Agents of S.H.I.E.L.D.

Agents of S.H.I.E.L.D.

Il segreto è svelato. Per decenni la vostra organizzazione è rimasta nell’ombra nascondendo la verità, ma ora sappiamo, sono tra di noi: eroi… e mostri. Il mondo è pieno di meraviglie […] Non possiamo spiegare tutto ciò che vediamo, ma abbiamo gli occhi aperti. E adesso? Non potete più nascondervi nell’ombra. È successo un fatto che sembra impossibile, e ora che pensate di fare? (Agents of S.H.I.E.L.D.;  1, 1)

Il 28 agosto 2012 l’emittente ABC decise di produrre un episodio pilota incentrato sull’organizzazione spionistica e antiterroristica dello S.H.I.E.L.D., creata dal genio di Stan Lee. La scelta fu dettata soprattutto dal grande successo cinematografico di The Avengers (2012), uno dei prodotti di punta dell’universo Marvel.
Il punto di contatto tra i due progetti, infatti, va a consolidarsi nella figura del creatore della serie Joss Whedon, già regista del film The Avengers, che dirigerà un robusto team di showrunner comprendente il fratello Jed, Maurissa Tancharoen (Dollhouse, Spartacus) e Jeffrey Bell (X-Files, Alias).
Il 10 maggio 2013, l’ABC, dopo aver rilasciato il titolo ufficiale della serie Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D., annunciò il lancio della prima stagione completa. La serie attualmente (febbraio 2019) conta cinque stagioni, ognuna comprendente 22 episodi della durata di 45 minuti ciascuno, e ha già visto un rinnovo per una sesta e settima stagione (con una riduzione degli episodi da 22 a 13) che dovrebbero andare in onda tra il 2019 e il 2020.
Agents of S.H.I.E.L.D. è stata trasmessa in USA dal 24 settembre 2013 da ABC, mentre in Italia è stata trasmessa gratuitamente da Rai 2 (per i primi 8 episodi) e da Rai 4 (per gli episodi restanti), e su Pay Tv da Fox dal 4 marzo all’8 luglio, per poi arrivare integralmente sulla piattaforma Netflix.
La serie, inoltre, ha riscontrato un grande apprezzamento da parte degli appassionati del mondo Marvel e non solo. Ha ricevuto molte nomination nei premi televisivi e all’edizione 2013 del Critic’s Choice Television Award è stata scelta come Nuova serie più promettente.

Essendo frutto di una narrazione crossover con il Marvel Cinematic Universe (MCU), le parole che aprono la serie hanno lo scopo di legarla ai progetti cinematografici Marvel realizzati con The Avengers  e successivamente con The Avengers – Age of Ultron (2015) e sono pronunciate da una voce fuori campo che accompagna le immagini di New York (teatro della battaglia finale del primo film) e dei flashback che inquadrano gli Avengers, a cui, in tutta la serie, si fa riferimento in maniera anche poco velata.
Agents of S.H.I.E.L.D. narra le vicissitudini di un gruppo di agenti, capitanati dall’agente Coulson (Clark Gregg), personaggio che in The Avengers funge da stimolo e collante al gruppo di eroi che a New York si trovarono ad affrontare la minaccia asgardiana. Reduce da una morte apparente (che nelle sue narrazioni è durata dagli 8 secondi agli 8 minuti) forma una squadra mobile di agenti per combattere un’organizzazione denominata “Centipede”, guidata da un leader autoproclamatosi “Chiaroveggente”.
La squadra di Coulson è formata da Grent Ward (Brett Dalton), un agente contraddistinto fin dall’inizio dallo spiccato senso operativo, dall’agente Melinda May, soprannominata “la cavalleria” dai suoi colleghi per un’esperienza del suo passato, che lei preferisce non riportare alla luce per l’oscurità che la caratterizza. Nel gruppo degli agenti, poi, troviamo la coppia Fitz-Simmons: sono due agenti, Leo Fitz (Iain de Caestecker) e Jemma Simmons (Elizabeth Henstridge), molto giovani che prendono parte alle missioni della squadra mobile come consulenti scientifici: Leo è un ingegnere aerospaziale esperto nella creazione di armi e Jemma una biochimica esperta in scienze biologiche (umane e spaziali). Ultimo agente della squadra, non per importanza, bensì per ordine cronologico di aggregazione al gruppo, è Daisy Johnson, la quale si fa chiamare Skye per la sua partecipazione nell’organizzazione segreta “Rising Tide”, un gruppo di hacker che combatte l’oblio in cui agisce lo S.H.I.E.L.D.
Tutta la narrazione ruota attorno alle vicende di questi personaggi, attraverso continue intersezioni tra le loro vite. A questo proposito, sono centrali le vicende “post-mortem” dell’agente Coulson, il quale sa di essere stato mandato a Tahiti dopo il ferimento di New York.
Le vicende di Coulson si intersecano centralmente con quelle di Skye, reclutata per le sue doti in campo informatico, nonostante le perplessità degli agenti Ward e May per i suoi recenti trascorsi con Rising Tide. Skye viene a conoscenza di un legame tra il suo passato da orfana e lo S.H.I.E.L.D. e passa molto del tempo a scoprirne di più, ma essendo di livello 1 (secondo i livelli gerarchici dell’organizzazione governativa) e portandosi dietro proprio alcune criticità del suo passato, le viene impedito di andare maggiormente a fondo, sia per la sua sicurezza sia per la complessità della sua storia.
La squadra è definita “mobile” perché opera a bordo di un jet super-tecnologico che Coulson ha avuto in dotazione speciale dallo S.H.I.E.L.D.

Nel corso di Agents of S.H.I.E.L.D. si nota come non ci sia un vero e proprio protagonista principale, infatti è più corretto parlare di serie corale: tutta la squadra mobile di Coulson è centrale rispetto al resto del cast, nonostante alcuni personaggi, che all’inizio figurano come non protagonisti, lo diventeranno in maniera alternata nel corso della fine della prima stagione.
Tutti i personaggi sono caratterizzati da una dualità sia comportamentale che caratteriale. Si può dire che tutti sono personaggi attivi (in senso materiale, perché non subiscono le vicende, ma si attivano personalmente nel modificarle) e passivi (in senso informativo, perché i loro ordini sono impartibili in maniera anonima dal punto di vista motivazionale).
A Phil Coulson e a Skye è affidata la capacità di riuscire ad attirare tutta l’attenzione del telespettatore. In particolare, Coulson (interpretato da Clark Gregg – West Wing, La complicata vita di Christine) unisce la sua fama acquisita in The Avengers con le sue capacità di un ottimo leader, in grado di coordinare le esigenze di tutti i componenti della squadra, di organizzare le operazioni in modo efficiente e di prendersi le proprie responsabilità anche quando c’è da andare contro le gerarchie dello S.H.I.E.L.D.. Skye (interpretata da Chloe Bennet – Nashville), invece,  rappresenta il classico genio ribelle, che non tollera la rigidità delle regole e la loro accettabilità per fede nell’organizzazione, ma resta comunque un’ottima risorsa per il gruppo, grazie alle sue doti umane e alle notevoli capacità dimostrate in campo informatico.
La coppia Fitz-Simmons (interpretata da Iain De Caestecker e Elizabeth Henstridge) è un concentrato di genialità mista a umanità: sempre in grado di eseguire gli ordini in maniera precisa, veloce ed efficiente e, allo stesso tempo, disposti a servire la squadra. Infine, i due agenti Ward (Brett Dalton) e May (Ming-Na Wen) sono simbolo di destrezza operativa e capacità fisica.

Sigla. Gli episodi della prima stagione non hanno una sigla. I primi nove sono caratterizzati da un teaser iniziale che alcune volte introduce il telespettatore ad una particolare situazione, altre volte (come nell’episodio iniziale) si rifà alla narrazione crossover. Dal decimo episodio in poi, il teaser viene anticipato da un riassunto degli episodi precedenti. In tutti gli episodi la sigla è sostituita da un’introduzione del logo dello S.H.I.E.L.D. (rappresentato da un’aquila stilizzata in un cerchio scuro su sfondo bianco) che sembra “bullonato” su una superficie metallica, sul quale in sovrimpressione viene ribaltata di 90° la scritta “AGENTS OF S.H.I.E.L.D.”; in corrispondenza della testa dell’aquila, troviamo anche il marchio Marvel. Successivamente abbiamo i titoli di testa in sovrimpressione all’episodio in corso.

Nella prima stagione, i primi 15 episodi sono caratterizzati da una struttura prevalentemente verticale, con alcuni elementi “orizzontali” che vanno a svilupparsi nel corso della stagione.
Il sedicesimo episodio, invece, segna un punto di transizione dalla struttura seriale debole (verticale) a quella forte (orizzontale). Ciò è già indicato nel titolo: La Fine Del Principio. Da qui in poi si sviluppa un groviglio narrativo che va sempre più inasprendosi, fino a sbrogliarsi nell’ultimo episodio della stagione che svela molti segreti, ma ne crea di nuovi, in modo tale da lasciare col fiato sospeso e creare nel telespettatore un’aspettativa per le nuove stagioni.
Ogni episodio è intriso di suspense da spionaggio internazionale con risvolti che spaziano nel mondo alieno; per questo motivo la narrazione è un succedersi di piani americani per descrivere le conversazioni, di piani medi e lunghi per narrare le scene d’azione e di primi piani per creare effetti maggiormente intensi. Il passaggio da un ambiente scenico ad un altro è delineato da un titolo in sovrimpressione che descrive nome e funzione del posto.
Fuori dalle conversazioni, alla voce viene assegnato un compito diegetico interiore (come possiamo notare nei teaser crossover) e alla musica viene dato un ruolo periferico, di sottofondo.

Essendo una serie caratterizzata perlopiù da scene di azione, troviamo pochi dialoghi, conversazioni brevi, concise e dirette soprattutto all’organizzazione delle missioni, come nei seguenti casi:

Stagione 1, episodio 2

[Coulson]: Ricordi il panico generale quando una meteora è caduta vicino alla costa di Miami e ha quasi distrutto la città?
[Skye]: No.
[Coulson]: Appunto. Perché non è mai stato divulgato.
[Skye]: Quindi che faccio?
[Coulson]: Se la notizia trapela dovrai creare un diversivo per depistare i mass media.
[Skye]: Giusto quello che non mi piace.
[Coulson]: Già.

Stagione 2, episodio 14

[Fitz]: Forse senti dolore perché i poteri crescono.
[Skye]: Sto bene, non devi per forza trovare il lato positivo.
[Fitz]: Non lo faccio. Non sono accondiscendente… quello che voglio dire è che le cose cambiano. Se impari a tenere sotto controllo i tuoi poteri, potrai diventare come gli Avengers! Persino come Capitan America!
[Simmons]: Non dovremmo dimenticare che i poteri di Skye sono instabili, se la vuoi paragonare a uno degli Avengers… temo che sia Hulk.
[Fitz]: Sarà, ma lui ha salvato il mondo.
[Simmons]: E siamo d’accordo, ma sono sicura che Bruce Banner non esiterebbe a curarsi se gliene dessero la possibilità.
[Fitz]: E allora dovremmo ringraziare il cielo che nessuno gli stia dando questa possibilità.

Stagione 3, episodio 7

[Daisy]: Lo ammetta, ha paura di quelli come me, del nostro potere.
[Price]: Assolutamente sì. Sei consapevole della tua forza? Potresti far precipitare l’aereo?
[Daisy]: Non lo farei.
[Price]: Ma se lo volessi? Potresti uccidermi adesso. L’umanità fa già paura così, un pazzo prende una pistola e addio, ma ora la gente stessa è un’arma.
[Daisy]: Sì, ma non tutti sono…
[Price]: Ne bastano alcuni, è sufficiente.
[Daisy]: Lei vede soltanto il lato peggiore.
[Price]: Non è vero.
[Daisy]: Proteggo le persone.
[Price]: Non importa.
[Daisy]: Come fa a dirlo?
[Price]: Perché per ogni Daisy Johnson c’è un Lash. E sei un’ingenua se non ci pensi.

 

Daniele Costantino (autore); Andrea Martina (revisione)

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