Due uomini e mezzo

Due uomini e mezzo

Two adults. One kid. No grown-ups.
(Tagline della serie)

Due uomini e mezzo è una serie televisiva  nata nel 2003 da Chuck Lorre (Dharma & Greg, The Big Bang Theory) e Lee Aronsohn. È prodotta da Chuck Lorre Production, The Tannenbaum Company e Warner Bros. Television. Sono andate in onda sulla CBS 12 stagioni per un totale di 262 episodi da 20 minuti l’uno. La dodicesima e ultima stagione è trasmessa sempre sulla CBS a partire dal 30 ottobre 2014. In Italia la serie è stata trasmessa per la prima volta su Rai 2 (dal 3 giugno 2006) dove però, in maniera travagliata, sono andate in onda solo le prime cinque stagioni. Sulla piattaforma pay Mediaset Premium – prima su Joi, poi su Steel e poi di nuovo su Joi – sono andate in onda le altre stagioni. La dodicesima e ultima stagione è stata trasmessa in Italia a partire da giugno 2016 fino ad agosto dello stesso anno in prima visione su Joi ma in chiaro risulta ancora inedita.

La serie è una sitcom di successo con protagonista l’attore Charlie Sheen, poi sostituito da Ashton Kutcher.

Narra le vicende di due fratelli: Charlie e Alan. Charlie è uno scrittore di jingle pubblicitari; ha una bella casa a Malibu e conduce uno stile di vita dettato dal piacere. Alan, invece, è rigido, teso, con poca attitudine al divertimento. Quando sua moglie decide di divorziare, Alan e suo figlio di dieci anni vanno a vivere a casa di Charlie, rivoluzionandogli la vita. Ecco, quindi, che il divertimento più sfrenato si scontra con l’educazione del ragazzino che vede lo zio come un secondo padre. A complicare il tutto saranno la poca elasticità di Alan, le preoccupazioni della sua ex moglie, la vicina di casa innamorata di Charlie e tutte le donne che quest’ultimo riesce a conquistare.

Durante l’ottava stagione Charlie Sheen ha avuto un violento (e seguitissimo in America) dibattito mediatico con il creatore della serie Chuck Lorre ed è stato licenziato. La nona stagione si apre, per questo motivo, con un lutto (la morte di Charlie, appunto) che lascerà presto spazio alla comicità di Ashton Kutcher.

Sheen era la star della serie e proseguire senza di lui è stato indubbiamente molto complicato, anche se il pubblico ha prima assimilato la perdita e poi gradito questo cambio di direzione, mostrando una crescita nella media di spettatori totali [1].

Numerose sono state le guest star nel corso di tutte le stagioni: tra gli altri Michael Bolton, Gary Busey, Elvis Costello, Miley Cyrus, Megane Fox, Enrique Iglesias, Jenny McCarthy, Sean Penn, Emily Rose, Steven Tyler, Eddie Van Halen, gli ZZ Top.

La serie è stata candidata a ben trenta Primetime Emmy Awards (vincendone sei), e ha anche ricevuto due nomination per i Golden Globe. Ha vinto anche il premio “Favorite TV Comedy” al 35° People’s Choice Awards.

Charlie Harper (Charlie Sheen), Alan Harper (Jon Cryer) e Jake Harper (Angus T. Jones) sono i “due uomini e mezzo” della serie. Charlie è simpatico, estroverso e infallibile donnaiolo. Suo fratello Alan invece è molto più rigoroso nelle sue scelte e nel suo stile di vita e questa differenza tra i due fratelli sarà infusa nell’educazione di Jake, il figlio di Alan, un ragazzino pigro e paffutello che ha dieci anni quando comincia la serie.

Gli altri personaggi sono perfetti comprimari: Judith Harper-Melnick (Marin Hinkle) è l’ex moglie di Alan, che mal sopporta Charlie ed è perennemente preoccupata per l’educazione di Jake.

Evelin Harper (Holland Taylor) è la madre di Charlie e Alan. È una presuntuosa e arrogante agente immobiliare ed è mal vista dai figli, che fanno di tutto evitarla.

Berta (Cinchata Ferrel) è la governante della casa di Charlie; è indisponente con lui e con il resto della famiglia. È considerata, però, insostituibile, dato che conosce bene – e non giudica – le abitudini di Charlie, i suoi orari e il suo via vai di donne.

Rose (Melanie Lynskey) è la vicina di casa che Charlie detesta e che, imperterrita, cerca il modo di farlo innamorare di lei.

Walden Schmidt (Ashton Kutcher) è un miliardario che appare dalla nona stagione. È un ottimo amico di Alan e un inguaribile romantico, gentile con tutti; acquista la casa di Charlie dopo la sua morte.

La struttura degli episodi di Due uomini e mezzo ricalca quella della maggior parte delle sitcom: ambientazioni quasi esclusivamente interne, situazioni che si ripetono senza mai evolvere e personaggi che si ripresentano con una certa regolarità.

È un tipo di serialità estremamente verticale, fruibile da chiunque e che strappa facilmente qualche sorriso.

L’episodio si apre con un breve teaser, della durata di due minuti scarsi, che apre l’argomento della puntata e lascia le basi per riprendere il discorso dopo la sigla.

Sigla. La sigla di Due uomini e mezzo è rimasta perlopiù stabile per tutta la durata delle prime otto stagioni. In sole due occasioni si sono verificati cambiamenti: uno di scenografia e di struttura per la sigla della seconda stagione e uno per esigenze di copione nella sigla dell’ultima.

Con la sola eccezione della seconda stagione, dunque, la struttura della sigla rimane invariata: un sipario rosso fa da scenografia ai tre protagonisti della serie, rigorosamente in smoking, che uno per volta si avvicinano a un microfono posto in primo piano e al centro dello schermo. Charlie è il primo a entrare nell’inquadratura e si posiziona a sinistra del microfono, iniziando a canticchiare un motivetto che tutti gli appassionati di questa serie conoscono. Sul lato destro del microfono, sempre canticchiando, si aggiunge Alan ed infine, al centro, compare Jake. Al termine dell’esibizione dei “due uomini e mezzo”, compare il titolo della serie. È necessario fare un’osservazione sul personaggio di Jake. In tutte e otto le sigle, appena entra in scena, il suo aspetto è quello del bambino della prima stagione e solo alla fine, contemporaneamente alla comparsa del logo, il suo aspetto diviene quello corrispondente alla serie.

Nella seconda stagione, la sigla non ha più come scenografia un sipario rosso, ma un cielo azzurro con nuvole bianche, e i tre protagonisti, invece di ritrovarsi davanti al microfono, si esibiscono in un numero con i cappelli.

Nell’ottava stagione, il cambiamento all’interno del cast provoca l’adattamento della sigla alle nuove esigenze. Siamo sempre davanti ad un sipario rosso con il microfono, ma questa volta il primo ad apparire al posto di Charlie è Jake, ormai adolescente; sulla destra fa, poi, la sua comparsa Alan e, al centro, il nuovo protagonista della serie, Walden Schmid.

Il resto dell’episodio si può riassumere nello schema seguente: Charlie si sveglia con una bella ragazza; Jake, che è in cucina o in soggiorno, vede la donna spesso svestita; Alan fa notare a Charlie che deve avere un comportamento dignitoso, dato che in giro per casa c’è un bambino; Rose interviene e cerca di entrare nelle grazie della famiglia di Charlie per poi riuscire conquistarlo; Judith è preoccupata per l’educazione di suo figlio che è lasciata nelle mani inesperte dei due fratelli; la madre Evelin piomba in casa scatenando il panico perché fa di tutto per farsi reputare una donna forte e ancora giovane; l’episodio finisce con un tag di un minuto circa che termina con un’ultima risata.

Questo schema rappresenta sommariamente la puntata tipica. Naturalmente, non mancano cambi di location (si tratta sempre di interni; se vengono rappresentati esterni è evidente la volontà del regista di renderli, per certi aspetti, innaturali) e cambia l’evento del giorno su cui si dipaneranno le discussioni e le battute pronunciate a turno da tutti i personaggi.

Non vi è molto da segnalare dal punto di vista della regia, della fotografia, del montaggio e della colonna sonora. Le inquadrature sono molto semplici, ottenute con camera fissa sul soggetto ripreso a mezzo busto; i dialoghi sono inquadrati con la camera a 45 gradi. Il montaggio è molto lineare, senza nessun particolare effetto. Molto spesso, per cambiare scena, viene utilizzato un fade-out nero, avente come sottofondo musicale l’ultimo “Beeeen” del motivetto cantato in sigla.

Le battute sono sempre evidenziate dalle risate registrate, tipiche delle sitcom e, infine, la colonna sonora è praticamente inesistente.

La serie TV Due uomini e mezzo segue,come si è detto, le classiche dinamiche delle sitcom.

La struttura narrativa, legata ad azioni che avvengono nel quotidiano, si destreggia non solo con il comico, ma anche con parti riflessive e argomenti delicati. La presenza del bambino rende il tutto ancora più interessante perché, grazie alla sua ingenuità e alla sua spontaneità, Jack riesce a spiazzare gli adulti e le loro scuse. Durante il pilot, ad esempio, Alan fa di tutto per tenere nascosto a Jake l’imminente separazione con la moglie, ma il bambino mostra di avere una maturità superiore a quella che gli viene riconosciuta quando dice allo zio Charlie:

[Jake] Mia madre e mio padre si stanno separando.

[Cherlie] Già, così sembra.

Dopo pochi minuti, Alan chiama Jake, gli dice di andare a salutare sua madre e poi sussurra a Charlie:

[Alan] Senti, lui non sa niente di quello che sta succedendo, è ancora troppo piccolo per capire.

Charlie entra spesso in relazione con Jack come se fosse un suo pari, o comportandosi da bambino o parlandogli come se fosse un suo coetaneo. È straordinario vedere Jake rapportarsi in maniera così paritaria con un adulto anche se alla fine, da un’affermazione o da una domanda spiazzante, ci si rende conto che parte dell’infanzia è ancora con lui.

La serie si caratterizza per uno scambio di dialoghi rapidi, brillanti e sintetici, una sorta di botta e risposta con la battuta facile, e riconosce in Charlie il personaggio forte, quello che con il suo flusso di ironia riesce a catturare lo spettatore. Quest’ultimo si immedesima facilmente nelle vicende dei protagonisti, perché le storie narrate rappresentano scene di vita quotidiana che permettono un facile collegamento psicologico tra le due parti.

Sono utilizzate con sapienza le pause che, solitamente, scandiscono il ritmo delle battute. La comicità usata in Due uomini e mezzo spazia tra diverse basi comiche: quella del “pesce fuor d’acqua”, la “legge degli opposti comici” e la “gag ricorrente”.

La credibilità dei personaggi e delle loro storie sono sintomo di una buona e prolifera continuazione della serie. «Essendo il genere sitcom caratterizzato dalle ambientazioni in interni, le azioni fisiche che possono accadere all’interno di ogni set sono abbastanza limitate». Di conseguenza, il dialogo è spesso chiamato a svolgere la maggior parte dei compiti narrativi ed è il principale elemento di comicità.

I tre personaggi interagiscono tra di loro in diversi modi: possiamo ritrovare il conflitto tra fratelli (sia per le donne, sia per i metodi di educazione, sia per vecchie incomprensioni), il conflitto padre/figlio e il ricco rapporto, accennato in precedenza, tra Charlie e Jake. Insomma, «nel tentativo disperato di dare un’educazione a Jake sono infatti gli adulti a crescere notevolmente, creando una serie incentrata sull’evoluzione di una intera famiglia anche se diversa, altra, ma sicuramente attuale e contemporanea».

 

Daniele Alessandro Calò, Alessandra Ciraci

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