How i met your mother

How i met your mother

Ragazzi sto per raccontarvi una storia incredibile. La soria di come ho conosciuto vostra madre.
(Incipit della prima stagione)

How I Met Your Mother – Alla fine arriva mamma è una sitcom americana creata da Craig Thomas e Carter Bays ed è prodotta dalla Bays & Thomas Production e dalla 20th Century Fox. In totale sono state prodotte nove stagioni per un totale di 208 episodi dalla durata di 20 minuti ciascuno. Il pilot in America è stato trasmesso il 19 settembre 2005 sulla CBS, mentre in Italia la prima si ha ben tre anni dopo, l’11 febbraio 2008, su Italia 1 che trasmette in prima assoluta le prime quattro stagioni. Per la quinta stagione la serie si sposta sul canale a pagamento Joi ma con la stagione successiva How I Met Your Mother torna in chiaro su Italia 1, canale sul quale a partire dal 20 Novembre 2014 è stata trasmessa la nona ed ultima stagione.

How I met Your Mother è una sitcom giovane e divertente, ispirata dall’idea «scriviamo sui nostri amici e le cose stupide che abbiamo fatto a New York». Proprio così, infatti, i creatori della serie hanno ideato i personaggi principali e molte delle storie narrate negli episodi.
La storia inizia nel 2030 e Ted, un ormai affermato architetto, si accinge a narrare ai figli la storia di come ha incontrato la loro madre. E così torna indietro con i ricordi a 25 anni prima, quando, nel 2005, Marshal, il suo migliore amico, decide di chiedere alla propria ragazza di sposarlo. Ted realizza di volere a sua volta un rapporto profondo, sincero e duraturo: capisce di volersi sposare e la sera stessa incontra Robin, un’affascinante giornalista di cui si innamorerà. Barney, altro suo migliore amico, ricco, tombeur de femmes e sempre con la battuta pronta, lo aiuterà a suo modo nella scelta della donna perfetta. E così, in un capovolgersi di eventi che riporteranno tutto alla solita normalità, il Ted del 2030 tira le somme degli eventi che questi cinque amici hanno condiviso tra amori, sbronze e tantissime risate.
HIMYM è stato accolto molto bene dal pubblico, che l’ha definito l’erede di Friends, sitcom con cui ha numerose analogie, come il fatto che in entrambe compaia un protagonista in giacca e cravatta (Barney e Chandler), uno infallibile con le donne (ancora Barney e Joey), uno calmo, temperato e noioso (Ted e Ross); a rafforzare le somiglianze ci sono, poi, l’affinità di coppia tra Marshall e Lily in How I Met Your Mother e Chandler e Monica in Friends o, ancora, l’ambientazione newyorkese e un luogo di incontro che è un po’ una tana per la comitiva (un pub in HIMYM e un bar per Friends [1]).
La serie è stata mandata in onda con molti titoli diversi a seconda dei Paesi, compresa l’Italia, in cui è stato trasmesso solo come Alla fine arriva mamma. È stato ripristinato il titolo originale dopo la terza stagione, quando il canale del digitale terrestre Joi ha trasmesso la quarta.
La serie attinge da molto del materiale video andato in onda negli ultimi 30 anni, con citazioni da film come Top Gun, Pulp Fiction, Fight Club, Gli uccelli di Hitchcock, ma anche da altre serie televisive come Cheers, CSI, Lost, o da programmi come il David Letterman Show o l’Oprah Winfrey Show.
Tante sono le guest star che appaiono nella serie, molte delle quali provenienti dalla serie Buffy l’ammazza vampiri, della quale i creatori sono grandi fan. Altri ospiti di rilievo sono stati: Katy Perry, Rachel Bilson (Summer in The O.C.), Jennifer Lopez, Britney Spears, Jorge Garcia (Hugo di Lost), James Van Der Beek (Dawson di Dawson’s Creek), Enrique Iglesias, Sarah Chalke (Elliot di Scrubs).
Candidato a 7 Emmy Awards, ne ha vinti 6, oltre a 5 People’s Choice Awards, 1 Critics Choice Awards, ed 1 Alma Award.
Il telefilm è seguitissimo anche fuori dallo schermo, basti pensare che il blog di Barney, che l’attore coltiva all’interno della sitcom ed è ospitato nella realtà sul sito della CBS, è preso d’assalto ogni volta che lo cita; ricordiamo poi il The bro Code, un libro contenente le regole di vita del personaggio, realmente pubblicato.

How I Met Your Mother segue la vita di Ted Mosby (Josh Radnor), che fa l’architetto ed è il personaggio più maturo del gruppo, anche se spesso si fa coinvolgere dai suoi amici in azioni decisamente infantili. È amico da sempre di Marshall Eriksen (Jason Segel), avvocato ambientalista sposato ed innamoratissimo di Lily Aldrin (Alyson Hannigan), maestra d’asilo e moderatore del gruppo, sempre pronta a risolvere un conflitto e a porgere una spalla su cui piangere. Robin Scherbatsky (Cobie Smulders) è la donna di cui Ted si innamora all’inizio della serie. Fuma sigari, beve scotch ed è canadese, motivo, questo, che darà al gruppo l’occasione di prenderla più volte in giro. Infine, Barney Stinson (Neil Patrick Harris) è un ricco playboy senza alcuna voglia di impegnarsi. Farà di tutto per convincere Ted che non è ancora arrivato il suo momento di sposarsi.

How I Met Your Mother è concepito come la classica sitcom, che privilegia gli ambienti chiusi e ripetuti nel corso delle puntate, con episodi spesso scollegati ma riuniti sotto un unico filo conduttore, e cioè la voglia di Ted di accasarsi.
Lo schema formale delle sitcom è pienamente rispettato. Si ha prima un teaser, una breve scena introduttiva di lunghezza variabile da pochi secondi a 4 minuti che introduce il problema dell’episodio e il disfacimento dello status quo, in modo tale da lasciare lo spettatore impaziente di sapere come procederà l’episodio [Aprile – De Fazio 2010].

Sigla. Si sviluppa sulle note finali della canzone Hey Beautiful dei The Solids, gruppo musicale del quale fanno parte i due creatori della serie, Bays e Thomas [2]. L’open credit è brevissimo, appena quattro secondi, durante i quali la camera, spostandosi molto velocemente ma in modo omogeneo, inquadra delle foto che ritraggono i protagonisti della serie: Ted, Robin, Marshall, Lily e Barney. Nella seconda diapositiva, appare la scritta bianca How I met your mother, formattata come il logo della serie. L’unico titolo di testa, con il nome dei creatori, è inserito alla fine.

Dopo la sigla, abbiamo il primo atto, caratterizzato da una situazione confusa ancora tutta in divenire; il secondo atto, in cui si ha la soluzione della situazione confusa creatasi prima, e infine il tag, breve siparietto conclusivo avente lo scopo di divertire, spesso approfondendo qualche lato comico analizzato nell’episodio. Gli atti spesso vengono scanditi dai blocchi pubblicitari.
La serie, come i personaggi, ha una maturazione. I protagonisti sono risoluti e stabili ma a volte le loro singole caratteristiche vengono forzate a favore di una facile battuta; qualche sintomo di stanchezza si avverte nella storyline, soprattutto dalla quarta stagione in poi.
Frequentissimi i flashback e i flashforwards (lo stacco cronologico con il presente è sempre accompagnato da un suono particolare) anche se spesso la storia, che normalmente segue un logico flusso temporale, può fare uno balzo avanti o indietro nella narrazione. Questo perché il Ted del futuro è un narratore onnisciente – ma, come ha detto Thomas – inaffidabile, che cerca di ricordare avvenimenti accaduti più di vent’anni prima, quindi la storia è raccontata in modo da avere sempre un universo coerente e cercando di evitare errori di continuità. A questo scopo, col passare delle stagioni, vengono sempre più incentivate le autocitazioni delle vecchie battute.
Gli effetti e le risate tipiche delle sitcom sono quasi sempre aggiunti durante il montaggio per via delle difficoltà, ammesse dall’autore, di registrare una puntata dal vivo in struttura narrativa caratterizzata, appunto, da flashback e flashforwards [3].
Molto utilizzati gli effetti come il time-lapse e il rallenty, ma anche altri effetti speciali in video, compresi elementi come scritte o balloon, sia diegetici che non diegetici.
La colonna sonora, infine, è molto accurata e varia, dal rock alla musica classica, sorreggendo sempre ciò che i protagonisti provano in quel preciso momento.

I dialoghi riprendono argomenti con i quali il pubblico si sente a suo agio perché rispecchiano tipiche conversazioni tra amici. Il lavoro, il sesso, il futuro, i ricordi, i progetti sono tutti elementi che attirano e interessano il target di riferimento.
Per quanto la sitcom sia apprezzata in Italia, non mancano, soprattutto sul web [4], le critiche sul doppiaggio. Spesso, infatti, s’incontrano pareri di fan che affermano che la traduzione in italiano non rende merito ai dialoghi e alle gag. Ad esempio, uno dei bug più frequenti riguarda Robin: la ragazza, di origine canadese, è, come si è accennato, presa spesso in giro per la sua provenienza. Questo si può riscontrare in entrambe le versioni, ma quello che invece in lingua originale è sottolineato benissimo, mentre in italiano cade, è l’accento di Robin, un tratto così distintivo che in inglese la differenza tra il suo modo di parlare e quello dei suoi amici è netto, mentre non può essere reso in italiano. Anche le scelte linguistiche del doppiaggio hanno edulcorato, secondo molti fan, lo slang e il turpiloquio.
Elemento distintivo della serie è la voce narrante di Ted (il Ted del 2030 ha, in originale, la voce di Bob Saget), che di puntata in puntata racconta ai suoi figli le circostanze che lo hanno portato a conoscere quella che sarebbe diventata la loro madre.
«Gli episodi sono così un salto all’indietro nel tempo, ai giorni nostri, con la voce fuori campo che riordina le vicende, traccia collegamenti, a volte mente allo spettatore o si “dimentica” dettagli importanti» [5].
Ma il Ted del 2030, oltre ad essere un narratore, è una sorta di interlocutore che interagisce con i protagonisti della serie, anticipando o chiudendo i lori discorsi:

[Ted (2030)] Fu come nei vecchi film, nei quali il marinaio vede la ragazza in una sala da ballo affollata, si volta verso l’amico e gli dice «la vedi quella? Un giorno io la sposerò!»

[Ted] Hey, Barney! La vedi quella?

[Barney] Oh sì, si capisce da qui che è una maialona!

[Barney] Tanto Robin non si farà vedere!

[Ted] Hey, invece si farà vedere! Deve farsi vedere.

[Ted (2030)] Non si fece vedere.

Come detto, molti sono i riferimenti cinematografici presenti all’interno della serie.
I film sono citati sia esplicitamente (pronunciando il titolo o citando spezzoni dei dialoghi come nel caso di Le ali della libertà, Pulp fiction, Seven) che in maniera indiretta (emulando o alludendo a scene di film come Dirty Dancing, Top Gun, L’attimo fuggente e Uccelli [6]).
Legate al personaggio di Barney, sono alcune sue affermazioni che nel corso delle stagioni sono diventate veri e propri tormentoni, uno degli elementi portanti della serie:

– Metti la giacca!  (originale: – Suit Up!);

– Sarà legen… adesso arriva… dario! (originale: – It’s gonna be legen… wait for it… dary!);

– Sfida accettata! (originale: – Challenge accepted!);

– Cinque alto! (o Dammi il Cinque!) (originale: – High Five!);

– Lo conosci Ted? (originale: – Have you met Ted?);

– Quando sono triste, smetto di essere triste e divento irresistibile! Storia vera! (originale: – When I get sad, I stop being sad and be awesome instead! True story! [7]).

 

Daniele Alessandro Calò, Alessandra Ciraci

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