha sempre vissuto alla Garbatella dove, insieme al fratello Cesare, gestisce l’attività ereditata dal padre, la «Bottiglieria Cesaroni». Rimasto vedovo con tre figli – Marco (Matteo Branciamore), Rudi (Niccolò Centioni) e il piccolo Mimmo (Federico Russo) – riscopre l’amore quando casualmente incontra la sua prima cotta adolescenziale, Lucia Liguori (Elena Sofia Ricci), che ben presto si trasferirà a casa Cesaroni. Lucia – divorziata da un ricco avvocato milanese – lavora come insegnante in una scuola media ed è una donna colta e raffinata, proprio come le sue due figlie, Eva (Alessandra Mastronardi) e Alice (Micol Olivieri).

La tormentata storia d’amore tra i due figli maggiori, Marco ed Eva, sarà uno dei filoni principali della serie.

Cesare Alfonso Maria Cesaroni (Antonello Fassari), il fratello maggiore di Giulio, è un uomo taccagno e saccente ma che nasconde un grande cuore. Finirà per sposare Pamela (Claudia Muzii), prostituta e madre della piccola Matilde (Angelica Cinquantini), una bimba intelligente, saputella ed incredibilmente affezionata a Cesare.

Ezio Masetti (Max Tortora) è il classico bontempone, amico fraterno di Cesare e Giulio. Tifoso anch’egli della “Magica”, gestisce un’autofficina situata proprio accanto alla casa dei Cesaroni. È la mente del trio, anche se le sue conclusioni affrettate ed improbabili ed il suo modus operandi finiscono per creare ulteriori guai. Ha un figlio, Walter (Ludovico Fremont), ed è sposato con Stefania (Elda Alvigini), donna autoritaria e preside della scuola dove lavora Lucia.

La serie televisiva Cesaroni prevede una struttura orizzontale che si estende sull’intera vicenda narrata e una verticale che riguarda il singolo episodio.

La struttura verticale delle stagioni è governata da elementi morfologici rigorosamente concatenati: «grazie ad essi non capita mai di perdersi; anzi, data la loro insistenza, a ritrovarsi si è quasi costretti» [Casetti 1984: 28].

Sigla. La sigla costituisce il primo elemento morfologico del racconto ed è anzi «una specie di carta d’identificazione, in cui sono messi in evidenza alcuni dati salienti del testo perché lo si possa catalogare» [De Berti 1984: 57].

La sigla de I Cesaroni ha una struttura fissa che resta invariata nell’arco delle stagioni. Sulle note di Adesso che ci siete voi, canzone scritta e cantata da uno dei protagonisti della serie, Marco Cesaroni, scorrono inizialmente il nome della casa di produzione e dei produttori; subito dopo sono presentati gli attori, accompagnati da brevi sequenze tratte da alcuni episodi.

Nell’ordine di apparizione degli attori l’unica costante è Giulio, sempre il primo ad essere presentato. Il resto del cast non ha un ordine d’apparizione fisso, Lucia, per esempio, nella quarta stagione appare solo tra le collaborazioni. Solitamente, dopo la presentazione dei primi due personaggi, dopo circa 20 secondi dall’inizio della sigla, appare su uno sfondo blu la scritta I Cesaroni che, dopo 2-3 secondi, lascia il posto al susseguirsi degli altri protagonisti; costanti le figure di Cesare, Stefania, Ezio e dei “piccoli” di casa Cesaroni. Nelle sigle delle prime tre stagioni, Marco ed Eva appaiono nella stessa diapositiva, ma dalla quarta stagione i due personaggi saranno presentati distintamente. Altri protagonisti sono inseriti o rimossi dalla sigla a seconda della loro partecipazione come Andrea (Massimo Molea), preside del Liceo Ugo Foscolo, apparso solo nella sigla della prima stagione, o Olga Di Stefano e Emma Di Stefano apparse solo nella quarta.

Nella sigla della quarta stagione, sono presentate per la prima volta anche Pamela Fantoni e Matilde che diventeranno parte integrante del cast.

Finita la sigla, la puntata prende il via con la voce fuori campo del piccolo Mimmo che, tramite un cold open o teaser, incuriosisce lo spettatore.

Tranne la prima puntata, che si apre con l’immagine di un’esterna, ogni episodio comincia con l’inquadratura della facciata laterale della casa e con in basso il titolo della puntata. L’abitazione diventa, così, sempre più familiare allo spettatore, in quanto costituisce il fulcro della vita della famiglia.

L’inizio dell’episodio coincide quasi sempre con il momento della colazione: I Cesaroni sono raccolti intorno a una lunga tavola imbandita con i posti prestabiliti (Cesare a capotavola ed i ragazzi ripartiti ai lati). Questa scena è molto importante, in quanto dona una certa sistematicità alle puntate, creando familiarità per lo spettatore assiduo, ma presentando i protagonisti allo spettatore occasionale, che viene cosi immerso nel flusso della narrazione.

La serie si snoda «tra la ripetizione di uno schema fisso e la variazione dei singoli accadimenti» [Dusi 2008: 25-46]. C’è sempre uno dei personaggi che si trova nei guai – problemi sentimentali, economici o incomprensioni – e il resto della famiglia che cerca di ristabilire la situazione. Le donne della serie occupano un ruolo fondamentale nel risolvere i guai causati dai maschi, in quanto solitamente più sicure dei loro sentimenti e determinate nelle loro scelte. Il lieto fine è dato dall’assunto che la sincerità e la trasparenza nei rapporti viene sempre ricompensata.

Ogni episodio è auto-conclusivo e mantiene la struttura tradizionale: il tempo è circolare e lo schema ricorsivo; scelta, questa, frutto di una semplificazione comunicativa-produttiva, in quanto favorisce apertamente la fruizione episodica e chiunque può seguire una puntata de I Cesaroni a prescindere dalla visione totale della serie.

La struttura narrativa è, quindi, portata avanti da un protagonismo corale che comprende tutti i componenti della famiglia, sempre fedeli a se stessi con i loro comportamenti e i loro discorsi, con caratteri e caratteristiche che portano lo spettatore ad empatizzare con ciò che li coinvolge.

I dialoghi della serie rispecchiano perfettamente le dinamiche presenti all’interno di questo vasto nucleo familiare: «sono scritti in modo efficace e realistico, con uno stile ricco di segmentazioni e di cambi di progetto, soprattutto nell’interpretazione di Claudio Amendola» [Aprile – De Fazio 2010: 145]. Emerge in maniera netta che i cardini sui quali è incentrata tutta la serie sono la famiglia, i problemi di coppia, l’educazione dei figli e le differenze generazionali, il tutto condito con ironia.

I personaggi interagiscono tra loro in maniera diversa: interessante è il confronto tra il modo di rapportarsi ai figli adottato da Giulio e quello utilizzato da Lucia.

Nei dialoghi del primo episodio troviamo una simpatica scena dove Giulio minaccia con uno “scopettino” l’indisciplinato Rudi, reo di aver architettato l’ennesimo scherzo alla sua professoressa:

[Giulio] Rudi non mi far arrabbiare perché te lo faccio magna’ ‘sto scopettino/ Eh allora? //Non attacca /guardame en faccia […] [I Cesaroni 1,1]

Rudi sfugge allo scopettino sdrammatizzando la situazione e si dilegua dopo aver citato una breve barzelletta.

I tre figli di Giulio, poco abituati al dialogo, hanno sempre avuto con il padre un rapporto fatto più di gesti che di parole, infatti, già nel primo episodio, ci accorgiamo di quanto i ragazzi cerchino di non far arrabbiare il padre. Per esempio, non appena Marco si rende conto del trattamento che Rudi ha riservato ai fiori acquistati per le nuove arrivate, comincia a preoccuparsi:

[Marco] Ma che è ‘sto casino… Papà ci ammazza, ora… Quello è già nervoso per la cena saltata / Cazzo, so’ arrivati/ dai famoli spari’ [I Cesaroni 1,1]

Anche la reazione di Giulio, nel momento in cui scopre i figli giocare con l’intimo delle sorellastre appena arrivate, non sarà delle più tranquille:

[Giulio] Si può sapere che fine hanno fatto… Ma che state facendo? Ma siete impazziti? Sono arrivate oggi, tra un mese che fate? Adesso questa me la pagate [I Cesaroni 1,1]

Ai modi non sempre ortodossi di Giulio, si oppongono quelli pacati di Lucia, più aperta al dialogo con le figlie. Una volta arrivate a casa Cesaroni, Lucia si preoccupa di conoscere le impressioni delle figlie sulla nuova sistemazione:

[Lucia] A parte tutto questo rosa, che ne dite dei figli di Giulio? Sono simpatici, no? Eh, tesoro tu che ne dici? Io sono così felice che voi siate qua [I Cesaroni 1,1]

Emerge, dunque, sin da subito una differenza di linguaggio utilizzato dalle due parti presenti in casa: la terminologia maschile è molto colorita e non mancano modi di dire colloquiali e frasi fatte. L’uso del romano («Do’ vai», «Famoli», «Ammazza», «Parla pe’ te») e delle parole proprie del registro familiare, gergale o scherzoso («Casino», «Tesoro», «Sfigati», «Cretino») sono tutte molto utilizzate.

Per quanto riguarda il lessico, è marcato l’uso di parole generiche («Uno» e «Una» per indicare un uomo e una donna e «’Sto» usato al posto di ‘questo’). Per esigenza espressiva non mancano i diminutivi sia di carattere attenuativo («Topolino», «Aiutino»), sia affettivo («Bestie», «Coccole») che finto-affettivo («Sorellina», utilizzato da Rudi davanti al padre per chiamare Alice, sorellastra che al principio non sopporta).

Il genere family impone che le iniziazioni sessuali dei minorenni e l’imbarazzo dei “grandi” davanti a questo tema siano uno degli argomenti di cui si discute più frequentemente. «Il dialogo intergenerazionale ha di solito risvolti comici ed è ampia materia per fraintendimenti. Si veda, per esempio, la lettura con doppio senso del riflessivo apparente «farsi» e della locuzione verbale «essere carina con qualcuno»:

[Giulio] […] E allora volevo sapere se / ti trovavi bene nella scuola nuova // se ti cominci ad ambientare

[Alice] Cerco di farmi degli amici

[Giulio] Farmi // in che senso?

[Alice] Nel senso che / cerco di essere carina con loro

[Giulio] Ah… [I Cesaroni 1,3]

Senza che la parte anatomica interessata sia mai nominata, tra i fratellastri si aprono squarci di dibattito di questo tipo (che peraltro solo raramente, anche altrove, degenerano in espressioni grevi):

[Eva] Non mi dire che è così piccolo… [mostra un fiammifero] // No? / È ancora più piccolo? / Dobbiamo usare questo / forse? [mostra una lente d’ingrandimento] [I Cesaroni 1,3]» [Aprile – De Fazio 2010: 145].

Spunto di riflessione sul tema della sessualità è la 19a puntata della prima stagione, durante la quale Rudi inizia a scoprire l’universo femminile: nascosto dentro l’armadio con il fratellino Mimmo per fare uno scherzo alle due sorelle, vede la maggiore in intimo. Scoperto dal padre, quest’ultimo reagisce bruscamente:

[Giulio]: Eva, purtroppo quest’armadio è pieno di parassiti / eh / è peggio che è pieno di parassiti è arrivata la disinfestazione però eh. [I Cesaroni 1,19]

La credibilità dei personaggi e delle loro storie sono sintomo di una buona e prolifera continuazione della serie. I dialoghi, chiamati a svolgere la maggior parte dei compiti narrativi, sono uno dei principali elementi di comicità.

In questa serie troviamo personaggi che costituiscono una sorta di sinonimo di normalità, di specchio attraverso il quale tutti possono in qualche modo riconoscersi e forse è proprio questa semplicità la chiave del loro successo.

 

Valentina Villino, Daniele Alessandro Calò, Alessandra Ciraci

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