Grimm

Grimm

Il lupo pensò fra sé e sé: “Che tenera, giovane creatura. Che boccone prelibato…”
(Citazione di apertura del Pilot ispirato alla fiaba Cappuccetto Rosso)


Grimm è una serie ideata da Stephen Carpenter, David Greenwalt e Jim Kouf. Si presenta come un punto di intersezione tra tre generi: dark fantasy, poliziesco e drammatico.
Prodotta da Universal Media Studios e Hazy Mills Production, è stata trasmessa negli Stati Uniti dal 28 ottobre 2011 al 31 marzo 2017 sul network NBC, mentre in Italia è stata mandata in onda per la prima volta il 2 luglio 2012 su Mediaset Premium e in chiaro il 10 aprile 2013 sui canali Mediaset, Italia 2 (stagioni 1-4) e su Italia 1 (stagione 5).
La serie è composta da 123 episodi, della durata di circa 45 minuti ciascuno, divisi in 6 stagioni; le prime cinque comprendono 22 episodi ciascuna, mentre l’ultima è strutturata in 13 episodi. Grimm racconta le vicende un detective della sezione omicidi di Portland, Nick Burkhard, il quale scopre di poter vedere il lato oscuro (le “bestie selvagge” ispirate dai personaggi delle fiabe dei fratelli Grimm) che si nasconde nelle persone che lo circondano.

«Grimm, la fiaba dal cuore oscuro. La tradizione della fiaba è da sempre vittima di un grande equivoco: dimentichiamo per un momento la dolcezza tranquillizzante delle rivisitazioni firmate Disney. Presa alle sue origini più antiche, la fiaba ha un cuore oscuro, per niente innocente ma anzi molto crudele e spaventoso. Solletica la nostra paura e ci mette a confronto con entità prodigiose che popolano un universo in cui è necessario sospettare dell’apparente perfezione e innocenza delle cose, che spesso nascondono un volto raccapricciante» (Aldo Grasso, Corriere della Sera, 28/11/12).
Nick Burkhard è un discendente dei fratelli Grimm, conosciuti da tutti come gli autori delle “Fiabe”, ma dietro ai racconti di questo libro si nascondono storie vere di creature realmente esistite e viene svelata la natura di “cacciatori” dei fratelli, i quali diedero vita a una dinastia di “tagliateste” chiamati, appunto, Grimm.
Il potere paranormale del detective è quello di riuscire ad individuare il lato oscuro che si nasconde nelle persone e constatare come tale oscurità assuma fattezze animali. «La serie è basata su un curioso recupero dei topoi più antichi delle fiabe popolari collezionate dai fratelli Grimm (da Cappuccetto Rosso a I tre porcellini), rivisitati in chiave fantasy e poliziesca» (Aldo Grasso, Corriere della Sera, 28/11/12).
Il destino del protagonista è quello di proteggere l’umanità da queste belve, i wesen. Ma l’amicizia tra i Grimm e il Blutbad Monroe, un wesen con sembianze lupine che si è autoriabilitato, permette al detective di comprendere che non tutti i wesen sono malvagi, ampliando così il panorama narrativo verso uno sguardo introspettivo degli animali “magici”.
Durante tutta la serie, Nick combatte le creature pericolose, dando avvio a un personale conflitto tra la sua componente “Grimm” e quella di poliziotto, violando spesso la legge per nascondere l’occulto. In queste avventure, per mantenere l’equilibrio tra l’umanità e il mondo delle creature fiabesche, è aiutato dal suo amico Monroe e in seguito anche del sargente Wu e dal wesen Rosalee.
Molti sono i nemici sulla sua strada, uno dei quali molto vicino a lui, il capitano del suo distretto Sean Renard, che si dimostrerà essere uno Zauberbiest. Ci sono ulteriori rapporti, anche di natura affettiva, con i wesen, in particolare con la Hexenbiest Adalind Schade.
L’unione dei due mondi presto determina il superamento delle barriere: umani contro wesen, spostando il conflitto sul piano Bene contro Male.
Parallelamente alle indagini “fantascientifiche”, Nick approfondirà le indagini sul mistero che avvolge la morte dei suoi genitori, avvenuta vent’anni prima.
La serie nella prima stagione si concentra sulla conoscenza di wesen diversi per ogni puntata e sulla soluzione dei casi. Nella seconda stagione si inizia ad entrare nel vivo della vita del Grimm e dei suoi amici che lo affiancano nelle avventure e delle conseguenti relazioni tra personaggi, inoltre verranno eseguiti numerosi focus introspettivi, soprattutto relativi alla vita privata del detective-cacciatore. Con il proseguire delle stagioni, la trama diviene sempre più fluida, con l’apparizione di veri e propri nemici disposti a tutto per uccidere il Grimm e i suoi amici, wesen o meno che siano.

Nick Burkhardt (David Giuntoli), è un ordinario detective della squadra omicidi di Portland che progetta di sposarsi con la sua fidanzata, Juliette Silverton. Il giorno in cui decide di farle la proposta di matrimonio qualcosa va storto. Da quel momento, iniziano varie vicissitudini che lo portano a scoprire di essere un Grimm. A differenza della sua dinastia, riesce a stringere rapporti con i wesen. Il personaggio è caratterizzato da un crescendo di intensità e forza che lo porterà a elevarsi a uno dei Grimm più importanti della storia.

Monroe (Silas Weir Mitchell) è un Blutbad, un wesen con sembianze lupine che si è autoriabilitato attraverso un’alimentazione vegetariana e una vita senza caccia. Diventa la spalla nelle investigazioni di Nick, con cui stringe anche un forte legame. La sua vita, semplice e monotona, subirà una notevole evoluzione adrenalinica una volta al fianco dei Grimm.

Hank Griffin (Russell Hornsby), detective della Omicidi di Portland, è il partner di Nick. Per tutta la prima stagione è all’oscuro delle capacità del collega, ma nella seconda stagione scopre questa nuova realtà che inizialmente lo sconvolge, fino a credere di essere pazzo. Appena si riprende dallo shock iniziale, Hank affianca Nick non solo nel lavoro di detective, ma anche nelle sue avventure da Grimm.

Juliette Silverton (Bitsie Tulloch) è la dolce fidanzata di Nick, che inizialmente è all’oscuro della seconda identità del futuro marito, ma successivamente viene totalmente coinvolta dalla lotta “Grimm vs wesen”. Le sue disavventure la portano a vivere un’evoluzione totale, che renderà questo personaggio uno dei più dinamici, narrativamente parlando.

Adalind Schade (Claire Coffee) nella prima stagione ricopre un ruolo secondario, mentre si eleverà a protagonista dalla seconda stagione. È una Hexenbiest, wesen con doti da strega, che collabora con il Capitano Sean Renard per uccidere Nick e la zia Marie. Da Renard ha la prima figlia Diana, bambina dai poteri straordinari.

Captain Sean Renard (Sasha Roiz) è un poliglotta a capo del dipartimento in cui lavora Nick ed è uno Zauberbiest, wesen con capacità da stregone. Discende da una famiglia reale europea, probabilmente austriaca, ma è stato allontanato dalla famiglia, essendo nato da una relazione extraconiugale del re, suo padre, con una Hexenbiest. Renard cambia spesso alleati in base alle sue ambizioni. Perciò mantiene nei confronti di Nick un atteggiamento ambivalente.

Sergente Wu (Reggie Lee) collega di Nick e Hank, di origini asiatiche. Inizialmente è ignaro del mondo nascosto che lo circonda e ne viene a conoscenza in modo traumatico. Col proseguire del racconto, Wu è contraddistinto da una notevole evoluzione caratteriale.

Rosalee Calvert (Bree Turner) è una Fuchsbau, un wesen con sembianze volpine. Dopo l’uccisione del fratello, gestisce l’erboristeria di famiglia, inoltre aiuta Nick e Monroe nelle indagini con informazioni e rimedi alchimistici per risolvere i problemi wesen.

Ogni episodio inizia con un teaser caratterizzato da una citazione d’apertura, in cui viene mostrato il crimine, spesso un omicidio, commesso dalla creatura “del giorno”. Questa componente strutturale risulta fondamentale per introdurre lo spettatore nel mondo narrativo.
Nella prima stagione il teaser è seguito da un intro di circa 10 secondi, che mostra la scritta Grimm insanguinata su uno sfondo notturno caratterizzato dal cielo scuro e dalla luna nascosta dietro i rami di un albero. Alla fine, appare per un breve istante il volto grigiastro e decomposto di una Hexenbiest. L’immagine è affiancata da un sottofondo che incute timore e suscita mistero. L’intro del primo episodio si differenzia dai successivi perché presenta la scritta “Grimm” bianca su sfondo nero.
Alcuni episodi iniziano con un breve riepilogo dei punti più salienti.
A partire dalla seconda stagione, appare una sigla vera e propria della durata di 30 secondi, nei quali vengono mostrate una serie di scene riprese dalle stagioni precedenti, dando ad alcune immagini un’aura fiabesca. La sigla mostra immagini notturne di una casa nel bosco, tipica delle fiabe. Si nota anche una particolare attenzione fotografica per i wesen, dei quali vengono mostrati entrambi i “volti”. È inserita anche l’immagine della prima sigla: la scritta “Grimm” insanguinata con lo sfondo del cielo notturno e la luna nascosta dagli alberi. La sigla termina con la presentazione degli ideatori “created by Stephen Carpenter and David Greenwalt & Jim Kouf“. In tutte le stagioni è arricchita dalla medesima musica creata appositamente.
Per le prime tre puntate della seconda stagione la sigla è accompagnata dalla voce narrante di Nick Burkhardt che racconta la sua vita da Grimm: “C’era una volta un uomo che viveva una vita così assurda che doveva essere vera, era l’unico a vedere cose che nessun altro vedeva, l’oscurità interiore, il mostro dentro di noi, ed è l’unico a doverli fermare. Questa è la sua vocazione, questo è il suo dovere. Questa è la vita di un Grimm”.

La serie segue una trama con struttura orizzontale. È composta da vari plot che si intersecano efficacemente creando un ritmo elevato e avvincente: vita privata, principalmente le storie d’amore del detective; sviluppo della “missione Grimm” ostacolata da vari nemici che rispondono ad un potere più alto, come la famiglia reale d’Europa e l’Artiglio Nero; ricerca della verità sui suoi genitori. Ogni episodio, soprattutto per le prime stagioni, presenta un plot interno chiuso, ciò conferisce accenni di verticalità alla trama generale, funzionali ad un pubblico che si imbatte nella serie per la prima volta.
Vengono utilizzate riprese oggettive realizzate prevalentemente con inquadrature in movimento con una steadicam, che permette di seguire i personaggi in tutti i loro movimenti: così facendo si conferisce un ritmo elevato all’azione, che determina la tensione drammatica della serie.
Le inquadrature fisse, seppur in minoranza rispetto a quelle in movimento, sono caratterizzate soprattutto da primi piani o mezze figure, ma troviamo anche figure intere e particolari, come le mani mentre impugnano un’arma o bussano a una porta. Tra le inquadrature vi sono anche alcuni campi medi e campi totali che descrivono la situazione in cui si trovano i personaggi. Ai campi si alternano anche inquadrature in movimento come “zoomate” o panoramiche.
Grimm, attraverso la fotografia caratterizzata da colori freddi e da un’illuminazione bassa, in particolar modo in determinati momenti, lascia emergere la sua natura dark fantasy.

La citazione d’apertura è significativa, in quanto attribuisce un messaggio introduttivo alla narrazione e ogni puntata ne presenta una diversa, a seconda delle vicende trattate nell’episodio: “The wolf thought to himself, what a tender young creature. What a nice plump mouthful… The Brothers Grimm 1812“.
La lingua ufficiale della serie è l’inglese, ma i termini e i nomi wesen trovano la loro origine nel tedesco, lingua madre dei fratelli Grimm.
Per comprendere il significato di alcuni nomi dei wesen, bisogna scomporli e analizzare le due componenti separatamente, per poi, collegandole, evincerne il senso, come ad esempio: Hexembiest è composto da Hexe, che vuol dire strega, e Biest, che significa bestia; o Zauberbiest (Zauber = magia, Zauberer = stregone); e, ancora, Fuchsbau trova la sua origine in Fuchs, che significa volpe, e Blutbaden, plurale di Blutbad, che vuol dire bagno di sangue.
I dialoghi utilizzano un linguaggio specifico poliziesco, in quanto esplicano le indagini svolte dai detective. È presente, inoltre, un linguaggio “specifico dei wesen“, con componenti lessicali tedesche (nomi) ma anche termini alchemici, utilizzati per le pozioni create dalle Hexembiest e dagli antidoti preparati da Rosalee.

[Monroe] Non avevo mai visto uno di voi prima, ne sentivo parlare da una vita non pensavo che ne avrei visto uno da vicino. Un Grimm, ah ma pensa un po’.
[Nick] Tu sai di me?
[Monroe] Ma scherzi? I miei mi raccontavano tante storie su di voi, mi spaventavano da morire. Da quanto sei così? Mi sembri uno nuovo.
[Nick] Chi sei tu?
[Monroe] Però sei proprio nuovo, che c’è un familiare è morto da poco?
[Nick] Mia zia è in coma.
[Monroe] Ah questo spiega tutto. Come si chiama?
[Nick] Marie Kessler.
[Monroe] Oh signore, ne ho sentito parlare. Senti io non voglio altri problemi ok? Io sono un Blutbad atipico non uccido più, ormai sono anni.
[Nick] Aspetta che hai detto di essere?
[Monroe] Un Blutbad, volgarizzato dai tuoi antenati è il grosso lupo cattivo. Hai avuto i libri solo stasera?
[Nick] Tu sai dei libri?
[Monroe] Certo che so dei libri, tutti sappiamo dei libri. Ci classificate da più di duecento anni. Ma come puoi vedere non sono così grosso e non faccio del male a nessuno.
[Nick] Beh ma come fai?
[Monroe] A fare il buono? Con un regime ferreo: dieta farmaci e pilates. Sono un Blutbad redento un wieder Blutbad, è una chiesa a sé stante.
[Nick] Aspetta voi andate in chiesa?
[Monroe] Certo, tu no?
[Nick] Allora quello che mi ha detto lei mi sta capitando davvero? Devo impedirlo, come lo impedisco?
[Monroe] Impedire? Non lo puoi impedire. È quello che sei. Sei hai appena cominciato devi aver visto cose piuttosto strane.

[…]

[Nick] Allora, quanti di voi Blutbad ci sono?
[Monroe] Prima di tutto il plurale è Blutbaden e non lo so, non socializziamo molto, facciamo cose brutte quando stiamo in branco. Soprattutto se vediamo rosso.
[Nick] Quindi tutte queste cose che ho visto?
[Monroe] Noi non siamo cose. Senti, io sono un orologiaio, non vado in giro a rapire bambine.

Da questo dialogo possiamo comprendere le problematiche che Nick si troverà ad affrontare. Ma, ancora più importante, iniziamo a comprendere il linguaggio wesen che ci accompagnerà per tutta la serie.

 

Sabrina Calogiuri (autrice); revisione di Andrea Martina e Francesca Sammarco

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