C'era una volta (Once upon a time)

C'era una volta (Once upon a time)

C’era una volta una foresta incantata popolata dai personaggi classici che conosciamo, o che pensiamo di conoscere. Un giorno si ritrovarono intrappolati in un luogo dove a tutti era stato rubato il lieto fine: il mondo reale. (Once upon a time; 1, 1)

C’era una volta (Once upon a time) è una serie televisiva statunitense ideata da Adam Horowitz e Edward Kitsis, giunta alla terza stagione, in onda sul network ABC dal 23 ottobre 2011. Gli ideatori facevano parte dello stesso staff di Lost e hanno preferito aspettare la fine della serie per potersi dedicare completamente al nuovo progetto, pronto da ben sette anni.

Kitsis e Horowitz hanno intrapreso l’idea di raccontare le favole per amore del «mistero e dell’emozione nell’esplorare tanti mondi diversi» [1].

I due hanno voluto rappresentare i personaggi da un diverso punto di vista, ovvero concentrandosi sui viaggi dentro se stessi per scoprire ciò che erano prima di giungere a Storybrooke.

Il 4 febbraio 2011 la ABC ordina la produzione dell’episodio pilota e a maggio commissiona la produzione di una prima stagione completa che debutta il 23 ottobre dello stesso anno.

In Italia il primo episodio della serie è stato trasmesso il 25 dicembre 2011 in anteprima dalla Fox che ha poi mandato in onda l’intera prima stagione dal 17 gennaio al 19 giugno 2012. In chiaro la serie è stata mandata in onda da settembre 2012 su Rai Due, per poi essere spostata dal 1º novembre su Rai 4 a causa degli ascolti molto bassi. Arrivata alla sesta stagione la serie conta 133 episodi dalla durata di circa 43 minuti. L’episodio pilot, in America, ha raggiunto uno share di 13 milioni di telespettatori, guadagnando il debutto più alto di stagione. Gli ascolti dei tre episodi successivi hanno mantenuto una media di undici milioni di telespettatori a puntata e la serie continua ad essere molto seguita. In Italia, lo show non ha raggiunto il successo che era stato pronosticato.

Once Upon a Time appartiene al genere fantasy, ma la ricerca di indizi, la presenza costante del bene in lotta contro il male, l’ambiguità e la doppia identità dei personaggi conferiscono alla serie un aspetto misterioso.

Once Upon a Time è una serie televisiva liberamente ispirata alle leggende e ai racconti della letteratura fantasy, narrati in una trasposizione attuale, con frequenti riferimenti ai film d’animazione Disney, da cui si riprendono nomi, personaggi e luoghi specifici.

La trama è chiara già dal primo episodio. Emma Swan, da cinica cacciatrice di taglie, si scopre essere il personaggio chiave di una maledizione che blocca, da un tempo di cui nessuno ha ricordi, la cittadina di Storybrooke. La maledizione è stata scagliata dalla Regina Cattiva, che ha precipitato tutti i personaggi delle fiabe nel mondo reale, privandoli del loro lieto fine. Nella ricerca angosciante e affannosa della propria identità, dei segreti e del lieto fine, i protagonisti si ritrovano ad affrontare vicende in cui si alternano scene reali e scene fantastiche. L’aspetto più interessante della serie è proprio il continuo gioco a specchi tra realtà e fantasia, che fa sì che il racconto possa dipanarsi su piani diversi [Grasso, Corriere della Sera, 26/10/2012]. Solo Henry, il ragazzino di dieci anni unico immune dalla maledizione e quindi dal passare del tempo, conosce la verità e cercherà di risvegliare i ricordi negli abitanti. L’ambientazione della serie è piuttosto complessa, in quanto si ha un costante parallelismo fra mondo reale e mondo incantato. Nel corso degli episodi figurano diversi regni e terre al di là dei confini della Foresta Incantata, come quello governato da Re Leopold e dalla Regina Cattiva, la Montagna Proibita, il regno di Re Mida, il regno di Cenerentola.

Nel mondo reale, Storybrooke, che fa chiaramente riferimento al termine inglese stroybook ‘libro di favole’, è una cittadina del Maine. La sua caratteristica principale è quella di essere ferma nel tempo. Questo è sottolineato dalla presenza di auto e fumetti vintage degli anni ’80 nelle strade e nei negozi, ma vi sono anche moderne tecnologie come Internet. Inoltre, nessun cittadino può varcare i confini della città, tranne Henry, giunto fino a Boston per cercare Emma, poiché non è stato colpito dalla maledizione originaria.

Dall’arrivo di Emma si è potuto notare un indebolimento del sortilegio e il tempo ha ricominciato a scorrere. Viaggiare attraverso i diversi mondi è consentito grazie alla magia dei fagioli magici, coltivati da giganti in un regno oltre le nuvole.

L’episodio pilota è da intendersi come il fulcro della serie, poiché è qui che cominciamo a conoscere i due diversi mondi, permettendo agli autori di «saltellare tra l’uno e l’altro e dare informazioni su quello che ai personaggi mancava nelle loro vite» [2].

La loro intenzione è, poi, quella di creare un mash up, cioè una tecnica di ricombinazione e rielaborazione di materiale eterogeneo, dei diversi personaggi, facendoli interagire fra di loro in modi strani e mai mostrati prima.

Kitsis e Horowitz decidono di iniziare il pilot partendo dalla fine della fiaba di Biancaneve, enfatizzando, così, i temi riguardanti la famiglia e la maternità e scegliendo di raccontare personaggi femminili forti. Questo ha portato a far parlare di sé lo show, nel quale il personaggio di Emma viene visto come una donna aggressiva, consapevole di essere in grado di prendere le proprie decisioni sulla sua vita e su quella del figlio. La ricerca del lieto fine di questi personaggi femminili non è indirizzata a trovare un uomo, ma piuttosto a costruire dei rapporti con i propri figli e a scoprire la verità e i segreti di ognuno dei cittadini.

I parallelismi fra Lost e Once Upon a Time sono evidenti sia per la scelta accurata dei nomi dei personaggi, sia per il modo di raccontare la storia. Molti riferimenti a Lost appaiono nella serie, come, ad esempio, il maggiolino giallo di Emma, lo stesso di John Locke; l’orologio della città, fermo alle 8:15, proprio come il numero del volo della Oceanic; Regina, poi, vive al numero 108 e ha 108 scatole con 108 cuori e, in Lost, Desmond ogni 108 secondi doveva schiacciare il bottone all’interno della sua base Dharma. Sebbene i paragoni e le similitudini siano evidenti, gli autori hanno voluto rendere i due show molto diversi, sostenendo che Lost riguarda la redenzione, mentre Once Upon a Time riguarda la speranza [3].

Il 10 maggio 2013 viene confermata la produzione di uno spin-off basato sul racconto Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, la cui storia è raccontata dal punto di vista di Alice. La serie è intitolata Once Upon a Time in Wonderland.

Tutti i personaggi di Once Upon a Time, tranne Henry Mills, sono caratterizzati da doppia identità: quella nel mondo reale e quella del mondo delle fiabe.

Emma Swan (Jennifer Morrison) è una garante di cauzioni e cacciatrice di taglie. Appena nata, è stata ritrovata sul ciglio di una strada e, nel corso della sua vita, ha cambiato numerose famiglie adottive. A diciotto anni, Emma rimane incinta del suo primo e unico grande amore Neal Cassidy, ma, in seguito ad alcuni guai con la legge, si ritroverà a partorire in prigione, richiedendo poi un’adozione chiusa per dare al figlio una vita migliore. Nel suo ventottesimo compleanno esprime il desiderio di non passare mai più un compleanno da sola e, immediatamente, Henry Mills bussa alla sua porta, presentandosi come suo figlio. Il bambino le spiega come la donna, in realtà, sia legata a un sortilegio che ha colpito la sua cittadina, Storybrooke; ora ha il compito di liberare tutti gli abitanti dalla maledizione. Decide, così, di riaccompagnare Henry dalla sua madre adottiva, ma l’atteggiamento scontroso di Regina insospettisce Emma, la quale deciderà di trasferirsi in città e di vivere con Mary Margaret, che si scoprirà poi essere sua madre. La decisione di Emma di rimanere a Storybrooke darà il via a una serie di cambiamenti nella città e nei suoi abitanti, come la ripresa dello scorrere del tempo.

Nel mondo delle fiabe Emma è la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, venuta alla luce pochi istanti prima che la maledizione distruggesse ogni ricordo. Suo padre riesce a rinchiuderla in una teca magica, che la condurrà in un altro mondo. Emma è l’unica a poter sconfiggere il sortilegio.

Mary Margaret Blanchard (Ginnifer Goodwin) è l’insegnante di Henry a Storybrooke e anche la donna che gli ha donato il suo libro di favole, al fine di regalargli la speranza di un lieto fine. Accoglie Emma nella sua casa, sentendo di avere con lei un legame speciale. È, inoltre, volontaria nell’ospedale della città dove, su insistenza di Henry, legge la favola di Biancaneve e del Principe Azzurro a David Nolan, un uomo ricoverato in stato comatoso da anni. L’uomo, come previsto, si sveglierà e i due s’innamoreranno, ma dovranno tenere segreta la loro relazione.

Nel mondo incantato è Biancaneve, figlia di Re Leopold e figliastra della Regina Cattiva. Da piccola è stata salvata da Regina e il padre, in segno di gratitudine, decide di sposare la donna, ridando a Biancaneve la figura materna di cui aveva bisogno. Ma Biancaneve scopre che Regina è innamorata dello stalliere Daniel e innocentemente lo rivela a Cora, la malvagia madre di Regina, che ucciderà l’uomo. Regina, così, trama vendetta nei confronti di Biancaneve, uccidendo suo padre e perseguitandola. Alla ricerca di denaro per fuggire, Biancaneve si imbatte nel Principe James (che lei chiamerà “Principe Azzurro”). I due si innamorano immediatamente l’uno dell’altra, ma, essendo egli il promesso sposo di Abigail, i due non possono vivere il loro amore. Distrutta da tutto questo, Biancaneve sceglie di bere la pozione magica datale da Tremotino, che non le farà più avere i ricordi del suo amato e la farà diventare malvagia. Tenta, così, di uccidere la Regina ma viene fermata proprio dal suo amato e, capendo che nessuno aveva mai rischiato la vita per lei, lo bacia riacquistando la memoria. L’uomo però viene fatto prigioniero dalla Regina Cattiva e Biancaneve per salvarlo decide di dare spontaneamente un morso alla mela avvelenata, fatto che la condurrà in uno stato di morte apparente. Una volta libero, il Principe ritrova la ragazza e baciandola riesce a risvegliarla. I due decidono così di sposarsi, ma il matrimonio verrà interrotto da Regina che scaglierà una maledizione contro tutti gli abitanti del regno. Il frutto del loro amore, Emma, verrà alla luce pochi istanti prima che la maledizione prenda il sopravvento e riuscirà ad essere messa in salvo.

Regina Mills (Lana Parilla) è il sindaco di Storybrooke, che, con l’aiuto del Signor Gold ha adottato Henry da piccolo. Il rapporto fra madre e figlio, però, è molto teso e, quando il ragazzino troverà la sua madre naturale e la porterà in città, Regina cercherà con tutte le forze di tenerli lontani. Inoltre, la donna è determinata a convincere Henry che le sue teorie sulla maledizione siano false, tanto da far fare al figlio una serie di sedute con lo psicoteraputa Archie Hopper. Regina ha anche una relazione amorosa con lo sceriffo Graham (il Cacciatore), che ucciderà una volta che l’uomo inizierà a recuperare i suoi ricordi, dimostrando di ricordare benissimo la sua identità di Regina Cattiva.

Nel regno delle fiabe, la Regina Cattiva è la seconda moglie di Re Leopold e matrigna di Biancaneve. Segretamente innamorata dello stalliere Daniel, cercherà di fuggire di nascosto insieme a lui. Innocentemente, Biancaneve rivelerà tutto alla madre di Regina, che ucciderà l’uomo, costringendola a sposare Re Leopold. Cercherà, in ogni modo, di vendicarsi di Biancaneve, prima uccidendo suo padre e poi ordinando al cacciatore di eliminarla. Quando questi, per pietà, non riuscirà ad uccidere la ragazza, Regina gli strapperà il cuore dal petto. In seguito, tramite una minaccia, indurrà Biancaneve a mangiare la mela avvelenata, lasciandola cadere in uno stato di morte apparente. Il principe James, però, riuscirà ugualmente a trovare la ragazza e, al loro matrimonio, Regina scaglierà una maledizione contro tutti gli abitanti del regno, garantendo a se stessa di essere l’unica persona ad ottenere un lieto fine.

John Doe (Joshua Dallas) è uno sconosciuto (questo nome e cognome, peraltro, è quello convenzionalmente attribuito negli Stati Uniti alle persone di identità ignota), ricoverato in ospedale in stato comatoso da diversi anni. Si risveglia dopo che Mary Margaret gli leggerà la storia di Biancaneve e del Principe Azzurro. Giunta la notizia in città, reincontrerà la moglie e verrà identificato come David Nolan. Si renderà sempre più conto, però, di essere innamorato di Mary Margaret e i due decideranno insieme di non rinunciare al loro amore e di vivere la storia segretamente.

Il Principe James “Azzurro”, nel regno incantato, è inizialmente un povero pastore, il cui gemello è stato consegnato a Re George in seguito ad un accordo stipulato con Tremotino. Dopo un feroce combattimento con un drago, il vero Principe James viene ucciso e il pastore viene costretto a prendere il posto e l’identità del fratello in cambio di prosperità per la fattoria della madre. Re Mida, però, vedendo il valore dell’uomo, lo reputa degno di sposare la figlia Abigail, seppure contro il suo volere. Tornato da sua madre per dirle addio e prendere l’anello donatole dal padre, si imbatte in Biancaneve, di cui si è innamorato subito. I due sono destinati a non vivere il loro amore ma, dopo aver affrontato una serie di situazioni dolorose, riusciranno a ritrovarsi e a sposarsi. Al loro matrimonio, la Regina Cattiva scaglierà una maledizione, ma poco prima che questa possa verificarsi, James riuscirà a mettere in salvo in una teca magica Emma, il frutto dell’amore tra lui e Biancaneve.

Henry Mills (Jared S. Gilmore) è il ragazzino di dieci anni, adottato da Regina Mills. Nel primo episodio, scopriamo che è anche il bambino che Emma ha deciso di dare in adozione anni prima. Henry ha ricevuto in regalo dalla sua insegnante Mary Margaret il libro di fiabe, scoprendo, così, che gli abitanti di Storybrooke rappresentano tutti i personaggi delle fiabe del suo libro. Avendo un rapporto ostile con la madre, decide di andare alla ricerca di quella biologica, convinto che questa possa essere l’unica a spezzare il sortilegio. La convincerà ad andare a Storybrooke insieme a lui e inizieranno insieme l’ “Operazione Cobra”, con lo scopo di aiutare Emma e gli altri cittadini a rivivere i proprio ricordi. Scoprirà, successivamente, che Emma ha ricevuto una mela avvelenata da Regina; per proteggerla, ma anche per dimostrarle la veridicità delle sue parole, ne mangerà un pezzo, cadendo a terra incosciente. I medici comunicheranno alle madri la morte del bambino ed Emma in lacrime, in un ultimo gesto di amore, gli darà un bacio sulla fronte, risvegliandolo e rompendo la maledizione.

Come già detto in precedenza, Once Upon a Time è attualmente composta da tre stagioni, di 22 episodi ciascuna.

Nel prologo viene recitata una formula sempre uguale che accompagna un collage delle sequenze più salienti degli episodi precedenti. La formula recita:

C’è una città nel Maine dove tutti i più famosi personaggi delle favole si trovano sospesi tra due mondi, vittime di un potente sortilegio che può essere spezzato da un’unica persona.

Successivamente, è mostrata una sequenza d’apertura che appare al di sotto del titolo del telefilm e che contiene una creatura mitica, una persona o un oggetto di rilevanza nell’episodio.

Nella prima stagione, abbiamo visto, nell’ordine: un unicorno, un troll, una fata madrina, il fuso di Tremotino, un lupo, un soldato a cavallo, la casa di marzapane, Cappuccetto Rosso, il Genio della lampada, Frederik, i nani, il Grillo Parlante, i funghi del Paese delle Meraviglie, un cavaliere, August, Biancaneve e i sette nani e la maledizione dell’ultimo episodio. Il titolo della serie è nero ed è posto su uno sfondo blu, nel quale possiamo distinguere un paesaggio mitologico, probabilmente la Foresta Incantata. Once Upon a Time non ha sigla, ma, dopo la sequenza di apertura, appaiono on screen i titoli di testa, contenenti il titolo dell’episodio, i nomi degli attori, dei creatori e dei produttori.

Il montaggio è efficace ed alternato e si ha una particolarità legata ai tipi di ripresa: i primi piani sull’occhio o su alcuni personaggi ripresi mentre sono distesi su una superficie piana, come nell’episodio 1,9, in cui Gretel si ritrova nel bosco, o nell’episodio 1,20, nel quale Pinocchio si risveglia nella stessa posizione.

Gli episodi di Once Upon a Time hanno una doppia valenza. Sono autoconclusivi per quanto riguarda l’aspetto del mondo incantato, poiché ogni episodio sviluppa la storia di un personaggio delle fiabe; mentre le storie ambientate nel mondo reale seguono un filo conduttore che si dipana durante tutto il corso della serie.

A tal proposito, è molto utilizzata la tecnica del flashback, che permette agli autori di effettuare salti temporali fra i due mondi. Nell’epilogo, inoltre, spesso viene utilizzata la tecnica del cliffhanger, con la quale viene creata una suspense che lascia sbalorditi e curiosi gli spettatori in attesa di quello che succederà nell’episodio successivo.

Poche canzoni sono presenti in Once Upon a Time; la colonna sonora è stata appositamente composta per la serie. L’autore dei temi è Mark Isham, vincitore di numerosi premi.

I protagonisti di Once Upon a Time hanno nomi spesso legati al loro carattere. Biancaneve a Storybrooke si chiama Mary Margaret Blanchard, chiara allusione a blanche, ‘bianco’ in francese.

La perfida Regina Mills deve il suo nome al suo “lavoro” nel mondo parallelo, mentre il suo cognome è traducibile come “figlia del mugnaio”, in riferimento alla sua natura di persona buona che diventa cattiva all’occorrenza. Anche il nome di August W. Booth ha un significato preciso: le tre iniziali AWB sono le stesse di A Wooden Boy, ovvero “ragazzo di legno”, come Pinocchio, il suo alter ego fiabesco.

La chiave dell’intera narrazione è la maledizione lanciata dalla Regina Cattiva nel giorno del matrimonio fra il Principe James e Biancaneve. La donna recita così:

[Regina] Presto tutto ciò che amate, ciò a cui tutti voi siete legati, vi sarà portato via… per sempre! E, dalla vostra afflizione, sorgerà il mio trionfo. Distruggerò la vostra felicità, ve lo prometto, dovesse essere l’ultima cosa che faccio! [Once Upon a Time; 1,1]

Un altro elemento fondamentale della serie è il tempo, che si è fermato per molti anni nella cittadina di Storybrooke e che riprende a scorrere con l’arrivo in città di Emma. Nel primo episodio Tremotino diceva:

[Tremotino] Presto sarete tutti in prigione, sì! Proprio come me… anzi, peggio! La vostra prigione. La prigione di tutte le prigioni. Sarà il tempo. Quando il tempo si fermerà, saremo tutti intrappolati, intrappolati in un luogo orribile, dove tutto ciò che amiamo ci sarà strappato per sempre. Soffriremo per l’eternità, mentre la regina finalmente si godrà la vittoria. Non ci sarà mai più un lieto fine [Once Upon a Time; 1,1].

Il male ha prevalso per troppo tempo sul bene e Tremotino e Regina sono disposti a qualsiasi cosa pur di raggiungere il proprio lieto fine.

[Tremotino] Questo sortilegio è molto delicato, la vendetta lo è sempre, cara. Adesso devi farti una domanda molto semplice: fino a dove sei disposta ad arrivare?

[Regina] Arriverò fin dove serve. [Once Upon a Time; 1,2]

La possibilità che il bene possa vincere sul male, la ricerca del lieto fine ad ogni costo offrono allo spettatore la possibilità di credere ancora al “vissero felici e contenti”.

 

Marina De Carlo

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