Daredevil

Daredevil

Avevi ragione, ciò che mi hai detto quella sera era giusto: non tutti meritano un lieto fine! (Daredevil; 1, 13)

Daredevil, nota anche come Marvel’s Devil, è una serie televisiva statunitense realizzata per Netflix da Drew Goddard e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics.
Lo sviluppo di Daredevil è cominciato nel 2013 e le riprese si sono tenute a New York da luglio a dicembre 2014. Tutti gli episodi della prima stagione sono stati pubblicati il 10 aprile 2015 sulla piattaforma Netflix; la seconda stagione è apparsa nel marzo dell’anno successivo.
Il personaggio protagonista fa parte, inoltre, della saga Marvel’s The Defenders, un progetto che verrà realizzato nel 2017 e vedrà accanto a Daredevil altri supereroi Marvel portati sullo schermo da Netflix come Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist.
La serie è stata lodata dalla critica per le sequenze di combattimento, le interpretazioni degli attori e il tono più cupo rispetto alle altre produzioni dei Marvel Studios.

Daredevil, più che una serie tv, è un esperimento, il primo nel suo genere.
Come per il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, anche qui viene data più importanza alla sceneggiatura, alla storie e alle battute; non c’è solo azione e, quando questa è presente, assume uno spessore diverso dal solito, più realista e brutale, lontana dall’invincibilità che accomuna supereroi e antagonisti nei fumetti (e anche nelle trasposizioni cinematografiche targate Marvel).
Daredevil è una favola lunga 26 puntate, ciascuna delle quali ha una durata di 50 minuti, dettati da una dicotomia che rappresenta il filo conduttore di tutta la serie: il bene e il male, senza tralasciare la zona grigia che li separa, spesso terreno d’incontro tra buoni e cattivi.
La serie mostra gli inizi della lotta al crimine del personaggio, contrapposta all’ascesa del signore del crimine Wilson Fisk, nuovo padrone di Hell’s Kitchen.
Le scene sono state girate a New York nelle aree di Brooklyn e Long Island, in quanto ricordano proprio la vecchia Hell’s Kitchen, portando, quindi, lo show in un’atmosfera molto simile alle notti di quartiere degli anni ’70, magistralmente raccontate in Taxi Driver da Martin Scorsese.
In questa serie televisiva non c’è solo l’eroe in calzamaglia senza macchia e senza colpa, non c’è solo il male da sconfiggere, perché il vero tema dominante è l’identità e la necessità di nascondersi dietro a delle maschere per poterla difendere.
Daredevil vive solo di notte e di giorno ritorna nei panni di Matt Murdock, il giovane avvocato che cerca di tutelare clienti che spesso non possono neanche permettersi una giusta difesa. Un confine che lo porta a cambiare continuamente i mezzi con cui ottenere giustizia: violenti e vendicativi quando indossa la maschera da supereroe, metodici e professionali nei panni dell’avvocato.
Discorso analogo va fatto per Wilson Fisk, capo della malavita, ma allo stesso tempo personaggio pubblico che non disdegna relazioni con il mondo della politica e dell’alta società.
Spostandoci nella seconda stagione (che mantiene numerosi punti di contatto con la prima) l’ingresso di due personaggi fondamentali, Elektra e The Punisher, non fa altro che sottolineare la centralità dell’identità all’interno della storia.

Nel dicembre 2014 il presidente della Marvel Televison e produttore della serie ha dichiarato che in Daredevil, al contrario delle altre opere della Marvel, non ci sarebbero state persone che volano in cielo o manifestazioni continue dei poteri de supereroi; in questo caso la serie tocca universi cinematografici ancora inesplorati dalle trasposizioni fumettistiche. In Daredevil può capitare di rivedere le tinte del noir e della Yakuza Eiga giapponese.

Con Daredevil, quindi, è cominciata la rivoluzione del genere superoistico sul piccolo schermo, perché l’azione viene bilanciata con lo sviluppo dei personaggi anche sotto il profilo psicologico.
Ne è un esempio l’attenzione che viene data a Matt Murdock per quanto riguarda l’abbigliamento: all’inizio della serie indossa un costume nero preparato artigianalmente, anziché il classico costume rosso con le corna dotato di protezioni, questo per sottolineare la trasformazione di Matt Murdock in Daredevil. Il costume si evolve insieme al personaggio.
Particolarmente importanti sono anche i ruoli femminili che ruotano attorno a Matt Murdock e che diventano indispensabili per far emergere la parte nascosta del suo carattere.
La voglia di giustizia e la propria identità camminano per tutta la serie su una corda sospesa che è la maschera di Daredevil.

La serie ruota intorno a:

Matt Murdock/ Daredevil (Charlie Cox): un personaggio dinamico e a tutto tondo  ispirato al fumetto. Matt è un avvocato non vedente cresciuto in un quartiere malfamato; il suo agire è nutrito da un forte sentimento di giustizia e da uno spiccato carattere altruista. Ama il suo quartiere, ama i suoi concittadini e, spesso, attraverso i suoi ricordi, riaffiorano lati spigolosi del suo carattere.
Devil è un vigilante, un picchiatore, una furia che si avvicina a quella del Cavaliere Oscuro. La sua è una storia molto travagliata, di sofferenza ma anche di speranza. Di notte combatte il crimine nelle strade di Hell’s Kitchen come “Devil”, un alter-ego che in alcune circostanze rischia di entrare in contrasto con la religiosità e fedeltà cattolica di Matt. È orfano di padre, ed è da suo padre che ha imparato a non arrendersi mai e ad essere un uomo migliore. La sua perdita e  lo sviluppo di abilità sovrumane inducono il giovane a difendere i più deboli dal crimine, diventando il supereroe Devil;
Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio): è anch’esso un personaggio dinamico, la cui personalità evolve nel corso della serie, passando tra vecchi ricordi e una donna di cui si innamora. È un criminale tra i più feroci e pericolosi, un potente uomo d’affari i cui interessi sul futuro di Hell’s Kitchen lo porteranno a scontrarsi con Murdock in tribunale e con Daredevil nelle strade. È un uomo che vive volutamente da solo, lontano da tutti e da tutto, cercando di erigere un muro tra se e la sua vita privata. Non perdona ma punisce, non consiglia ma ordina e non accetta concorrenti. Nel suo lavoro utilizza un approccio insolito: interessandosi di malavita, decide di impegnarsi nelle scienze politiche, che, secondo il suo intento, lo avrebbero aiutato a dirigere bande criminali. L’incontro con Vanessa andrà ad influire in maniera decisiva sulla sua personalità;
Frank Castle / The Punisher (Jon Bernthal): incarna al meglio la figura dell’antieroe. Da militare pluridecorato, entra fin da subito in contatto con Daredevil sotto le vesti di “The Punisher”, un vero e proprio vendicatore che utilizza i modi più cruenti per combattere il crimine. Lontano anni luce dall’idea di giustizia che accompagna l’azione di Daredevil, The Punisher svolge un ruolo praticamente analogo, ma visto con forte timore dalla comunità di Hell’s Kitchen. Come per Fisk, anche lui avrà modo di entrare in contatto sia con Daredevil che con l’avvocato Matt Murdock, impegnato a difenderlo in tribunale;
Elektra Natchios (Elodie Young): figlia di un ambasciatore, Elektra ha un punto di contatto con Matt prima che diventi Daredevil. Tra i due, infatti, c’è una precedente storia d’amore andata a concludersi con la fine del college. La sua storia è segnata dall’assassinio del padre, evento che cambia radicalmente la personalità di Elektra, costretta a rifugiarsi in Giappone. Qui inizia ad apprendere l’arte del combattimento e usa queste doti per diventare un temibile sicario e, grazie ad un omicidio che le viene commissionato a New York, ritrova Matt.

Successivamente, nel corso della serie si sono sviluppati anche diversi personaggi secondari  tra cui:

Foggy Nelson (Elden Henson): il migliore amico di Matt fin dai tempi dell’università. I due insieme decidono di fondare uno squattrinato studio legale associato chiamato Nelson & Murdock. Il suo rapporto con Matt è messo in difficoltà dall’identità nascosta del suo migliore amico;
Karen Page (Deborah Ann Woll): rappresenta il primo caso legale seguito da Matt e Foggy e, successivamente, entra a pieno titolo nello studio dei due avvocati, segnando sia la loro amicizia che i caratteri di entrambi;
Claire Temple (Rosario Dawson): un’infermiera notturna che incontra Matt in seguito ad una delle sue azioni da Daredevil. È l’unica a conoscere fin da subito la sua doppia identità e allo stesso tempo inizia una storia d’amore con Matt che entrerà continuamente in conflitto con la scelta di fare questa doppia vita;
Vanessa Marianna (Ayelet Zurer): curatrice di una galleria d’arte. L’incontro con Fisk fa scattare l’innamoramento e Vanessa sarà fondamentale per rivelare l’altro lato del carattere del potente boss criminale, andando anche a indagare il difficile passato con il padre;
James Wesley (Toby Leonard Moore): braccio destro di Fisk;
Ben Urich (Vondie Curtis-Hall): reporter del New York Bulletin;
Leland Owlsley (Bob Gunton): uomo fondamentale per la riuscita degli affari di Fisk a Hell’s Kitchen;
Nobu (Peter Shindoka): uomo d’affari giapponese che si allea con Fisk;
Padre Lantom (Peter McRobbie): il prete con cui Murdock si confida spesso;
Blake Tower (Stephen Rider): procuratore di Hell’s Kitchen che entra in contatto con Daredevil in seguito all’arresto di The Punisher.

La serie televisiva è di derivazione prettamente fumettistica ed è caratterizzata dall’unione tra azione e fantasia con un’ambientazione contemporanea, in cui uno o più personaggi sono dotati di superpoteri.
La struttura della serie televisiva è per lo più orizzontale: gli episodi mantengono una loro autonomia e raccontano la storia del protagonista, ma portano comunque avanti la trama centrale sviluppandola per tutta l’intera stagione.
È significativo che in questa serie (che ha come protagonista un uomo cieco) vengano usati dei colori ben definiti e caratterizzanti negli episodi: il rosso dell’inizio, il nero dei quartieri di Hell’s Kitchen, il verde e viola che tagliano la notte e il bianco per raffigurare Vanessa (come simbolo della quiete che riesce a trasmettere a Fisk).
L’episodio ha inizio con un breve teaser di alcuni minuti a cui successivamente segue la sigla.

Sigla. La sigla di Daredevil colpisce subito per il suo tono dark che rispecchia l’immagine inquietante e cupa dell’intera serie televisiva. Figura principale ne è Atena, la dea della giustizia, che incarna le due caratteristiche fondamentali del protagonista: la cecità e il suo voler essere l’arbitro del bene e del male.

Tra le riprese più interessanti delle due stagioni, spiccano scene tecnicamente virtuose: può capitare di imbattersi in un combattimento di Daredevil, costretto ad affrontare a mani nude una banda di russi, all’interno di un lungo piano sequenza, oppure assistere alla lotta tra il protagonista e un ninja su una scala.
Negli episodi domina per lo più un’inquadratura ad ampio raggio: spesso si punta sul mezzo busto e in alcune scene si dà particolare attenzione al primissimo piano e ai dettagli; nelle scene di lotta, invece, troviamo le tecniche fotografiche più sperimentali della serie.
Il montaggio è prevalentemente alternato.

Daredevil è una serie televisiva americana scritta in lingua inglese.
Vi si fanno riferimenti a conflitti shakespeariani, tra amori, passioni, sacrifici e l’estrema volontà di non fare del male agli amici su entrambi i fronti.
A differenza di altre trasposizioni cinematografiche di fumetti Marvel, in Daredevil c’è un’attenzione particolare ai dialoghi, resi molto realistici, e a un’azione che si tiene distaccata dal paranormale.
Spesso vengono citati film e fumetti ai quali la serie fa riferimento. Foggy, per esempio, cita il fumetto Capitan America e spesso negli episodi si trovano punti di contatto con la saga Defenders.
La struttura tipica dei dialoghi è fluente e anche in questo aspetto il “mandare avanti la narrazione” trova respiro e bilancia scene d’azione praticamente mute.
Il personaggio di Daredevil è ispirato al personaggio della miniserie L’uomo senza paura di Frank Miller.
La serie ha inizio con un dialogo tra padre e figlio, dove il figlio chiede aiuto al padre in un momento che segnerà la sua vita per sempre:

[Padre]: Ehi spostati, per favore… Matt… spostatevi, spostatevi!
[Poliziotto]: Non muoverti, arrivano i soccorsi, ragazzo.
[Padre]: È mio figlio Matt? Matt, non muoverti ok? No, no, no non muoverti… qualcuno chiami i soccorsi! Matt, andrà tutto bene non muoverti.
[Matt]: Papà?
[Padre]: Non muoverti, ok?
[Matt]: cos’è successo?
[Vecchio]: Suo figlio mi ha spinto via, mi ha salvato la vita.
[Matt]: Oh, papà! Brucia!
[Padre]: Oh, Cristo! Chiudi gli occhi Matt.
[Matt]: Papà!
[Padre]: Chiudi gli occhi!
[Matt]: Papà. Papà… Non ci vedo! Non ci vedo! Non ci vedo!

Successivamente, qualche anno dopo dalla perdita della vista, la sua vita viene segnata anche dalla perdita del padre, e questo porta Matt a confidarsi con un padre spirituale, padre Lantom. Il sacerdote ha, quindi, un ruolo fondamentale nella vita di Matt, perché è a conoscenza di tutto ciò che succede durante la notte, nella seconda vita di Matt, in cui lotta per salvare la propria città.

[Matt]: È passato… è passato troppo tempo dalla mia ultima confessione. Mio padre veniva spesso in questa chiesa, quand’ero bambino. Era un pugile, un combattente alla vecchia maniera. Furono più le sconfitte delle vittorie, aveva…. un record di 24 a 31, prima di….
Ma sapeva incassare i colpi! Cristo se sapeva incassare i colpi!
[Padre Lantom]: Modera il linguaggio!
[Matt]: Chiedo scusa, padre. Già, quelli contro cui si batteva dicevano fosse come colpire una quercia; e le sere in cui era… in svantaggio, la sua strategia era farsi colpire finché non si rompevano le mani.
Non l’hanno mai messo KO, mio papà! È finito al tappeto… Ma si è sempre rialzato. Ha sempre perso in piedi. Qualche volta comunque… qualche volta lo colpivano, eh… qualcosa in lui scattava.
Era mia nonna la vera cattolica; diceva sempre: “State attenti ai Murdock, sono indemoniati”. E veniva fuori, ogni tanto… sul ring. La vista gli si sfogava, e… iniziava ad avanzare, lentamente… con le braccia rilassate, come se non avesse paura di nulla. L’avversario che lo vedeva con quell’espressione cercava di scappare… Mio padre lo prendeva e lo metteva all’angolo… e il demonio usciva… già!
Sa… allora non lo capivo… cosa provava, nel profondo, non lo capivo…
[Padre Lantom]: Ma ora lo capisci?
Forse sarebbe più semplice se mi raccontassi cos’hai fatto!
[Matt]: Non cerco penitenza per quel che ho fatto, padre… cerco perdono… per quello che sto per fare.
[Padre Lantom]: Non è così che funziona… cos’hai intenzione di fare, esattamente?

Come tutte le altre serie televisive americane anche Daredevil, dopo esser stata prodotta e trasmessa in lingua originale, successivamente è stata doppiata nelle altre lingue.
Il doppiaggio italiano non ha portato particolari censure o critiche, il titolo non ha subito traduzioni e si sono mantenuti determinati accenti, soprattutto nella voce personaggi russi e giapponesi.
La serie, per quanto riguarda la critica, ha ricevuto una buona accoglienza e un alto indice di gradimento. Tutto ciò ha portato i produttori della Marvel, dopo i successi di entrambe le stagioni, a confermare la terza stagione per il 2017.

 

Martina Corvaglia (autore), Andrea Martina (revisore)

Cerca la serie tv

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *