22.11.63

22.11.63

Quando il tempo è passato, non riesci più a riacchiapparlo. Solo che a volte ci riesci.
(Dal romanzo 22.11.63 di Stephen King)

22.11.63 è una miniserie statunitense basata sull’omonimo romanzo di Stephen King scritto nel 2011 e portato sugli schermi televisivi grazie alla produzione dello stesso scrittore, di J.J. Abrams (creatore di Lost) e di uno dei suoi storici collaboratori, Bryan Burk, e di Bridget Carpenter, già sceneggiatrice per Parenthood e di gran parte degli episodi di 22.11.63.
La prima puntata è andata in onda negli Stati Uniti d’America, sulla piattaforma Hulu, il 15 febbraio 2016. In Italia è stata trasmessa, su Fox, dall’11 aprile al 30 maggio 2016.
22.11.63, come da tradizione per i prodotti realizzati dall’entourage di J.J. Abrams, spazia tra più generi mescolando fantascienza, storico e drammatico.
Il titolo della serie rimanda subito a una data cruciale della storia contemporanea: è il giorno in cui viene ammazzato a Dallas il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy per mano di Lee Harvey Oswald. Sarà compito del professore di liceo Jake Epping (interpretato da James Franco), compiere un rocambolesco viaggio nel tempo per riuscire a sventare l’attentato.
La serie si sviluppa in otto episodi che mediamente oscillano su una durata di 50-60 minuti, ad eccezione del primo episodio lungo 80 minuti.

La serie si concentra intorno al tentativo del protagonista, Jake Epping, di evitare l’omicidio di J. F. Kennedy avvenuto a Dallas, come dice il titolo, il 22 novembre 1963. La storia, ambientata nel 2016, vede il protagonista coinvolto in quest’impresa su richiesta del suo amico Al Templeton che, in passato, aveva scoperto un varco temporale nell’armadio della sua tavola calda capace di catapultarlo nel 1960. Nonostante il suo insuccesso, Al è comunque convinto che evitare l’assassinio di Kennedy potrebbe portare ad un mondo migliore per il presente.
La particolarità di 22.11.63 risiede nella lotta tra la volontà di onnipotenza di chi sente di poter cambiare il corso della storia e gli ostacoli da superare per riuscirci. Difficoltà che si traduce in una continua ribellione del passato, materializzata attraverso eventi che mettono in pericolo la vita stessa di Jake, il quale è costretto anche a fare i conti con problemi esterni all’incolumità del presidente Kennedy.
La storia si svolge in varie località, dall’immancabile Maine delle storie di Stephen King (lo Stato in cui è nato e vive) al Texas, dove si trova Dallas, la città in cui muore Kennedy.

La tana del Bianconiglio è il titolo del primo episodio. Il Bianconiglio è un personaggio di Alice nel paese delle Meraviglie che, nella simbologia, rappresenta un evento inaspettato.
Superata l’iniziale titubanza nei confronti della proposta di Al, Jake accetta di portare avanti la missione da lui iniziata e mai conclusa. Al informa Jake riguardo tutto ciò che bisogna sapere su quello a cui si va incontro intraprendendo un viaggio nel tempo e gli fornisce il materiale necessario per iniziare la missione.  A caratterizzarlo è la sua titubanza riguardo il reale mandante ed esecutore dell’assassinio di Kennedy, Lee Harvey Oswald. Infine, Jake riceve informazioni sulla modalità di funzionamento del portale: ogni viaggio nel tempo, per quanto possa durare anni nel passato, costa al protagonista solo due minuti del presente; inoltre ogni volta che si ritorna nel presente e si va nuovamente nel passato, tutto ciò che è stato fatto la volta precedente si annulla. L’ambientazione iniziale del primo episodio è il 2016, il portale invece conduce sempre alle ore 11.58 del 21 ottobre 1960. Inoltre, per mezzo della porta temporale Jake intuisce la possibilità di poter cambiare anche alcune situazioni spiacevoli del suo passato e del passato di persone a lui vicine.

Halloween 1960, titolo del secondo episodio, rappresenta un evento che Jake tenta di cambiare per un suo allievo a lui molto caro, Harry Dunning. Quella notte, infatti, suo padre uccise tutta la sua famiglia risparmiando solo lui. Jake è deciso ad evitare quella spiacevole tragedia che cambiò la vita del suo allievo, ma per farlo deve scontrarsi con i mezzi messi in campo dal “passato”. Uno dei questi è Bill Turcotte, un classico esempio di personaggio “mutaforme” che segna il punto di congiunzione tra la fine del secondo episodio ed il terzo.

Professor Jake Amberson è la terza parte della storia. Il titolo richiama l’esigenza, da parte di Jake, di spacciarsi per un professore anche nel passato. A scuola ritrova un personaggio che aveva già conosciuto nel primo episodio, Sadie Dunhill, che sarà una sua collega. Intanto Jake, con l’aiuto di Bill, inizia a tenere sotto controllo Oswald, presunto assassino di Kennedy, con il fine di comprendere se abbia agito di sua volontà oppure sia stato manovrato da un agente della CIA, George de Mohrenschildt.

Il passato non dorme mai è il titolo del quarto episodio che si sviluppa tra amori e indagini. Jake continua la ricerca di indizi per scoprire chi saranno esecutori e mandanti dell’assassinio di Kennedy. È uno degli episodi in cui si sviluppano con maggiore forza gli universi psicologici dei protagonisti attraverso alcune sotto trame.

Nel quinto episodio dal titolo già abbastanza esplicativo, La veritàJake si ritrova sempre più vicino a scoprire ciò che sta cercando, ma più prosegue nel suo compito, maggiori sono le difficoltà incontrate a causa della sua falsa identità adottata per poter operare anche nel passato. Il protagonista infatti ha due identità, una reale, quella del 2016 in cui è Jake Epping, ed una falsa per poter vivere negli anni ’60, in cui è Jake Amberson.

La puntata successiva, Buon compleanno, coincide con il compleanno di Lee Harvey Oswald nell’ottobre del ’62, in cui si evidenzia un Bill stanco dei pochi risultati raggiunti ma comunque desideroso di perseguire i suoi obiettivi, mentre Jake si ritrova costretto a fare scelte drastiche pur di non far saltare il suo piano già fortemente in bilico. Nel momento in cui Oswald sarà impegnato a recuperare il rapporto con sua moglie, Jake dovrà ancora una volta trovarsi faccia a faccia con un passato disposto a tutto pur di fermarlo, senza lasciar spazio a vie d’uscita.

Nel penultimo episodio, Tiratore scelto, alla certezza irremovibile della scoperta dell’assassino di Kennedy, si oppongono confusione e dolore che regnano nella vita di Jake a pochissimi giorni dall’assassinio. Sadie continua ad essere quanto più presente possibile, fino ad essere di fondamentale importanza per il professore di lettere che ormai non ha più tempo da perdere.

Riscrivere la storia è l’ultima e tanto attesa parte della trama che lascia col fiato sospeso. Il giorno è arrivato, Jake è pronto a tutto, deciso a cambiare il passato e comprendendo che tutto accade per un preciso motivo, dove il tempo non è solo il filo conduttore della storia, ma uno spazio in cui gli eventi sono concatenati da continue cause ed effetti. Un legame che investe passato, presente e futuro.

Nella serie figurano un protagonista, Jake Amberson/Epping, quattro personaggi principali, Al Templeton, Sadie Dunhill, Bill Turcotte e Lee Harvey Oswald ed infine altri personaggi ricorrenti o secondari.

Il Protagonista Jake (“Epping” nel 2016 e “Amberson” nel 1960 – interpretato da James Franco), è un professore di lettere che vive a Lisbon Falls nel Maine e, a causa della sua missione, si ritrova costretto ad abitare in due mondi culturalmente e temporalmente diversi.  È un uomo coraggioso e determinato, durante la storia è costretto ad affrontare molti problemi dovuti all’opposizione del passato che non intende essere modificato, ma questo lo porta a non indietreggiare mai nei confronti dell’obiettivo che è alla base del suo viaggio. In realtà, il ritratto che si presenta all’inizio di 22.11.63 è quello di un uomo quasi arreso allo scorrere della vita, privo di emozioni e in piena di solitudine. Il compito affidatogli da Al gli fa riscoprire motivazioni perse da tempo.

Al Templeton (interpretato dal premio Oscar Chris Cooper) è un personaggio di fondamentale importanza nella storia, in quanto è lui a chiedere a Jake di salvare Kennedy per poter sperare in un mondo migliore. È il proprietario di una tavola calda, il Diner, la stessa dove ha scoperto l’esistenza della porta temporale che consente di iniziare tale missione. Determinato fortemente a credere nelle possibilità di riuscita di Jake, affida a lui questo suo obiettivo non ancora realizzato.

Sadie Dunhill (interpretata da Sarah Gadon) svolge una funzione di cruciale importanza per Jake. È una bibliotecaria timida e risoluta di Jodie, segretamente in fuga da un marito violento, Johnny Clayton (interpretato da  T. R. Knight).

Bill Turcotte (interpretato da George MacKay), barista di Holden, è un ragazzo costretto a diventare uomo prima del previsto, a causa della gente del suo paese e delle vicende della sua vita, aspetto che comunque non nasconderà un latente spirito adolescenziale desideroso di affetto, adrenalina e riscatto.

Lee Harvey Oswald (interpretato da Daniel Webber), è l’indiziato numero uno dell’attentato. È un ex marine, un disertore che per motivi ideologici si rifugia in Unione Sovietica ma, tornato negli Stati Uniti, è deciso a fare qualcosa, qualsiasi cosa, che gli permetta di restare nella storia. È un uomo violento con sua moglie Marina Oswald (interpretata da Lucy Fry) e frustrato dal non riuscire ad essere indipendente, anche a causa del rapporto morboso che ha con la madre Marguerite Oswald. In alcuni momenti, paradossalmente, sembra addirittura facile affezionarsi alle sue debolezze di uomo burbero, arrogante, padre e fondamentalmente insicuro di sé stesso.

Tra i personaggi ricorrenti c’è un allievo di Jake a cui egli tiene particolarmente, Harry Dunning (interpretato da Leon Rippy), suo padre, Frank Dunning, un uomo mentalmente instabile lasciatosi andare ai vizi e alla violenza, innamorato idealmente dei figli ma stanco di sua moglie.

Tra le figure di “aiutanti” occorre ricordare Mimi Corcoran (Tonya Pinkins) e Deke Simmons (Nick Searcy), tra cui sembra esserci qualcosa di più che un semplice rapporto lavorativo. Rispettivamente bibliotecaria e preside della scuola in cui lavora Jake Amberson negli anni ’60. Tra gli altri personaggi ricorrenti troviamo George de Mohrenschildt (Jonny Coyne) e James P. Hosty, rispettivamente un esule sovietico, misterioso e affascinante, amico di Oswald e sospettato di essere il suo mandante nell’assassinio di Kennedy, e un agente FBI convinto delle sue capacità di avere tutto sotto controllo e conoscere la verità.

The Yellow card man, infine, è un uomo che ha tentato molteplici volte di cambiare un evento del passato senza mai riuscirci. Sua è la frase che racchiude il senso della serie e che ripete costantemente a Jake: “Tu non dovresti essere qui”.

Gli episodi sono complessivamente otto; tendenzialmente la loro durata si aggira tra i 50 e 60 minuti, con l’eccezione del primo, La tana del Bianconiglio, di 80 minuti. Prima della sigla è presente un riassunto su quello che è accaduto negli episodi precedenti. Successivamente, a partire dal secondo episodio della serie, l’inizio della storia corrisponde con una data in sovraimpressione che indica l’ambientazione temporale. La sigla è preceduta da un breve teaser, mediamente di un paio di minuti, con la sola eccezione del secondo e quarto episodio, che partono direttamente dal riassunto.
Solo nel caso del secondo e quarto episodio, Professor Jake Amberson compare un breve teaser di un paio di minuti.
La struttura della serie è orizzontale e all’interno dell’arco narrativo vi è un continuo parallelismo tra vicende ambientate nel passato e nel presente.

Sigla. Nella sigla non sono presentati i personaggi ma solo i nomi degli attori e dei principali partecipanti al lavoro. Il tema di 22.11.63 è composto da Alex Heffes. Sullo sfondo musicale sono poste delle immagini di oggetti e dettagli legati tutti da un filo rosso. La sigla cambia notevolmente nel sesto e ottavo episodio ma presenta, in modo quasi impercettibile, delle piccole differenze anche negli altri.
Nella sigla del primo episodio sono presenti gli elementi fondamentali che compariranno in tutte le altre. Attraverso un mirino abbiamo un focus su vari oggetti e situazioni, collegati tutti da fili rossi (che indicano anche i nomi delle città che appaiono nei diversi episodi), come a voler ricordare la lavagna di un detective impegnato in una fitta indagine. Gli elementi presenti nella prima sigla sono: una macchina nera, la biblioteca dove lavorava Oswald, un articolo di giornale relativo all’uccisione di Kennedy, foto originali di Lee,  il luogo dell’assassinio, il Diner, un giradischi, una valigetta con dentro documenti e pistola, un post-it di un serpente che chiude un cerchio mangiandosi la coda (simbolo della presenza costante di un uomo nelle vicende che accompagnano Jake dal 1960 al 1963), un’altra macchina (gialla in questo caso), un orologio che segna le 11.55, nel quale i secondi passano scanditi da un ulteriore filo rosso, e un fucile dal cui mirino ci si proietta sulla canna puntata verso la data fatidica 11.22.63.
Alcuni di questi elementi permangono in tutte le sigle di tutti gli episodi, mentre altri cambieranno a seconda di ciò che è successo o di ciò che sta per succedere. L’orologio scandirà il tempo ad ogni puntata, avvicinandosi sempre più all’orario dell’uccisione: parte dalle 11.55 per scorrere di puntata in puntata fino alle 12.25, fino a sparire nell’ultima sigla. Tra gli elementi cangianti notiamo, ad esempio, che nella sigla della seconda puntata la valigetta si ritrova in mezzo ad un incendio, richiamando un elemento apparso nella puntata precedente. La seconda macchina proposta nella sigla cambia nel terzo episodio, nella sigla del sesto episodio l’articolo riguarda il generale Walker e non più Kennedy e compare anche la foto di una donna, probabilmente Sadie, data la sua acquisizione di ruolo primario. Infine, nell’ottava puntata la sigla si rivela decisiva mostrando i fili rossi ormai sciolti dagli elementi che ormai sono irrimediabilmente modificati, come il Diner in fiamme. La rottura dei fili lascia spazio a varie riflessioni: si è arrivati alla soluzione dell’enigma e si abbandonano le ricerche o il seguire quei fili rossi ha portato a qualcosa di irrimediabile.

Il linguaggio di 22.11.63 risente di una pluralità di tecniche espressive. Ricorrenti, intensi e molto importanti sono i dialoghi; oltre ad essi sono presenti anche monologhi che si configurano come brevi racconti, come ad esempio quello che costituisce la prima scena del primo episodio. Le differenze tra gli anni ’60 e il 2016 sono sottolineate da musiche, colori e ambientazioni differenti. Il 2016 è presentato con colori cupi, grigi e freddi, mentre l’ambientazione degli anni ’60 è ricreata con musiche che spaziano da Sam Cooke a Frank Sinatra, colori caldi oltre che abiti, acconciature, auto e luoghi tipici degli anni ’60, che presentano quest’epoca in modo estremamente intrigante tanto da non volerla più abbandonare solo tra i vecchi ricordi. Jake, adeguandosi al contesto, è dunque costretto ad indossare un completo elegante anziché i più sportivi jeans e maglietta e a ripulirsi il volto tagliando il pizzetto. Adeguarsi all’immagine dell’uomo degli anni ’60 appare semplice e divertente, quello che risulta complicato è fingere di non conoscere notizie che in realtà sono già accadute e di adeguarsi alla lingua al contesto. Non di rado, infatti, Jake utilizza un linguaggio non conforme alla temporalità, alcuni esempi: 

Episodio 3

[Preside Simmons]: Disciplina, lei ne ha? Tanti supplenti in questa scuola non hanno il polso per tenere a bada i loro ragazzi, così li spediscono nel mio ufficio come se non avessi niente di meglio da fare.
[Jake]: Beh, io non ho mai avuto difficoltà!
[P. Simmons]: Difficoltà? Mmh che eleganza!

 

Episodio 5

[Jake]: L’hai visto al raduno, Walker è un cazzo di sociopatico.
[Bill]: Un so, socio che?
[Jake]: È fuori di testa.

 

Episodio 5

[Jake]: Non dovreste farle una flebo?
[Barelliere]: Signore la prego, ci penseranno le infermiere in ospedale.
[Jake]: In ospedale? Perché non lo fate adesso? Non siete paramedici?
[Barelliere]: Siamo cosa?

 

Episodio 7

[Sadie]: Ti manca qualcosa?
[Jake]: Di che parli?
[Sadie]: Del futuro, c’è qualcosa che non vedi l’ora di riavere?
[Jake]: Le Sneakers, le Sneakers sono il massimo!
[Sadie]: Sneakers?
[Jake]: Scarpe da tennis.

Una curiosità che riguarda la lingua di uno dei personaggi è che, Lucy Fry, l’attrice nei panni di Marina Oswald, per affrontare al meglio la sua parte ha dovuto studiare il russo.

Come già detto in precedenza, 22.11.63 è tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King, ma tra i due lavori esistono alcune differenze, per esempio il portale temporale, che nella serie conduce Jake al 1960, nel romanzo conduce il protagonista al 1958. Inoltre, nel romanzo è inserita una città, Derry, assente nella serie. Sullo schermo molte parti del libro vengono tagliate, altre inserite ed alcune drasticamente modificate: un esempio su tutti è costituito dagli appunti di Al che nel romanzo non subiscono danni nell’incendio avvenuto nella casa dove alloggiava Jake, mentre nella serie gli stessi appunti sono implicati irrimediabilmente nell’incendio. Un’altra importante differenza è che nel romanzo Jake non racconta a nessuno della sua missione, cosa che invece non accade nella serie, dove diversi personaggi vengono a conoscenza della sua vita reale. Una particolare curiosità è che in un primo momento la trasposizione del romanzo doveva interessare un progetto cinematografico, in seguito è stata preferita realizzare la serie.
Il citazionismo, inoltre, è abbastanza ricco: nel secondo episodio Jake si imbatte in un bambino che indossa un’inquietante maschera da coniglio, un chiaro riferimento a Donnie Darko. Inoltre, Jake ha sempre con sé un taccuino, chiaro aggancio a Ritorno al futuro II. Un altro richiamo a quest’ultimo film lo troviamo nel portale che conduce Jake al 21 ottobre del 1960, stesso giorno in cui Marty McFly viaggia nel 2015. Tra gli altri riferimenti, ne troviamo uno nel quarto episodio: Miss Mimi chiede spiegazioni a Jake sulla sua vera identità e il protagonista, per non farsi scoprire, confessa di essere inserito in un programma di protezione testimoni perché nel 1959 ha assistito all’omicidio del suo amico Fredo da parte del fratello Michael, presso il lago Tahoe, cioè un pezzo importante della storia de Il Padrino II.

 

Silvia De Luca, Roberta Polimeno (autori), Andrea Martina (revisione)

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