Community

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Fico-ficata! [Cool, cool, cool!] (Abed)

Community è una sitcom statunitense conclusasi nel 2015, ideata da Dan Harmon (sceneggiatore, attore e regista) e prodotta da Sony Picture Television e NBC (dal 2012 al 2013 Dan Harmon viene sostituito dagli showrunners David Guarascio e Moses Part, per poi rientrare nella quinta stagione).
Andata in onda negli Stati Uniti per la prima volta il 17 settembre 2009 sulla NBC, la serie venne cancellata al termine della quinta stagione e in seguito rinnovata per una stagione conclusiva, la sesta, andata in onda sulla piattaforma di Yahoo! Screen fino al 2 giugno del 2015. In Italia è stata trasmessa dal 16 settembre 2013 fino al 23 dicembre 2015 sulle reti di Italia 1 per le prime quattro stagioni e in seguito Italia 2 per le due stagioni conclusive, dopodiché resa disponibile in Pay TV su Comedy Central dal 13 aprile 2010 al 21 luglio 2015.
La serie conta 110 episodi, suddivisi in 6 stagioni, della durata di circa 22 minuti ciascuno.
Community ha generato anche una nutrita schiera di fan, in attesa del film (varie le richieste sui social con l’hashtag #sixseasonandamovie). Uno dei personaggi della serie, Abed, ne parla spesso nel corso delle stagioni e i fan non vedono l’ora che sia mantenuta questa promessa.
La NBC ha, inoltre, prodotto degli episodi per il web (14 brevi video dalla durata variabile dai 2 ai 15 minuti, girati dal punto di vista di uno degli interpreti della serie) disponibili sul sito web del Greendale Community College, ambientazione della sitcom.
Fortemente acclamata dalla critica, candidata ai People’s Choice Awards nel 2010 e agli Emmy più volte (2011 – vincendolo per un episodio in formato animato -, 2012 e 2015), Community ha ottenuto sempre altissimi ascolti.

Community si svolge nel Greendale Community College, nella fittizia cittadina di Greendale, in cui un ex avvocato, Jeff Winger, radiato dall’albo per una laurea colombiana non valida, deve riprendere gli studi e guadagnarsi un titolo velocemente per tornare in attività. Jeff incontra Abed Nadir, un ragazzo molto particolare, cresciuto assorbendo i contenuti televisivi e che ora vive la vita interpretandola a colpi di citazioni cinematografiche, come se fosse una sceneggiatura. Abed fornisce a Jeff informazioni molto dettagliate su Britta Perry, una ragazza bionda, attivista incallita, ribelle e molto dura che frequenta il loro stesso corso di spagnolo. Per attaccare bottone con lei, Jeff inventa un gruppo di studio di cui lui dovrebbe essere il tutor e le dà appuntamento; quando lei si presenta in un’aula vuota, oltre loro due, avendo già intuito la situazione e programmato una contromossa, fa intervenire Abed all’incontro e con lui anche altri studenti si fanno avanti: la madre divorziata Shirley Bennett, la studentessa nevrotica Annie Edison, l’ex atleta popolare al liceo Troy Barnes e l’anziano imbranato Pierce Hawthorne. Lo scompaginato gruppo è un intralcio per Jeff e per il suo obiettivo di uscire con Britta; comincia così a mettere zizzania tra gli intervenuti riuscendo a farli litigare per poterli dichiarare estranei al tutoraggio che ha in mente.
Parallelamente, Jeff si è messo in contatto con il professore di psicologia del college, Duncan (John Oliver) per convincerlo, facendo leva sulla loro conoscenza di vecchia data, risalente a un caso di guida in stato di ebbrezza del professore, poi risolto dall’avvocato, a farsi consegnare le risposte ai test del semestre. Duncan accetta, tentando però di risvegliare la coscienza di Jeff che imperterrito vuole prendere la strada più facile.
Nel frattempo, la situazione in aula studio si è riscaldata e tra una lite a colpi di stereotipi razzisti (molto presenti nella serie in chiave ironica) e discussioni su trascorsi del liceo e avances, Britta dà un ultimatum al nostro avvocato per risolvere la situazione e guadagnarsi un appuntamento. Jeff, con un discorso magistrale, riporta la pace nel gruppo e li dichiara tutti una comunità ma viene lo stesso rifiutato da Britta e additato come impostore dalla ragazza.

La serie utilizza moltissime citazioni cinematografiche e televisive tramite il personaggio di Abed, che riesce a coinvolgere anche gli altri nelle sue folli avventure.
Il gruppo, attraverso peripezie al limite dell’assurdo, cresce insieme, instaurando legami affettivi e a volte anche amorosi, intrecciando le storie dei vari personaggi con quelle degli interpreti secondari, come il professore di spagnolo Ben Chang, il rettore Craig Pelton e i vari studenti del college.
Il Greendale Community College è un luogo in cui sono accettati tutti (la mascotte del college è “l’essere umano”, un inquietante travestimento senza segni di genere o razza per non offendere nessuno). I risvolti in cui la scuola viene coinvolta per la sua politica anti-preconcetti sono a dir poco comici, proprio perché spesso evidenziano l’opposto di questa intenzione, giocando così sul sarcasmo e alleggerendo il clima.
Molte le guest star presenti nei diversi episodi, anche solo per brevi comparse: Jack Black, LeVar Burton, John Goodman, Hilary Duff, Luiz Guzman (in un cameo) e Malcolm Jamal-Warner, solo per citarne alcuni.
Nel corso delle sei stagioni conosceremo i protagonisti, li vedremo crescere e creare forti legami tra loro, trasferirsi, cambiare carriera, cambiare vita e li accompagneremo in questo percorso lasciandoci travolgere da un sacco di risate. Il tono leggero di questa serie riesce perfettamente ad armonizzare le lezioni di vita che vuole inculcarci.

La serie poggia le sue fondamenta su una critica ed una interpretazione parodistica di sceneggiati tv e film, molto spesso mascherando opere famose con nomi differenti ma con riferimenti chiari (es. Doctor Who  viene chiamato in questa serie L’ispettore spazio-tempo, Kickpuncher parodia di Robocop), oppure citando direttamente gli sceneggiati e parlandone apertamente (Casalingo superpiù, Friends, Glee, e Cougar Town, in cui Abed dice di apparire come comparsa ed è effettivamente presente in un cameo in cui interpreta proprio il ruolo di Abed seduto ad un tavolino da caffè, come sfondo ad un dialogo di due dei protagonisti che hanno poi ricambiato il favore di questo crossover partecipando allo speciale sul Paintball).

La serie, nonostante abbia una forma di protagonismo corale, è incentrata principalmente sulle disavventure di Jeff Winger (Joel McHale), ex avvocato costretto a tornare al college per conseguire una laurea che sia valida in America e poter esercitare la professione. Jeff è lo stereotipo della persona pigra che cerca di ottenere il massimo con il minimo sforzo e di scaricare il proprio lavoro sugli altri; ciononostante, è il personaggio che più di tutti dimostra un evidente cambiamento morale ed una crescita caratteriale consistente nel corso della serie, spinto dal contatto con i suoi nuovi compagni che riescono ad inculcargli un nuovo modo di vedere le cose e un’etica più alta. Scopre i valori dell’amicizia e della collaborazione, si innamora, attraversa vicissitudini e prove di vita che lo portano a sforzarsi per gli altri, atteggiamento impensabile per lui all’inizio. Personaggio ad ogni modo lineare, con uno sviluppo lento e graduale che cerca di mantenere la propria posizione da “macho” fino alla fine ma che poi cede alla propria umanità.

Britta Perry (Gilian Jacobs) è la ragazza americana per eccellenza: bionda, attivista politica, dal carattere apparentemente duro e con una storia misteriosa alle spalle. Nel corso della serie, scopriamo lati del suo carattere inaspettati ma intuibili, la sua benevolenza fa capolino fin da subito tra le altre ragazze del gruppo e man mano emerge anche il suo lato dolce e sentimentale. I suoi intrecci amorosi daranno vita a situazioni comiche sia all’interno che all’esterno del gruppo di studi. Nelle varie stagioni, Britta si lascia scoprire sempre più, fino ad arrivare a svelare il suo segreto: una famiglia d’origine normalissima e premurosa da lei sempre descritta come repressiva e opprimente. Personaggio con sviluppo emotivo veloce, ma dalla storyline abbastanza lenta.

Abed Nadir (Danny Pudi) è forse il personaggio più interessante di tutta la sitcom. Presentato come un ragazzo dagli evidenti problemi sociali, Abed è di origine musulmana e coltiva il sogno di diventare un regista. Cresciuto dalla televisione e dal padre rancoroso in seguito all’abbandono della madre, esasperata dai problemi del figlio (sin dalla prima puntata Jeff parla di una forma di Sindrome di Asperger, disturbo affine all’autismo con sviluppo intenso di una capacità cerebrale, in questo caso dell’assorbimento di contenuti televisivi). Abed interpreta la vita come fosse un telefilm, non comprende le emozioni in maniera naturale e le vive attraverso citazioni e sketch, elaborandole come se fosse, appunto, immerso in un film. Il suo personaggio viene pian piano umanizzato, con l’aiuto degli amici del gruppo di studi impara a relazionarsi con gli altri in maniera più naturale, a capirne le emozioni e a esprimere le proprie. Protagonista assoluto dell’amore dei fan di questa sitcom, è probabilmente tra i personaggi più interessanti da studiare nel panorama televisivo odierno.

Troy Barnes (Donald Glover) è, come tutti gli altri personaggi del telefilm, parte di uno stereotipo: ragazzo di colore, ex atleta del liceo, ammirato da tutti nella vecchia scuola e spaesato al college. Diventa il migliore amico di Abed molto in fretta e il loro rapporto viene vissuto in maniera particolare (spesso si arriva ad una semi-simbiosi, diventeranno coinquilini e in una puntata dedicata al film Quel pazzo venerdì fanno un finto scambio di corpi). La crescita morale di questo personaggio è molto forte, nel corso delle stagioni sviluppa la consapevolezza dell’entrata nell’età adulta.

Shirley Bennett (Yvette Nicole Brown) è la madre del gruppo. Divorziata, cristiana devota e praticante, madre di due figli che vede di rado, cerca di raddrizzare la sua vita e di ripartire con i propri progetti di indipendenza economica. Personaggio rancoroso nei confronti dell’ex marito traditore e della sua amante, ha un carattere ambivalente: timorata di Dio e affettuosa madre che vuol proteggere tutti sotto la sua ala, ma anche dura e selvaggia Black Mamy che fa valere la sua voce con toni duri e atteggiamenti da ragazza del ghetto.

Annie Edison (Alison Brie) è la studiosa del gruppo. Dolce, ingenua e candida all’inizio, questo personaggio rivela la sua natura pian piano. È una ragazza dal passato complicato (con alle spalle un esaurimento nervoso e una disintossicazione da ansiolitici dovuti alle pressioni del liceo), tenta di emergere e di farsi rispettare come adulta nel corso delle varie stagioni, conquistando a pieno titolo questa considerazione.

Pierce Hawthorne (Chavy Chase) è la parte comico-demenziale del telefilm. È uno studente a lungo termine. Attempato uomo d’affari scartato dal padre perché non ritenuto in grado di portare avanti l’attività di famiglia, tenta di dimostrare di valere prendendo una laurea, solo che ci prova da talmente tanto tempo da essere considerato ormai parte integrante del Greendale Community College. Razzista, insensibile, omofobo e socialmente incapace, è il personaggio che dà quel tocco di inadeguatezza in ogni situazione.

Ben Chang (Ken Jeong) è un character molto interessante perché rappresenta il lato grottesco del telefilm e lo espone nei suoi continui non-sense. Insegnante di spagnolo con manie di grandezza, abbandonato dalla moglie, spiantato, psicopatico e con la voglia di entrare a far parte del gruppo a spingerlo a commettere follie. È un personaggio che cambia orientamento nel corso della serie, il suo ruolo viene stravolto e la sua personalità cambia fino a raggiungere picchi massimi di pazzia alternati a momenti di lucidità. La comicità di questo ruolo, interpretato alla perfezione da Ken Jeong (Una notte da leoni), è incentrata sulle estremizzazioni di tratti grotteschi.

Il Rettore Pelton (Jim Rash) è rappresentativo del college: stravagante, colorato, eccentrico. È un uomo fissato con i travestimenti, dagli inusuali gusti sessuali (egli stesso, durante le ultime stagioni, dichiara che definirsi gay sarebbe fin troppo riduttivo). È occupato perennemente nel dare alla sua scuola un tenore rispettabile, ma commette guai a ripetizione, coinvolgendo il gruppo di studi nelle sue iniziative e tampinando insistentemente Jeff. Personaggio inizialmente di contorno, diventa via via più importante in corso d’opera.

Serie dal taglio verticale con episodi auto-conclusivi (alcuni sviluppati in due, massimo tre puntate), mantiene però una certa orizzontalità nell’intreccio sentimentale tra i vari personaggi ed il loro sviluppo personale e psicologico, nonché sulle vicende che coinvolgono l’istituto scolastico e la sua eterna lotta contro il City College, università rivale che tenta di screditare il Greendale e di farlo affondare. È una serie fruibile anche in modo discontinuo, con colpi di scena sempre divertenti e spesso imbottita di non-sense.
L’episodio si apre con un teaser, anche abbastanza lungo (3-4 minuti) che solitamente parte con un annuncio del Rettore Pelton tramite altoparlanti e continua con delle gag che costituiscono l’input iniziale dell’episodio.

Sigla. La canzone At least I was Here dei “The 88” è stata scritta appositamente dal gruppo (che ha collaborato anche a una puntata di How I met your mother e in diversi altri show). La presentazione del cast avviene tramite il gioco-origami inferno e paradiso, animato con la tecnica dello stop-motion, su cui compaiono i nomi degli attori protagonisti insieme a disegni che descrivono in qualche modo le caratteristiche del personaggio interpretato (es.  faccia con lungo naso per Jeff, cuore trafitto da frecce per Britta, il gioco dell’impiccato per Abed , una torta per Shirley, margherite e un sole per Annie, api aggressive per Troy), sul finire della breve sigla (25 secondi), dopo la presentazione del logo Community scritto in bianco sullo sfondo di un rettangolo blu colorato a penna, il foglio si ripiega su sé stesso rivelando una scrivania con inciso il nome del creatore della serie Dan Harmon, un caffè, un paio di occhiali, una penna e una matita. La sigla è andata in onda in forma ridotta per la maggior parte della prima stagione, presentando solo l’origami che si apre a mostrare il logo e si richiude sul nome del produttore, lasciando subito spazio alla puntata. Nelle puntate speciali, andate in onda soprattutto dalla seconda stagione in poi, la sigla viene modificata: le puntate dedicate ad Halloween presentano disegni giocosamente a tema (teschi, lapidi, mani zombie), in altre puntate, come quelle particolarmente apprezzate dal pubblico e dedicate al gioco del paint ball, viene del tutto stravolta la sigla e viene riadattata seguendo il tema del film Per un pugno di dollari a cui le due puntate sono ispirate; inoltre, un’altra puntata, a tema Low&Order, ne ricalca la sigla.
Anche nelle puntate speciali, dedicate al gioco di Dungeons&Dragons, la sigla viene modificata, ma l’esempio maggiore viene visto nella puntata di natale, L’incontrollabile natale di Abed (undicesima della seconda stagione), interamente girata con pupazzi e con tecnica stop-motion, in cui il personaggio ha un crollo psicologico e immagina tutti come pupazzi d’animazione, diversamente da come accade nelle puntate dedicate ai Muppets, in cui i personaggi vengono sostituiti dai famosi pupazzi realizzati a loro immagine e nella puntata dedicata a GI Joe (GI Jeff), in cui i personaggi sono dei cartoni animati.
Fotografia. I colori utilizzati in questa serie sono molto accesi, sempre allegri e vivaci, tranne quando le puntate sono parodie di film drammatici o con scene di tensione (parodia del film Panic Room, puntata dedicata a Pulp Fiction, una dedicata al film Apollo11).
La scenografia riguarda prevalentemente gli interni: l’aula studio, la mensa scolastica, i laboratori, gli uffici, le case dei protagonisti; raramente ci si sposta all’esterno e si arriva al massimo ad avere scorci di cortili o zone del parcheggio del campus. Le riprese vengono fatte quasi sempre con telecamera fissa o montata su binario, ma in alcune puntate viene utilizzata la telecamera di Abed, intento a filmare documentari o a girare film per il suo sogno di diventare regista e questo espediente riesce a dare un senso comico in più alla prospettiva di questo particolare personaggio.
La sitcom presenta cambi di scena spesso a contrasto, in modo da poter sviluppare le storie dei vari personaggi che la maggior parte delle volte vivono avventure parallele e distinte tra loro.
Le canzoni della colonna sonora utilizzate sono spesso offscreen, ma in alcune puntate sono organizzati concerti, o sono visibili stereo o cantanti di passaggio. Per la maggior parte delle scene la musica è assente e viene dato uno stacco musicale dal tono allusivo a seconda della scena svolta, per poi passare alla sequenza successiva.
Dopo il teaser e la sigla, come da tipico schema da sitcom, seguono lo svolgimento della trama della puntata (con il classico stacco musicale in corso d’opera che dovrebbe condurre ad un’eventuale spazio pubblicitario), la conclusione dell’epsodio, che nasconde sempre un tema dal taglio moralistico e lezioni etiche su amicizia, tolleranza, autostima, e un tag finale che nella maggior parte delle occasioni vede coinvolti Troy e Abed (fino ad arrivare a vederli interpretare un talk show fittizio in assenza di telecamere “Troy&Abed in the Morning”) oppure altri personaggi della serie coinvolti in non-sense comici.

La comicità di questa serie viene tutta dai dialoghi: veloci, brillanti.
Jeff è il soggetto carismatico e serio del gruppo, che però fin troppo spesso cade nella trappola dell’autoesaltazione e viene sbugiardato per questo; Britta è la ragazza che vuole a tutti i costi dimostrare di avere un carattere duro e delle idee rivoluzionarie e si ritrova a fare i conti con la propria realtà di ragazza semplice; Troy fa spesso la figura dell’idiota immaturo; Annie è una ingenua ragazza che cade in lapsus dai risvolti hot; Sherley è la cattolica devota che rischia di essere scambiata per bigotta e Pierce è un lascivo razzista che cade in paradossi e in frasi pregiudizievoli. Abed dà carica ai dialoghi con i suoi toni robotici e i suoi atteggiamenti al limite della patologia.
Per fare un esempio della comicità di Abed, prendiamo in esame una scena in cui la mascotte della scuola, l’essere umano di Greendale, porta doni di S.Valentino ai membri del gruppo e lascia un cesto di muffin davanti ad Abed e un geloso Troy chiede spiegazioni ricevendo la risposta con la solita cadenza meccanica e riferimenti cinematografici:

[Troy]: Ti ci metti anche tu, Abed?
[Abed]: Altri 900 muffin da un’altra attrice che vuole fare il mio film.
[Jeff]: E funziona?
[Abed]: Sì, Meryl Streep ci ha vinto due Oscar con i muffin.
[Sherley]: Oh…
[Abed]: Era una battuta. Ho scordato l’inflessione e questo dà il tuuuuuurbo alla battuta. L’inflessione è fooooondamentale.

Un altro esempio di dialogo in cui viene mostrata la personalità di Jeff e Britta, invece, è quello in cui, nel corso della stessa puntata, Jeff riceve nella notte una telefonata da Britta ubriaca che si presenta in aula studio con evidenti segni di post-sbornia:

[Jeff]: Posso portarti qualcosa? Acqua, bombole d’ossigeno, un alibi per la morte di Cobain?
[Britta]: No, invece fa così: abbassa l’attaccatura dei capelli, datti una limata al naso e chiudi quella bocca.
[Jeff]: Mmh… che acidità! Cioè, non quello che dici, intendo i fiumi di whisky che provengono dalla tua bocca.
[Britta]: Ho rivisto un’amica, non la vedevo dai tempi dell’anarchia, ci siamo bevute… qualsiasi cosa.
[Jeff]:  Già.. e quindi ti sei detta: ora faccio un trillo a Jeff.
[Britta]: Eh, sì. Questo perché quando io mi diverto la prima cosa che faccio è pensare.
(Jeff fa partire la registrazione della segreteria del suo telefono)
[Britta]: (ubriaca) Jeff Winger… Sì sì sì sì sì… (suoni indistinti e grugniti) Sono io… 
[Jeff]: Sbronzofonata! Così allusiva, così intrigante. Tutto quello che si dice MSE e cioè Messaggio Sessualmente Esplicito! Eh eh eh!
(Entra Abed, Britta prende le sue cose e scappa via)
[Abed]: cos’ha Britta?
[Jeff]: Dio esiste! Ha negato per tutto l’anno di essere attratta da me solo per fare l’alternativa e ora mi ha chiamato, questa mattina alle tre. Sì, voleva sapere: come va? (con tono di caricatura da ubriaco)
[Abed]: Una sbronzofonata? Era un MSE?
[Jeff]: Un MSE con tutte e tre le maiuscole!
[Abed]: Ooh, non è bello.
[Jeff]: Nulla di speciale, noi ci divertiamo a darci sui nervi.
[Abed]: Ma è qui il punto: sei tu che hai in mano il carico, ora lei è fuorigioco. Hai fatto l’equivalente delle sitcom in cui uno vede l’altro nudo.
[Jeff]: Ehi, ma nelle sitcom capita davvero questo?
[Abed]: (con tono sarcastico) Nooo, non so di cosa parlo! Mica mi chiamo Abed, non ho mai guardato la tv!

I riferimenti cinematografici sono molti, a volte velati e a volte diretti, come in questa scena in cui vediamo Abed intento a girare una puntata del suo serial (praticamente una metaserie in cui gli attori interpretano il gruppo di studi e le loro avventure) e dirige il cast in cui un ragazzino asiatico interpreta il ruolo di Chang e viene criticato per la sua recitazione, dando poi di matto.

[Abed]: Questa è grinta, usala!
[Jeff]: Wow!
[Abed]: Ha fatto lo spot di Pizza Ok e si crede Christian Bale.
[Jeff]: Mi sa che avevi ragione, Britta è parecchio strana con me, è come se l’avessi vista nuda.
[Abed]: Oh, persino Tony ha visto Angela nuda nei titoli di Casalingo Superpiù.
[Jeff]: E ha fatto qualche cosa per rimediare?
[Abed]: Beh, non ho mai retto oltre i titoli di testa… ma Chandler, che ha visto Rachel nuda in Friends, ha dovuto accettare di farle vedere il suo pene.
[Jeff]: È chiaro: mostrerò a Britta il mio pene!
[Abed]: Devo lasciarti, il mio Chang fra 20 minuti raggiunge i boy scout.
[Jeff]:  Ah, e quindi per pareggiare il conto dovrei chiamarla mentre sono ubriaco? Tu non lo trovi un pochino banale? Dici che funzionerà?
[Abed]: Potrebbe, mmmhh… è materia che scotta. Dovrà credere che sia vero. Hai mai fatto l’ubriaco?
[Jeff]: (si finge malamente ubriaco) Guarda, lo sto facendo. Sto bene sai? Ci riesco a guidare, io sono assolutamente in grado, dammi le chiavi!
[Abed]: Può bastare, come…
[Jeff]:  Aspetta non ho finito.
[Abed]: Ok.
[Jeff]:  Aaaah… Sul serio dammi le chiavi…
[Abed]: Fine delle riprese. Vieni da me oggi alle 4 e ci lavoriamo su.
[Jeff]:  È che non posso, non ce la faccio. Ti spiego: è una brutta idea, fidati.
[Abed]: Jeff, Britta è una debole, lei taglia la corda. Se fai le cose col culo e fallisci, lei se ne andrà via da qui ma non accadrà se la regia la farò io… E la farò io! Sella il tuo pony!
[Piccolo Chang]: Scusa, ho perso le staffe. Sto smettendo di fumare.
[Abed]: Diventerà una star! Lui è il giovane asiatico di Lost.

Altra fondamentale parte di questo serial sono le battute ironiche di impronta razzista o socialmente inaccettabili e il rapporto assurdo che si crea tra Troy e Abed. In una puntata, i parenti vengono a far visita agli alunni e, prima che questo accada, il gruppo di studi si ritrova come sempre al tavolo in biblioteca.

[Sherley]: Sono felice, state per conoscere i miei figli.
[Abed]: Non sono gemelli? Mi mandano fuori. Uno sa sempre quello che l’altro.
[Troy]: Pensa…
[Abed]: Sì… litigano sempre per l’ultimo pezzo di…
[Troy]: …Torta.
[Abed]: Fa impressione… impressione.
[Sherley]: Starete bene con i miei figli, vedrete. Io non li vedo molto da quando sono al college. Mia sorella scherza, dice che non mi riconoscono più ormai e io scherzo dicendo che lei è gelosa perché è infertile.
[Annie]: Mmhh…
[Abed]: Papà arriva con mia cugina Abra da Gaza.
[Annie]: E di’: lei somiglia a te con rossetto e parrucca?
[Abed]: Quella è Halle Berry. Abra porta sempre il burqa, quindi direi che assomiglia a una coperta con sotto una ragazzina.
[Troy]: Mia nonna trascinerà qui le sue vecchie ossa. E se mi caccio in un armadietto?
[Britta]: Vorresti evitarla?
[Troy]: Già. È una pazza.
[Britta]: Troy, la società ci invita a sbarazzarci delle persone anziane perché non lavorano né consumano. Non sottovalutare il valore di tua nonna, tu devi averne cura!
[Troy]: Si? Allora fallo tu!
[Britta]: Certo lo farò. Sei cosciente che non vivrà in eterno?
[Troy]: Vorrei che tu avessi ragione, Britta, ma difficilmente tu hai ragione.

 

Tatiana De Pace (autore); Andrea Martina (revisione)

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