Carnivàle

Carnivàle

Sophie: Va’ all’inferno!
Justin: Andarci? Ho intenzione di portarlo qui.
(Carnivàle; 2, 12)

Carnivàle è una serie televisiva della HBO di genere thriller/horror ideata da Daniel Knauf e da lui prodotta assieme a Ronald D. Moore e Howard Klein, con musiche di Jeff Beal. È composta da due stagioni, entrambe di dodici episodi della durata di cinquanta minuti; la prima stagione è andata in onda negli Stati Uniti a partire dal 14 settembre 2003 e la seconda dal 27 marzo 2005. In Italia è stata trasmessa dal canale satellitare Jimmy nel 2005.

La storia è ambientata negli Stati Uniti del periodo della Grande Depressione ed è incentrata sulle strane vicissitudini dei componenti di un circo itinerante. Qui trova rifugio Benjamin Hawkins, giovane fuggiasco dai molti segreti che nel corso degli episodi scopre di possedere una dote particolare, quella di donare la vita e la morte. Knauf si concentra sulle sue vicende e su quelle parallele di Padre Justin Crow, inquietante prete metodista in possesso di poteri paranormali che nemmeno lui comprende fino in fondo. Man mano che la vicenda prosegue, si intuisce che Benjamin e Padre Justin condividono un legame e sono coinvolti in un dissidio secolare tra il Bene e il Male. Un ruolo importante nella trama è giocato da un non meglio identificato Direttore del circo che nutre un enigmatico interesse nei confronti di Benjamin.
Tra gli attori si annoverano due icone del cinema indipendente americano: Michael J. Anderson, meglio conosciuto come il nano di Twin Peaks di David Lynch, e Adrienne Barbeau, presenza ricorrente nei film horror di John Carpenter.

Ben Hawkins (Nick Stahl): è il protagonista principale della serie. Originario dell’Oklahoma, è un giovane che ha avuto alcuni guai con la legge e si unisce ai componenti di un circo itinerante. Sin da bambino ha dimostrato di possedere doti paranormali ed è tormentato da strane visioni. Pare essere collegato a Henry Scudder, un uomo che in precedenza aveva lavorato nello stesso circo. In seguito, Benjamin comprende di poter donare la vita e la morte, ma tale dote ha un prezzo. Per far vivere qualcuno, infatti, deve uccidere qualcun altro. A un certo punto scopre che Henry Scudder è suo padre e che dovrà confrontarsi con l’intimidente Padre Justin, entrambi pedine di una secolare lotta tra il Bene e il Male.
Padre Justin Crow (Clancy Brown): è l’altro protagonista della serie, nonché antagonista di Benjamin. È un ministro metodista che risiede nella cittadina di Mintern in California con la sorella Iris. Il suo vero nome è Alexei Belyakov, figlio di emigranti allevato da un sacerdote. Anche lui, come Benjamin, è tormentato da visioni e possiede doti paranormali. All’inizio della serie è un idealista che intende aiutare i disagiati. Stimolato dalle sue percezioni, si impegna nella costruzione di un orfanotrofio. Tuttavia, dopo la morte di alcuni orfani in un incendio, la sua fede inizia a vacillare, così come il suo equilibrio psichico. Il sacerdote che l’ha allevato lo ritiene posseduto da un demone e lo stesso Justin viene a patti con i lati oscuri della sua anima. Incomincia a fare prediche radiofoniche, influenzando gli ascoltatori, e fonda un’organizzazione usando le sue capacità di persuasione. Scopre poi di essere implicato in un conflitto tra Bene e Male ed entra in contatto con Sophie, una donna che lavora nel circo e che è sua figlia. Tramite lei incontrerà il suo avversario, Benjamin.
Samson (Michael J. Anderson): è un piccolo che lavora nel circo come manager, obbedendo agli ordini di un Direttore che vive in un carrozzone e nessuno ha mai visto, ad eccezione di lui. All’inizio della serie è il portavoce ufficiale della direzione ma poi perde l’incarico a favore di Lodz, un veggente cieco. Tuttavia, in seguito riprende la sua posizione e nella seconda stagione, dopo la morte del Direttore, occupa i vertici del Carnivàle e decide di fare di Benjamin il nuovo manager.
Jonesy (Tim Dekay): è un ex giocatore di baseball che zoppica a causa di un infortunio. Il suo handicap non è stato causato da un incidente ma da un pestaggio ordinato da un gangster, poiché Jonesy si era rifiutato di perdere una partita. Dopo aver abbandonato l’attività sportiva, si unisce al circo e diventa giostraio, nonché braccio destro di Samson. Si innamora di Sophie e sembra che tra i due possa nascere qualcosa. Ma quando quest’ultima inizia una storia con una ragazza, Jonesy si allontana da lei, avvicinandosi all’avvenente Libby. Avrà poi una relazione con la madre della giovane, Rita Sue. In seguito alla morte di una donna per colpa di un guasto alla giostra, Jonesy viene rapito, torturato e ucciso dal marito della vittima. Benjamin lo riporta in vita e Jonesy si unisce a lui nel conflitto finale con Padre Justin. Ma Sophie gli spara a sangue freddo.
Sophie (Clea Duvall) e Apollonia (Diane Salinger, Elizabeth Kayle): Sophie e Apollonia, rispettivamente figlia e madre, sono indovine che si esibiscono nel circo. Apollonia è catatonica e comunica telepaticamente con Sophie. Il loro rapporto non è idilliaco e c’è stato qualcosa di strano, legato alla nascita di Sophie, che ha causato la catatonia di Apollonia. Come si scopre in seguito, Sophie è una Omega (concetto molto importante nella serie). Apollonia, consapevole della situazione, vuole impedire alla ragazza di sviluppare questo lato del suo essere e cerca prima di spingerla al suicidio e poi di coinvolgerla in un incendio. Ma è Apollonia a morire tra le fiamme. Riapparirà come fantasma. Dal canto suo, Sophie viene salvata da Jonesy e ha una breve relazione con Ben. Abbandona poi il circo e, dopo una serie di vagabondaggi, incontra Padre Justin e ne diventa la cameriera. L’uomo la introduce alla religione ma lei intuisce che è malvagio e una visione le suggerisce che si tratta di suo padre. Durante il conflitto finale, uccide Jonesy e poi scopre il cadavere del sacerdote.
Lodz (Patrick Bauchau): è un mentalista cieco e ha una storia di lungo corso con il circo. Sin dal principio della serie è consapevole delle capacità di Ben e cerca di manipolarlo. Ha un legame con il misterioso Direttore e i due sono coinvolti in intricate macchinazioni. È in grado di possedere gli altri con la mente e quando Ben intuisce la sua natura ingannevole e infida lo uccide. Apparirà tuttavia nella seconda stagione in alcuni flashback e come spettro.
Lila (Debra Christofferson): è una donna barbuta, amante di Lodz. All’inizio della serie non è consapevole dei complotti del suo compagno e del Direttore. Nel corso degli episodi, però, inizia ad avere sospetti e intuisce che esistono forze paranormali nel circo. Tale consapevolezza le sarà utile verso la fine della seconda stagione, quando impedirà alla comunità del circo di raggiungere Benjamin e Padre Justin nel luogo del loro conflitto finale.
La famiglia Dreyfuss: Felix (Toby Huss), Rita Sue (Cynthia Ettinger), Libby (Carla Gallo), Dora Mae (Amanda Aday): Felix lavora nel circo e gestisce uno spettacolo di strip-tease che vede la partecipazione della moglie Rita Sue e delle figlie Libby e Dora Mae. La famiglia ha problemi economici e non c’è molta armonia tra i componenti. A volte Rita Sue si prostituisce, con il tacito assenso del marito, e ha una relazione con Jonesy. A un certo punto della serie, Dora Mae viene uccisa dall’abitante di una città fantasma mentre Libby per un breve periodo intreccia una relazione con Sophie.
Ruthie (Adrienne Barbeau) e Gabriel (Brian Turk): Ruthie è un’incantatrice di serpenti e ha un figlio, Gabriel, che è il forzuto del circo. La donna ha avuto una relazione con il misterioso Henry Scudder. Gabriel e Ben diventano amici e proprio mentre la loro amicizia si fa più salda, Ruthie muore a causa del morso di un serpente. Ben cerca di riportarla in vita ma ci riesce parzialmente e l’esito diviene positivo solo quando il ragazzo uccide Lodz. In seguito alla sua resurrezione, Ruthie percepisce strane presenze e in diverse occasioni è posseduta dallo spirito di Lodz.
Iris Crow (Amy Madigan, Erin Sanders): è la sorella di Padre Justin e lo sostiene fedelmente. Almeno questo è ciò che sembra finché nella seconda stagione si scopre che è stata lei ad incendiare l’orfanotrofio. Inizia una relazione con Tommy Dolan, un presentatore radiofonico che intuisce molte cose sul conto della donna. Il loro rapporto viene ostacolato da Padre Justin e Iris, spinta dal rancore, cerca di contrastarlo.
Tommy Dolan (Robert Knepper): un presentatore radiofonico in cerca di storie strane e inusuali da poter utilizzare per la sua trasmissione. Incontra Padre Justin e lo convince a diventare uno speaker e nello stesso tempo prova attrazione nei confronti di Iris. Dopo aver compreso la natura ambigua dei due fratelli ed essere venuto a conoscenza delle loro colpe, cerca di trarne vantaggio. Padre Justin, dal canto suo, riesce ad ostacolare la storia d’amore tra Tommy e Iris.
Norman Balthus (Ralph Waite): è il sacerdote che ha allevato Justin e Iris. A un certo punto, comprende la natura malvagia di Justin e si confronta con lui. A causa di una malattia, nella seconda stagione è costretto all’immobilità fino a quando Benjamin lo guarisce con i suoi poteri. Tuttavia, non riuscirà a prevenire i piani maligni di Justin.
Varlyn Straud (John Vernon Lynch): assume un ruolo rilevante nella seconda serie. È un ex carcerato condannato per vari omicidi che, dopo aver ascoltato uno dei sermoni radiofonici di Padre Justin, ne viene condizionato dai messaggi subliminali. Uscito di prigione, raggiunge Padre Justin e diventa suo discepolo. Il sacerdote lo incarica di trovare Henry Scudder e l’uomo riesce nel suo intento. In seguito a tale evento, diviene la guardia del corpo di Padre Justin.
Henry Scudder (John Savage): è un uomo che appare spesso nei sogni di Benjamin e di Justin indossando una divisa. Si sa che ha lavorato nel circo, è stato l’amante di Ruthie e potrebbe essere il padre di Benjamin. Questo dettaglio viene in seguito confermato da Samson. Nella seconda stagione si chiarisce che l’uomo è stato il primo strumento del Male e il Direttore del circo quello del Bene, e ora egli è consapevole della natura di Benjamin e Justin. Benjamin lo trova e lo porta dal Direttore. In seguito a una lotta tra i due, il Direttore è ucciso da Ben mentre Scudder fugge, solo per venire catturato da Straud. Quest’ultimo lo conduce da Padre Justin che lo decapita.
Lucius Belyakov (Michael Massee): come Scudder, anche lui appare nei sogni di Benjamin e di Justin. È stato il primo strumento del Bene e in seguito è diventato il Direttore del circo. È anche il padre di Justin e Iris. Nel corso della prima stagione non appare mai. Si rivela nella seconda e, prima di morire, fornisce a Benjamin informazioni che lo renderanno in grado di distruggere Justin.

Sigla. Dal momento che la trama di Carnivàle si basa sulla secolare lotta tra il bene e il male, la sigla d’apertura presenta immagini collegate a questi concetti. Realizzata con una sofisticata tecnica digitale, è caratterizzata da una commistione di immagini di repertorio, sia negative (comizi di Mussolini e di Stalin, una cerimonia del Ku Klux Klan), sia positive (l’atleta nero Jesse Owens, un dirigibile che rappresenta il progresso, un gruppo di ballerini), e di figure degli Arcani Maggiori dei Tarocchi. Fondamentali sono quelle che evocano lo stato di miseria tipico della Grande Depressione, epoca in cui si svolge la storia di Carnivàle. Quando la sigla si conclude, restano i tarocchi della Luna (simboleggiata da un diavolo) e del Sole (simboleggiato da una figura che evoca il concetto di divinità) che rappresentano il conflitto narrato nella serie. I disegni dalle illustrazioni confluiscono nei filmati di repertorio. Di conseguenza, si ha la sensazione di vedere i disegni animarsi all’improvviso e assumere un aspetto realistico.

Ogni episodio di Carnivàle parte in sordina ed è caratterizzato da un ritmo narrativo lento che contribuisce però a creare un forte senso di tensione. Spesso ci si concentra, episodio dopo episodio, su diversi personaggi, a volte persino su quelli minori, allo scopo di comprenderne le psicologie e le motivazioni. Tuttavia, c’è una netta differenza tra la prima e la seconda stagione. Nella prima, infatti, al di là del mistero riguardante la natura di Benjamin e di Padre Justin, che rappresenta l’argomento principale della trama, molti episodi hanno una struttura autoconclusiva. È nella seconda stagione che la story-line assume un’impostazione più ad ampio respiro, con trame e sottotrame che convergono verso il clamoroso finale. L’ultima puntata della prima stagione, inoltre, si conclude con un cliffhanger ideato per spingere lo spettatore a seguire la successiva. Nella serie non mancano colpi di scena e gli episodi interlocutori, relativamente “tranquilli”, si alternano ad altri contrassegnati da sequenze macabre, violente, se non esplicitamente horror. Abbondano le scene di natura onirica, ricche di simboli e di riferimenti apparentemente criptici che troveranno un senso e una spiegazione man mano che le vicende proseguono. Non mancano i flashback, specialmente quelli riguardanti l’enigmatico personaggio di Harry Scudder. Queste scene sono accompagnate da effetti sonori particolari (vento, note ripetute in maniera esasperante) che contribuiscono ad evocare un’atmosfera perturbante.

In Carnivàle i dialoghi hanno un’importanza fondamentale e in un certo qual modo la serie potrebbe essere definita verbosa. Ogni episodio è caratterizzato da un riuscito equilibrio di riflessione e azione. Alcune sequenze basate su lunghe, spesso complesse, conversazioni si alternano a quelle delle visioni e degli incubi, contrassegnate da innegabile velocità. I personaggi hanno linguaggi diversi. Per esempio, Samson utilizza termini gergali ed è proprio il linguaggio a definire le caratteristiche sociali dei protagonisti. L’inglese di Padre Justin è forbito, elegante, come si addice a un uomo di chiesa che ha fatto buoni studi. Il suo tono è tipico del predicatore carismatico che ha il vezzo di citare la Bibbia e vari testi letterari. Dal canto loro, i componenti della famiglia Dreyfuss, tanto per fare un ulteriore esempio, si esprimono in maniera poco elegante, da gente di strada. Non mancano inoltre termini collegati al periodo della Grande Depressione, sempre slang, che contribuiscono a rendere peculiari e credibili i dialoghi di Carnivàle.

Il discorso riguardante i simboli di Carnivàle deve essere necessariamente stringato, dal momento che i riferimenti all’esoterismo, all’occultismo e alla filosofia abbondano e si dovrebbe forse scrivere un saggio specifico al riguardo. Ma si possono in linea generale citare alcuni degli elementi più rilevanti. Il concetto di Avatar ha un’importanza preponderante ai fini della trama. Deriva dalla cultura induista e indica un Essere Supremo che si incarna in un mortale. Benjamin e Padre Justin sono gli Avatar della serie e rappresentano rispettivamente quello del Bene e quello del Male. Inoltre, i loro cognomi, Hawkins e Crowe evocano i termini hawk (falco) e crow (corvo), che secondo alcune tradizioni rappresentano le creature alate del bene e del male. In generale, simboleggiano la lotta tra la luce e le tenebre ed è significativo che nella sigla appaiono i tarocchi del sole e della luna che a loro volta rimandano ai due concetti principali della serie: la luce del bene opposta all’oscurità del male, il dissidio primordiale al centro della storyline. Un’altra importante suggestione di Carnivàle è rappresentata dalla genealogia reale. Daniel Knauf si è ispirato al sistema gerarchico delle famiglie nobili, basato su re, regine, principesse e così via. Nell’universo narrativo di Carnivàle la posizione più elevata è occupata dai Vettori, i Profeti e i Principi che corrispondono ai sovrani. Gli elementi femminili speculari alle regine e alle principesse sono definiti Alpha, Omega e Usher. Il più importante in assoluto è l’Alpha che, secondo Knauf, era una donna coinvolta nell’incendio della mitica biblioteca di Alessandria, che non appare mai nella serie. Le creature del Bene e del Male sono sempre uomini e nel corso del tempo hanno generato figli denominati Vettori. A un certo punto della trama il concetto del Profeta diviene importante e si discute spesso del suo sangue che, secondo una tradizione, dovrebbe essere blu. Altri riferimenti interessanti sono presenti nei sogni di Benjamin e di Lodz. I due sognano i Cavalieri Templari e gli accenni all’ordine cavalleresco sono ricorrenti, così come ricorrente è il termine Taravatarava che Benjamin interpreta come Avatar (ma non ci sono certezze al riguardo). Nella seconda stagione si parla del Libro di Mattia, testo sacro inesistente che richiama la Bibbia tradotta da Re Giacomo. E abbondano, inoltre, i riferimenti al Libro delle Rivelazioni. Un’immagine insistita è quella dell’albero. Un uomo che appare in sogno a Ben ha, per esempio, un albero tatuato sul dorso. Lo stesso albero è presente sulla copertina del Libro di Mattia o in un dipinto di una chiesa e così via. Rappresenta probabilmente l’Albero della Conoscenza, sebbene non ci siano mai state spiegazioni precise al riguardo. Non sono mancati neanche accenni ai misteri di Rennes-le-Chateau, sempre legati ai Cavalieri Templari. Un altro elemento che ha fatto discutere i fan del serial, dando vita a numerose interpretazioni, è legato a Trinity, Alamagordo, luogo in cui furono effettuati i primi test atomici. Una luce improvvisa appare durante la sequenza di un bacio e alcuni personaggi fanno riferimento a un sole artificiale, o a un’esplosione o comunque a qualcosa di grave accaduto proprio ad Alamagordo. Daniel Knauf si è limitato a dire che la serie non riguardava la bomba atomica in sé ma il concepimento dell’ordigno nucleare, anch’esso inserito nel contesto generale del conflitto tra il Bene e il Male. I simboli più importanti della storia sono i Tarocchi che però Daniel Knauf interpreta in maniera personale, facendo peraltro corrispondere loro varie immagini. Il Mondo, per esempio, è rappresentato da una riproduzione del Giudizio Universale di Michelangelo; l’Asso di Spade da un’incisione di Doré; la Morte dal quadro Gli Ultimi Giorni di Pompei di Brullov; il Re di Spade da un’immagine dell’Arcangelo Michele; la Temperanza da un’opera di Bruegel; Il Bagatto da una riproduzione della crocifissione di Lieferinxe; la Torre da un dipinto riguardante la lotta tra romani e cartaginesi realizzato da Fouquet; il Sole da un’altra immagine di Michelangelo e così via. Si possono infine rilevare suggestioni legate alla fisica quantistica e alle teorie temporali di Heisenberg. In ogni caso, questo breve elenco fornisce solo una vaga idea dei riferimenti culturali che hanno reso Carnivàle una serie peculiare persino per gli standard già poco banali della HBO.

 

Sergio Duma

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