Black mirror

Black mirror

A che serve tutto questo, signor Monroe? Bene la verità è che non lo sa più nessuno grazie a voi! A che servite? Grazie a tutti e buonanotte! [saluta col dito medio e scompare dallo schermo]

Creata da Charlie Brooker, giornalista, presentatore, produttore e comico inglese dal sarcasmo pessimistico, Black Mirror è una serie che unisce più generi: drammatico, thriller e horror. Prodotta da Zeppotron per Endemol, la prima stagione della serie è andata in onda sul canale inglese Channel 4 nel 2011 mentre la seconda stagione è stata trasmessa nel febbraio 2013.
In Italia la serie è stata trasmessa nell’ottobre 2012 da Sky Cinema 1 che ha proposto anche la trasmissione della seconda stagione in un’unica serata nel marzo 2013.
Black Mirror vince nel 2012 l’Emmy Awards come migliore miniserie televisiva ma, nonostante le numerose candidature a diversi premi di prestigio internazionale, la serie rimane un prodotto di nicchia.
Dopo lo speciale natalizio trasmesso in Italia da Netflix nel 2015, solo un anno dopo la messa in onda nel Regno Unito, la compagnia americana ha deciso di comprare i diritti e di produrre 12 nuovi episodi che sono stati suddivisi in due stagioni. I primi sei sono stati stasmessi nel 2016 mentre la messa in onda della quarta stagione è prevista per il 2017.

Black Mirror può essere considerata come una sorta di manuale sugli effetti collaterali che la tecnologia ha sulla nostra vita. Acuta e spiazzante, Black Mirror è unica nel suo genere in quanto è del tutto priva di orizzontalità. Ogni episodio infatti è autoconclusivo: nulla lo lega all’episodio successivo o precedente, neanche il cast. Unico filo conduttore e vera protagonista della serie è la tecnologia narrata in tutte le sue forme e con tutti i suoi difetti.

Le due stagioni della serie raccontano gli «aspetti della nostra dipendenza dalla tecnologia, la “nuova Droga” come l’ha definita lo stesso creatore della serie Brooker.

La tecnologia è l’assoluta protagonista del genio di Brooker, che ha saputo guardare al futuro con molta criticità ma con il dovuto british humor.

Il titolo Black Mirror, specchio nero o “schermo delle mie brame”, è un chiaro riferimento a tutti gli schermi neri che quotidianamente ci circondano: lo schermo dello smartphone, lo schermo del televisore, lo schermo del computer. La nostra vita non è più la nostra, è social. La comunicazione è diventata istantanea, le informazioni si amplificano e le relazioni vere si esauriscono con l’invio di un Tweet, di uno stato di Facebook o di una foto su Instagram. Tutto questo è magistralmente riportato in ogni episodio delle due stagioni in cui, nonostante le ovvie differenze tematiche, la tecnologia si manifesta in tutti i suoi aspetti.

Nel primo episodio, Messaggio al Primo Ministro (The National Anthem), la tecnologia si manifesta come scandalo sociale. La principessa Susannah, membro della casa reale britannica, è stata rapita. La notizia irrompe in tutte le case del Paese creando il panico tra i sudditi. A rendere a dir poco inusuale la notizia è la richiesta del rapitore, il quale non desidera una lauta ricompensa per rilasciare la principessa ma pone come unica condizione per salvarle la vita che il Primo Ministro Michael Callow accetti di fare sesso con un maiale, naturalmente in diretta televisiva. Inizialmente l’opinione pubblica è compatta nel rifiutare anche solo l’idea che il primo ministro si sottometta a tale ricatto, ma appena il rapitore dimostra di essere realmente capace di uccidere la principessa, la gente cambia idea: Michael Callow deve cedere alla richiesta, deve salvare Susannah. Lo “spettacolo” diviene l’evento più atteso d’Inghilterra, e non solo: le strade si svuotano ed intorno ai monitor si raccoglie un fiume di gente pronto ad assistere all’umiliazione in diretta. Tutti i dogmi sono capovolti, la possibilità di pilotare le informazioni rompe le barriere della censura e trasforma la vita reale in un grande reality show. L’episodio trova l’epilogo nel paradosso: nel momento in cui finalmente la principessa viene liberata nessuno è lì ad aiutarla perché tutti, per quanto disgustati, sono assorti davanti al televisore.

Il secondo episodio s’intitola 15 milioni di celebrità (15 millions of merits) ed è una critica sottile al mondo televisivo, in particolar modo ai talent show. Il protagonista, Bing Madsen, è un ragazzo comune che vive in una realtà nella quale è necessario pedalare sulle cyclette per poter dare energia al mondo circostante. Lo sforzo è ricompensato con dei meriti attraverso i quali è permesso comprare quello di cui si ha bisogno, o trarre qualche vantaggio come quello di saltare la pubblicità presente all’inizio di ogni attività senza essere multati. Una volta guadagnati quindici milioni di meriti ci si può anche comprare un biglietto per partecipare ad un talent show che offre come premio la libertà. Bing ha ereditato dei crediti del fratello e suda sulla cyclette ogni giorno risparmiando fino all’ultimo gettone. Ad un passo dal traguardo però si innamora di una ragazza, Abi, e decide di regalarle la possibilità di giocarsi la libertà partecipando ad una competizione. Nonostante la vittoria, il destino di Abi non è quello sperato e lo stesso Bing, una volta accumulati nuovamente i crediti e vinta la competizione, si rende conto che è impossibile liberarsi della “struttura” e che la libertà promessa è solo fittizia.

Ricordi pericolosi (The entire history of you) è l’episodio che chiude la stagione, il terzo. In questa società ogni persona ha un chip impiantato nel cervello che permette di memorizzare i ricordi, i quali possono essere riavvolti e riguardati in ogni momento e addirittura proiettati in uno schermo. La storia ruota intorno ad un giovane avvocato nella mente del quale si è insidiato il tarlo del tradimento della moglie. La ricerca ostinata della verità li riporterà a scavare nel passato alla ricerca dei ricordi compromettenti.

La seconda stagione si apre con tema delicato: quello della morte. Torna da me (Be right back) racconta la storia di una ragazza, Martha, e del suo fidanzato Ash. Ash esce per andare a consegnare la macchina presa in noleggio e muore in un incidente. Martha, già sconvolta dalla perdita, scopre di essere incinta e decide di seguire il consiglio di un’amica: registrarsi tramite Internet ad un servizio che memorizza le tutte le informazioni, anche la voce, delle persone morte attraverso le loro mail, i video e i social. Prima una serie di messaggi, poi delle lunghe telefonate con il finto Ash porteranno Martha a spingersi sempre oltre fino ad ordinare un “nuovo Ash”, una sorta di clone che le viene recapitato smontato in uno scatolone. La mancata elaborazione del lutto porta Martha a perdere il contatto con la propria vita. In questo episodio, i ricordi non servono più per avere una memoria storica ma possono riprodurre tutte, o quasi, le sfaccettature di un essere umano.

Orso bianco (White bear), secondo dei tre episodi della seconda stagione, è quello che più si avvicina al genere thriller/horror. La scena si apre con delle interferenze. Victoria, la protagonista, si sveglia stordita e con i polsi fasciati in una stanza con un televisore accesso che trasmette l’immagine fissa di un logo. La ragazza scende al piano di sotto e anche sull’altro televisore compare lo stesso logo. In casa trova delle foto di quella che presume essere la figlia, ma non ricorda. Esce in strada per chiedere aiuto, ma la gente è dietro alle finestre a filmarla. Improvvisamente, un uomo con un cappuccio scende da una macchina con un fucile e la insegue. Victoria inizia a correre chiedendo aiuto, ma la gente che si riversa per strada, invece di aiutarla, continua a filmarla con il telefonino. Finalmente la protagonista incontra una ragazza disposta a darle una mano, Jem. Una volta aiutata Victoria a nascondersi dall’inseguitore, Jem le spiega che il simbolo che ha visto è il logo dell’emittente White Bear, il cui segnale ha reso le persone bigotte e ossessionate dalla vita degli altri; esse cercano di catturarla perché su di lei il segnale non ha effetto. Le ragazze decidono di raggiungere l’emittente per staccare il segnale e mentre fuggono dalle riprese dei passanti vengono caricate in auto da un uomo, Baxter. Guardandolo, Victoria ha la sensazione di conoscerlo e di sapere dove stanno andando: in una foresta. Le sue visioni si rivelano esatte: arrivati nella foresta, Baxter la incappuccia e la lega ad un albero per torturarla; ma Jem, che è riuscita a scappare, gli spara. Le due ricominciano la corsa e le visioni aumentano d’intensità. Quando riescono a disattivare il segnale, vengono rapite e portate in una sorta di studio televisivo. Qui la verità è palesata: Victoria sta scontando una pena per aver rapito, torturato e ucciso, insieme al suo fidanzato, una bambina. Tutti i protagonisti sono in realtà attori dello show che ogni giorno Victoria è costretta a ri-vivere. Solo quando arriva nello studio e dopo il racconto del crimine, la protagonista ricorda finalmente tutto, ma proprio in quel momento viene nuovamente stordita e le vengono cancellati i ricordi. Il mattino successivo l’incubo ricomincia.

Vota Waldo! (The Waldo moment) affronta il tema della politica. Waldo è un orsetto turchese virtuale, controllato da un giovane e arguto comico, Jamie. L’orsetto è sfacciato e irriverente a tal punto che i produttori del programma decidono di candidarlo alle elezioni contro Liam Monroe. Waldo inizia una campagna elettorale spietata, raccogliendo il consenso di molti inglesi. Il problema maggiore si presenta quando Jamie è costretto a togliere la maschera di Waldo. Lui che la politica l’ha sempre odiata. Waldo è una critica alla politica moderna che cerca di conquistare voti accattivando gli elettori con false promesse o studiando la strategia elettorale attraverso la comunicazione: un’arma a doppio taglio, tale come si rivela a Jamie.

Il cast è sempre diverso per ognuno dei sei episodi. Questa scelta è perfettamente in linea con la struttura di non-continuità della serie. Allo spettatore non è concesso di familiarizzare con i personaggi. La tecnologia, piuttosto che aumentare la socializzazione, stimola alla partecipazione esclusa: uno stato in cui ci sentiamo soli se non possiamo consultare Internet ma non abbiamo il tempo o il piacere di prendere un caffè con vecchio amico.

Messaggio al Primo Ministro. Tra i personaggi principali c’è il Primo Ministro Michael Callow, interpretato dall’attore Rory Kinnear. La sua è una scelta difficile. Lasciare morire la principessa Susannah o accoppiarsi pubblicamente con un maiale? Fino a che punto ci si può spingere? Per Callow la scelta è solo una: la pubblica umiliazione.

15 milioni di celebrità. Bing Madsen è interpretato da Daniel Kaluuya. È silenzioso e contemplativo. Pedala e suda in continuazione, ma non riesce a restare indifferente ascoltando la voce di Abi, della quale si innamora. Decide di regalarle il biglietto per partecipare ad un talent tipo X-Factor, sicuro che la sua voce conquisterà i giudici. Ma si sbaglia, e quando i giudici le propongono di recitare come attrice porno Abi accetta. La reazione di Bing non lascia trapelare emozioni. Ricomincia a pedalare per raggiungere i merits necessari a partecipare al talent, 15 milioni. Una volta raggiunta la somma il protagonista si presenta davanti ai giudici minacciando il suicidio. Il risultato è un ampio consenso sia da parte del pubblico che dei giudici, i quali decidono di premiare la performance offrendogli un programma tutto suo in cui può criticare chi vuole. Dopo un primo ripensamento, Bing accetta il compromesso pur di non tornare a pedalare guardando annunci pubblicitari. Ora è lui la pubblicità che altri guardano per accumulare “15 milioni di meriti”.

Ricordi pericolosi. Liam Foxwell (Toby Kebbell) è un giovane avvocato in cerca di lavoro. Mentre torna a casa da un colloquio, ne rivede i momenti; dubbioso sulla possibilità di ottenere il posto va a cena a casa di alcuni amici della moglie Ffion (Jodie Whittaker). Entrando, la vede parlare con un uomo che non conosce e con il quale sembra avere una certa confidenza. Durante la serata si rende conto che il suo non è solo un dubbio. Liam è ossessionato dall’incertezza e fa di tutto per scoprire la verità. Verità che Ffion non vuole mostrare sullo schermo ma che egli esige vedere. Anche se passata. Anche se non conta.

Torna da me. In quest’episodio il personaggio principale è Martha (Hayley Atwell). Dopo la morte del giovane fidanzato Ash, Martha scopre di essere incinta. Scettica, decide di provare il software che simula le persone morte. L’illusione di potergli dire di essere incinta le dà senso di conforto. Ma non le basta, e i messaggi diventano telefonate e Ash sembra sempre più vivo. Fino a quando non decide di passare al livello successivo: clonarlo. Il contatto diventa anche fisico, ma c’è qualcosa di diverso nel clone di Ash. E Martha riesce a capirlo solo dopo averlo messo alla prova.

Orso Bianco. Victoria (Lenora Crichlow) apre gli occhi e non sa chi è, né dove si trova. Quando esce per strada a chiedere aiuto viene filmata da tutti i passanti che la rincorrono per catturare qualche minuto di video. I passanti continuano a filmare la sua paura senza ascoltare le sue richieste d’aiuto. La corsa diventa la ricerca della sua identità, del perché vogliono ucciderla, del vago ricordo che ha della figlia e di chi siano tutte quelle persone che la filmano. La fine dell’avventura la riporta a svegliarsi sulla stessa sedia e nella stanza senza memoria, protagonista inconsapevole dello show White bear Justice Park.

Vota Waldo! In quest’ultimo episodio il personaggio principale è l’orsacchiotto turchese Waldo. Chi gli dà voce e ne guida i movimenti è un giovane comico, Jamie, interpretato da Daniel Rigby. Waldo ha la caratteristica di essere un personaggio molto gradito al pubblico data la sua schiettezza nel dire le cose senza usare mezzi termini. La produzione del programma propone a Jamie di portare Waldo in campagna elettorale e candidarlo contro il conservatore Liam Monroe. Jamie non è molto entusiasta all’idea. Ma Waldo deve farlo e in breve tempo diventa un beniamino per il pubblico e affronta i candidati senza esclusione di colpi, insultandoli e deridendoli pubblicamente. Intanto Jamie si è innamorato di una giovane candidata per il partito laburista e quando i due si lasciano Waldo impreca contro tutta la classe politica. Ma il fenomeno Waldo ha conquistato tutti e, quando la Cia propone a Jamie di farne un prodotto globale e di esportarlo, Jamie rinuncia. Ridotto a una vita da barbone, Jamie cerca di rompere le vetrine in cui i televisori mandano in onda il nuovo Waldo che qualcun altro anima al posto suo.

Black Mirror è fuori dagli schemi. Ogni episodio ha una trama a sé e dura circa sessanta minuti. Il cast è diverso, l’ambientazione è diversa e anche gli episodi lo sono. Tuttavia, in entrambe le stagioni si segue una linea guida che li accomuna tutti. Ognuno inizia con la sigla seguita da alcuni minuti che ci introducono alla storia. Subito dopo compare il titolo, che ci porta nel vivo della storia.

Sigla. La sigla di Black Mirror è minimalista. Uno sfondo nero sul quale compare una scritta ad intermittenza che si compone a specchio. Quando compare il titolo della serie, lo specchio si frantuma sulla scritta che scompare in dissolvenza. La musica di sottofondo è altrettanto minimale. È un suono torvo, meccanico che introduce la tendenza “techno-paranoica” dell’intera serie.

I dialoghi di Black Mirror sono semplici ed efficaci e la caratteristica più particolare è quella di riportare espressioni d’uso comune: turpiloquio, terminologia tecnologica basilare e modi di dire. Quest’aspetto è molto evidente soprattutto nell’episodio Vota Waldo!. Intervistato durante un programma nel quale sono presenti tutti i candidati, l’orsetto esplode in un attacco a tutti i politici mettendo alla luce la loro predisposizione ad agire per interessi personali. Mette alla berlina la loro vita privata dichiarandone pubblicamente le oscenità.

Ecco riportate di seguito alcune parti dialogiche. Durante il dibattito, il presentatore chiede a Waldo cosa pensa delle droghe:

[Monroe] … Tutti noi sappiamo che l’abuso di droghe è un reato penale e che lo si commette volontariamente e per puro piacere. Beh, mi dispiace ma è la realtà.

[presentatore] Waldo, cosa ne pensi?

[Waldo] Signor Monroe, lei è un drogato per caso?

[Monroe] No!

[Waldo] Scusi, volevo dire un arrapato?

[Monroe] Ah ah. Credo che tutti noi dovremmo chiederci davvero: a che serve questo? E perché perdiamo il nostro tempo con delle trivialità riprovevoli come quelle (indica Waldo sullo schermo)?

[Waldo] Perché? Si perché? Perché? (Waldo scoreggia a Monroe e il pubblico ride)

[Monroe] È questo che intendevo. Perché ridete?

[Waldo] Ridono per te, idiota!

[Monroe] Voi ridete delle battute di un irresponsabile che ha paura di mettersi in gioco e che si cela dietro le fattezze di un pupazzo.

[Waldo] A chi hai detto pupazzo, idiota!

[Monroe] Esatto! Sto parlando di James Salter. Si chiama così, dico bene? È James Salter che si nasconde dietro a tutto questo. Lui ha 33 anni, credo. È una persona la cui carriera si può riassumere in maniera incredibilmente breve. So che ha fatto il comico ottenendo un po’ di successo; poi gli altri hanno ottenuto cose migliori mentre lei pare sia riuscito solamente a recitare la parte di una grossa pannocchia nella pubblicità di un prestito ad alto interesse. Adesso se ne sta di solito molto tranquillo e quando vuole parlare aziona questa specie di orsacchiotto, cosa elementare tra l’altro. Ci riuscirebbe chiunque. Vedete, così, così stanno le cose. È facile fare quello che fa: lui provoca e quando non riesce a fare battute divertenti, cosa che succede il più delle volte, ricorre alle parolacce. Io ritengo che la sua partecipazione al nostro programma televisivo abbassi di molto la qualità del dibattito e impedisca una discussione sensata sui punti in questione. Quindi, torno alla mia domanda iniziale. A che cosa serve tutto questo? Lui non ha un bel niente da proporre, un bel niente da dire. Mi dimostri che sbaglio, mhm? Parli, Waldo! La prego! Avanti parli! Che vi dicevo? Niente!

[Waldo] Ahhh! Vada a farsi fottere!

[Monroe] Ecco, sentite? Ancora parolacce!

[Waldo] Lei è ridicolo! A guardarla è meno umano di me che sono un orso con un cazzo azzurro. Chi è lei? È solo un vecchio modo di pensare con un nuovo taglio di capelli che prova a sovrastarmi soltanto perché non lo prendo sul serio. Nessuno la prende sul serio! Perciò la gente non vota!

[Monroe] E invece la gente vota eccome.

[Waldo] Puttanate!

[Monroe] È giunta l’ora di piantarla qui.

[Waldo] Crede che le dovrei portare rispetto?

[Monroe] Solo un po’ di educazione!

[Waldo] perché ha frequentato scuole esclusive ed è cresciuto pensando di essere chissà chi?

[Monroe] Ah, questo è un attacco personale

[Waldo] Qualcosa deve cambiare. Nessuno si fida di voi, tutti sanno che non vi frega un cazzo del bene comune. Che mi dice di Gladwell, il suo amico depravato? Lo conosce da tanto! Sapeva che razza d’uomo è?

[Monroe] No, ovviamente no.

[Waldo] Già! Perché in realtà siete parecchio simili! Siete falsi e bugiardi e in questo senso, tutti uguali!

[Presentatore] Signorina Harris, lei pensa che la politica sia una perdita di tempo?

[Guendalyn] Beh, assolutamente no…

[Waldo] Sta’ zitta, bugiarda! Sì, è così. È più falsa di lui!

[Guendalyn] Ecco, io mi trovo d’accordo con Liam Monroe. Tutto quello che ha detto è vero. Tutto questo effettivamente non serve.

[Waldo] E dai, raccontalo a tutti! Di’ a tutti perché sei qui! Deve farsi pubblicità. Non scherzo. Esattamente così. Sa che non vincerà ma aspira alla fama, vuole passare in televisione. Lei se ne stra-frega altamente di tutti voi e lo stesso fa lui. Perché alla fine vi rappresenterà comunque, sbaglio? Un politico di professione. Uno che è meno reale di me. Ma io so fare questo (e si stacca la testa)! A che serve tutto questo, signor Monroe? Bene, la verità è che non lo sa più nessuno, grazie a voi! A che servite? A che servite voi? Grazie a tutti e buona notte!

(Saluta con il dito medio e scompare dallo schermo). [Vota Waldo!; 2,3]

Come si può notare, il sarcasmo è una caratteristica fondamentale del linguaggio di Black Mirror, soprattutto quando è Waldo a parlare. Tuttavia, anche negli altri episodi i dialoghi sono piuttosto semplici. La drammaticità, pertanto, è data dalla giusta dose di momenti privi di dialoghi in cui la musica assume un carattere fondamentale per mettere lo spettatore sullo stesso piano dei personaggi. Musiche fredde e meccaniche, televisori accesi, annunci pubblicitari, fanno da scenografia all’intera serie provocando una sensazione di fastidio e di impotenza nello spettatore. L’effetto è simile a quello che Michelangelo Antonioni voleva suscitare con Deserto rosso. Se nel 1964 ci si poneva il problema dell’industrializzazione a tutti i costi, nel XXI secolo la questione è la stessa traslata alla tecnologia. Quali saranno gli effetti della dipendenza tecnologica e le conseguenze dell’abuso dei media? Il rapporto non è più funzionale a migliorare l’uomo ma tende ad inglobarlo per renderlo un soggetto tecnologico. Anche il concetto di morte, tipico del mondo animale ed umano, si smaterializza. Mentre Liam è in macchina, la radio passa un annuncio:

[Spot] Vivi! Respira! Senti il profumo! Una gamma completa di ricordi. L’aggiornamento della tua memoria costerà meno di una tazza di caffè al giorno e potrai avere un backup di trent’anni gratuito. Basta solamente una piccola anestesia locale e il gioco è fatto! Perché i tuoi ricordi valgono una vita! [Ricordi pericolosi; 2,1]

 

Elisabetta Candido

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